Autore:
Emanuele Colombo

SCANDALO EMISSIONI Qui il dieselgate non c'entra, ma sempre di emissioni si parla: Ferrari e Aston Martin sono state multate dall'Unione Europea per non aver rispettato i diktat della European Environment Agency (EEA) sulla riduzione delle emissioni di CO2 nel 2015. In base alle emissioni in eccesso e alle auto vendute le multe saranno di 410.760 euro per Ferrari e 36.370 euro per Aston Martin.

I REGOLAMENTI Ferrari e Aston Martin, certo, sono vetture assai poco diffuse e fanno pochi chilometri l'anno, ma prima di procedere a una difesa d'ufficio va detto che di questi aspetti i regolamenti tengono conto. Infatti ci sono vari modi per rispettare o aggirare legalmente il tetto di 130 grammi di CO2 al chilometro imposti per il 2015 dalla EEA.

LE SCAPPATOIE Alcuni costruttori possono fare cumulo con altre marche all'interno di uno stesso gruppo per rientrare nei limiti giocando sulla media delle emissioni di tutte le gamme. Altri possono invece chiedere delle deroghe, che consentono emissioni superiori. Di quanto? Dipende dal volume produttivo. Il target di riduzione delle emissioni viene proporzionato alle potenzialità dell'azienda se questa vende meno di 10 mila vetture l'anno. Se le vendite sono comprese tra 10 mila e 300 mila veicoli l'anno il target è il 25 per cento in meno delle emissioni registrate nel 2007. Esenti del tutto sono i costruttori che non superano le mille unità annue.

CHE FANNO GLI ALTRI Per fare un esempio, all'interno del gruppo Volkswagen, Porsche ha scelto di fare gioco di squadra, mentre Bentley ha preferito puntare su una deroga, ottenuta, per via dei bassi volumi produttivi. Nel gioco di squadra per abbassare le emissioni hanno molto peso le auto diesel e ancora di più le auto a batterie: Renault è stata in grado di ridurre la media di 2 grammi al chilometro con appena il 2 per cento della sua flotta a emissioni zero. Che sia il momento di mettere in cantiere una Ferrari a pile?


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