Autore:
Matteo Gallucci

VACANZE (FORZATE) DI NATALE Le vendite sono in calo per la Fiat Punto e a farne le spese sono gli operai che lavorano presso lo stabilimento di Melfi in provincia di Potenza. Per 790 addetti della linea dedicata alla Punto scatterà la cassa integrazione dal 18 al 30 dicembre 2017 a causa del rallentamento dei ritmi produttivi dovuto alla flessione della richiesta di mercato. Infatti da gennaio a ottobre sono state 32.877 le unità vendute contro le 39.274 dello scorso anno nel medesimo periodo. L'inevitabile Natale a casa è stato confermato dalle sigle sindacali a rappresentaza degli operai di Melfi dove vengono prodotte anche 500X e Jeep Renegade.

IL PUNTO SULLA PUNTO Urge quindi più che mai una svolta per l'intramontabile Fiat Punto che ha saputo regalare, in passato, molte soddisfazioni a tutto il Gruppo FCA. L'attuale progetto datato 2005 ha visto negli anni diversi aggiornamenti ma anche l'ultimo, corposo, restyling del 2012 inizia a risentire in modo evidente rispetto alla concorrenza che offre vetture più moderne e tecnologiche a prezzi di listino più concorrenziali.

SITUAZIONE ITALIA Sembrava proprio Melfi il sito dedicato per il progetto di un mini SUV marchiato Jeep ma, dopo l'abbandono dell'idea di una piccola Renegade a causa dei costi di produzione troppo elevati, e dopo le parole di Marchionne dello scorso marzo durante la kermesse del Salone di Ginevra la situazione di Melfi e di Pomigliano sembra non essere delle più felici. L'Amministratore Delegato di FCA aveva svelato la sua strategia per le future produzioni Made in Italy dove l'unica via sostenibile evidenziata sembrava quella del solo sviluppo dei modelli "premium" come Alfa, Maserati, Renegade e 500X. A stretto giro la conferma da parte del Manager: la prossima generazione di Fiat Panda non verrà più prodotta a Pomigliano. Non ci resta che aspettare gli inizi del 2018 quando Marchionne presenterà il suo, ultimo, piano quinquennale.

 

 

 


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