Fake news, così le ha bollate Tesla. L'azienda di Elon Musk ha smentito ufficialmente le indiscrezioni secondo cui l'azienda starebbe valutando la possibilità di scorporare, vendere o chiudere le sue attività in Cina per agevolare una potenziale fusione con SpaceX. Da dove sono arrivate queste indiscrezioni?
Tutto parte da un rapporto del Wall Street Journal
Secondo quanto riportato dalla testata americana, ad alcun dirigenti Tesla sarebbe stato chiesto di preparare una separazione delle attività in Cina. I piani riportati includevano la creazione di un'entità di vendita indipendente per gestire le esportazioni all'estero dalla Gigafactory di Shanghai, nonché l'implementazione di rigide barriere interne per limitare l'accesso dei dipendenti con sede in Cina ad altre unità aziendali. Sulla possibile fusione tra Tesla e SpaceX se ne parla e anzi se ne specula da diverso tempo. Per tale motivo il rapporto del Wall Street Journal ha catturato subito l'attenzione e ha fatto molto discutere.
Per questo Tesla è stata costretta a intervenire. Contattato da diverse testate giornalistiche, un rappresentante di Tesla Cina ha respinto queste affermazioni definendole ''informazioni false''. Pure Elon Musk è intervenuto, etichettando le notizie come fake news. Insomma, pare che non ci sia nulla di vero.
Tesla e la fusione con SpaceX
Il rapporto arriva in un momento in cui di discute molto del percorso che potrebbe portare a un'offerta pubblica iniziale (IPO) di SpaceX da 75 miliardi di dollari. Durante la conference call sui risultati del secondo trimestre 2026 di Tesla, Musk ha osservato che la cooperazione tra le due società sta aumentando in diversi settori, pur sottolineando che qualsiasi fusione richiederebbe procedure formali e non era opportuno discuterne in quella sede.
Perché la separazione delle attività cinesi? Il motivo deriva dal fatto che SpaceX è un importante appaltatore della difesa statunitense coinvolto in programmi satellitari e di sicurezza nazionale sensibili. Una fusione con Tesla che possiede attività in Cina solleverebbe sicuramente problematiche normative.
Tuttavia, è difficile pensare che Tesla possa separarsi dalle sue attività cinesi. Pensiamo solamente alla Gigafactory di Shanghai che rimane lo stabilimento più grande e produttivo dell'azienda a livello globale. Non rimane che attendere per capire cosa succederà davvero.
Fonte: CarNewsChina
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