Autore:
Lorenzo Centenari

POMPIERI IN AZIONE Non proprio un favore all'immagine del diesel, specie in tempi di ostilità senza quartiere. Per non parlare dei danni diretti, sia al brand, sia ovviamente ai clienti che in Corea del Sud (vedi articolo) già ne hanno fatto le spese. Preannunciato ad agosto, il richiamo che BMW avrebbe dovuto circoscrivere a poco più di 300.000 veicoli alimentati a gasolio viene ora esteso a un totale di 1,6 milioni di esemplari. Il pericolo di incendio che sembrava affliggesse solo determinati modelli interessa invece una flotta ben più estesa. Dislocata in Asia, in Europa, e con ogni probabilità, in qualche misura anche in Italia.

PERDITE SOSPETTE La campagna tecnica, come al richiamo si riferisce il comunicato ufficiale BMW, coinvolge dunque 1,6 milioni circa di automobili equipaggiate di motore diesel a 4 o a 6 cilindri, anno di produzione dal 2010 al 2017. Il problema, lo stesso che in estate aveva provocato in Sud Corea l'incendio di quasi 40 vetture: colando dal circuito di ricircolo dei gas di scarico, il liquido di raffreddamento mescolato alla fuliggine può sciogliere il rivestimento del condotto, generare fumo, scintille, nella peggiore delle ipotesi dare vita a fiammate vere e proprie. 

RIENTRO ALLA BASE I proprietari verranno contattati e invitati a visitare un Centro assistenza BMW per la rettifica, se necessario anche la sostituzione, del componente incriminato. 


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