Alla Statale di Milano è in mostra un’installazione firmata Walter De Silva
NON SOLO MOBILI Si fa presto a dire design, probabilmente il modo più semplice per sintetizzare tutto quel che il FuoriSalone di Milano (rassegna di eventi a margine del più famoso Salone del Mobile) ha da offrire. Design come comune denominatore di eventi, mostre, showroom e installazioni sparse un po’ per tutta la città. Ma una parte specifica del FuoriSalone, quella tradizionalmente racchiusa tra le mura dell’Università Statale, è da sempre il contesto prediletto per un incontro tra arte, cultura e tecnologia. Qui, fino al 13 aprile 2014, potrete ammirare primarchitettura, un’installazione firmata Walter De Silva.
MINIMAL Si potrebbe parlare di auto ai confini dell’arte, oppure interpretare l’iniziativa - inserita all’interno di “Feeding New Ideas for the City”, il programma di eventi e esibizioni che Interni ha organizzato in occasione dei 60 anni della rivista- come un modo diverso dal solito per anticipare gli stilemi delle Audi che verranno. Tutto vero. Sappiate però che con primarchitettura di un’Audi vedrete solo il suo volume essenziale, lo scheletro nudo, ma tutto ciò per una ragione precisa: l’installazione vuole significare come il design si fermi troppo spesso alla superficie e i cui aspetti formali ed emozionali possano essere di ostacolo a una comprensione globale dell’idea. Per questo l’auto, stavolta, si mette in mostra “spogliata” dei suoi orpelli.
IN SERIE INFINITA L’allestimento, sito nel Cortile del ‘700 della Statale, presenta un’area centrale in cui uno space-frame Audi, composto da molteplici materiali, è installato come una vera e propria opera d’arte. Ma c’è di più: il telaio viene riflesso all’infinito dal pavimento e da pareti specchianti, a sottolineare come nell’opera in questione – in ultima essenza, un’auto– sia intrinseco il concetto di riproducibilità proprio della produzione industriale.
Dal calcio al basket, gli sport gli scorrono nel sangue dalla nascita, ma è solo quando è approdato a MotorBox che ha cominciato ad appassionarsi al mondo dei motori, fino a diventarne fine conoscitore. Stile asciutto e incisivo, grande senso critico, notevole presenza in video, Luca sa inquadrare con rara chiarezza le auto che prova, senza perdere di vista scenari e tendenze. Dopo quasi 12 anni ha lasciato la banda di MotorBox per affrontare nuove sfide, lasciandoci in eredità una produzione di articoli al top per quantità e qualità. Le supercar? Belle, ma la Ignis...





















