Uber ammette: le donne guidatrici guadagnano circa il 7% in meno degli uomini. Il motivo? Lo spiega lo studio condotto con l'Università di Stanford
MASCHI CONTRO FEMMINE Uno studio condotto in sinergia dai ricercatori della Stanford University e dagli impiegati Uber negli Stati Uniti ha rilevato che in Uber le autiste donne guadagnano meno -circa il 7%- dei colleghi uomini. Aspettate però prima di saltare alle conclusioni: un motivo c’è e non ha nulla a che fare con il sessismo. Semplicemente, fanno sapere dall’azienda con sede a San Francisco, le quote rosa di Uber guidano più lentamente, meno spesso e si fanno carico di corse più economiche.
REPETITA IUVANT Come per molti altri aspetti della vita, anche in questo caso sono l’esperienza e il tempo che si dedicano a qualcosa che ne determinano il successo. I risultati dello studio, ottenuti incrociando i dati delle ore medie lavorate a settimana e dei soldi guadagnati in una settimana e all'ora da 1.877.252 piloti in America da gennaio 2015 a marzo 2017, parlano chiaro. Gli uomini, infatti, effettuando corse con maggiore frequenza hanno più possibilità di imparare dove e quando lavorare per ottenere le tariffe più alte mentre le donne, che in media trascorrono meno tempo a guidare per Uber, ne pagano lo scotto in termini di guadagni più bassi. Anche il fattore velocità gioca un ruolo importante: lo stesso studio ha riscontrato che i piloti Uber di sesso maschile guidano il circa il 2,2 per cento più veloce rispetto alle donne, accumulando più corse e, di conseguenza, più guadagni, sul lungo periodo.
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L’automobile è femmina e non può mancare in squadra un membro dell’altra metà del cielo. Milanese, laureata in Lettere alla Cattolica, Giulia tratta di auto e moto ormai da anni: la sua preparazione, e il suo piede destro, farebbero sfigurare schiere di maschietti. Anche se alla tecnica preferisce il lato glamour e lifestyle. E in mare, la barca a vela ai motori a scoppio. Precisa e metodica, quando la redazione è con l’acqua alla gola è lei che sbroglia la matassa e riordina i pensieri di ciascuno.



