Solitamente le case automobilistiche annunciano e anticipano l’arrivo di un nuovo modello tramite teaser (video o immagini) pubblicati sui propri canali social o attraverso i comunicati stampa. Smart ha scelto una strada insolita per anticipare la sua prossima erede della ForTwo. Non un teaser digitale, ma una serie di murales dipinti a mano in giro per il mondo. Le opere sono già comparse a Shanghai, Hong Kong, Buenos Aires e Melbourne, e presto arriveranno anche in Europa (a Berlino e Parigi). La capitale francese è la città che ospiterà il debutto ufficiale della Smart #2 di serie, a ottobre in occasione del Salone dell'Auto.
L’uso della street art
Con questa operazione Smart vuole sottolineare il legame tra la #2 (pensata per la mobilità urbana) e la cultura di strada, affidando ogni murale ad artisti locali diversi (Zhu Bin a Shanghai, il collettivo Parents Parents a Hong Kong, Martin Ron a Buenos Aires, Georgia Laurie a Melbourne). Il direttore marketing Kang Yi ha dichiarato che queste opere servono a costruire attesa per il ritorno del modello più riconoscibile del marchio. Al di là del metodo narrativo scelto da Smart è interessante analizzare questi murales perché “nascondono” alcuni dettagli interessanti sulla prossima #2.

Il murale di Melbourne, in particolare, è quello che offre il maggior numero di dettagli tecnici. L’opera raffigura montanti e tetto in colore nero, maniglie delle portiere tradizionali (quindi non a scomparsa), gruppi ottici dal design più morbido, una doppia presa d’aria sul paraurti anteriore ai lati di una grande apertura rettangolare e cerchi con otto razze.

Elementi che, uniti alle specifiche già note (piattaforma Geely Electric Compact Architecture, trazione posteriore, batteria da 35,7 kWh, autonomia WLTP di circa 300 km, ricarica rapida 10-80% in 20 minuti, raggio di sterzata di 6,95 metri) completano il quadro della vettura che debutterà a Parigi, confermando la fedeltà alla Concept #2 svelata a Pechino.
FONTE: CarNewsChina
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Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.


