Volvo:

La C30 si dà alla sticker-art


Avatar Redazionale , il 07/04/08

13 anni fa - Ritorna l'epoca degli adesivi

Ritorna l'epoca degli adesivi. Ma questa volta niente scudetti col ricordino della vacanza o discreti simboli di appartenenza. Volvo propone dei veri e propri vestitini, dal bucolico al rétro, fino al completo zebrato. Per entrare in sintonia con i giovani e cambiare personalità e carattere della C30.

C'ERA UNA VOLTA Volvo auto sicure, auto sobrie. Fatte da ingegneri e tecnici pragmatici. Tanta sostanza poca apparenza. Un tempo. La ricerca di target giovanili e l'auto giusta per farlo, la C30, hanno suggerito un'operazione di immagine fuori dall'ordinario. A prima vista sembrerebbe estemporanea, invece si inserisce a pieno titolo nella ricerca di contaminazioni tipica del mondo automotive evoluto. Dove fare una buona auto non basta più, ma deve sorprendere e fare tendenza.

VENTI OPZIONI Fiancate in legno completamente fuori contesto, modello familiare americana. Nuvolette di sapore fumettistico che sembrano uscite da un videogame di SuperMario. Un completo zebrato che, accoppiato alla lingerie giusta, potrebbe essere perfetto nei film vietati ai minori. O ancora una versione caleidoscopica, a mezza via tra l'Acid House e l'arcobaleno della pace. Se fosse il primo di aprile sarebbe da non credere. Invece, tutto vero. Il programma di personalizzazione "adesiva" consente di cambiare vestito attingendo ad un menù di tutto rispetto: venti le varianti previste, tutte disegnate da artisti diversi.

PRIME PROPOSTE I vestitini collosi riescono a definire in modo - a volte antitetico - la personalità della C30. Con le nuvolette, lo spirito snob lascia spazio ad una rilassatezza sconosciuta alla versione monocromatica. La si guarda e sembra di stare seduti sul prato nel mezzo di un pic-nic. Mentre con la pelle zebrata l'aggressività seppellisce in un amen la seriosità di un marchio associabile tradizionalmente ai valori di sicurezza e razionalità. Ma è solo un gioco, qui l'abito fa il monaco: la Volvina maculata e rosé diventa frizzantina come il vino adatto al tepore estivo.

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VESTITO ADERENTE Divertissement, espediente fine a stesso? Fino ad un certo punto. La scelta è evidentemente calcolata perattirare l'occhio giovane o i "liberi pensatori". Ne esce fuori una compatta ridefinita nell'impatto visivo. Senza limiti alla fantasia o alla vergogna. E che, soprattutto, supera di slancio il confine di Mini e 500, che per diventare star si affidano alle stripes, alle bandiere o ad altri particolari, arrivando quasi a lambire i confini della sticker-art.L'esperimento per ora è limitato alla Svezia ma l'idea potrebbe essere diffusa e apprezzata anche fuori dai confini casalinghi. Magari accompagnata da un concorso.

PSICOLOGIA E STORIA Sarebbe curioso dare la parola ad uno psicologo, per associare la scelta "adesiva" al profilo del possibile cliente. Oanalizzare i potenziali effetti di allargamento del target di una personalizzazione così spinta. Ma, ancora più interessante diventa analizzare un percorso di avvicinamento alla sticker-art che riguarda gran parte del settore automotive. Fenomeno che, come spesso accade, nasce dal basso e viene sdoganato nel tempo, per essere utilizzato dagli strateghi del marketing. Obiettivo finale? Sempre quello: vendere. Prima l'immagine poi le auto.

FENOMENO COMMERCIALE Sotto il profilo realizzativo non appare estraneo all'ispirazione svedese il fenomeno di copertura, a fini commerciali, di Taxi e Autobus. Con gli sticker, infatti, si può fare tutto, basta avere le misure, un plotter, utilizzare la carta adesiva giusta e fare attenzione: la fase della "posa" è la più delicata, per evitare bolle e pieghe indesiderate. Sul web si trovano in vendita kit fiammeggianti in stile Fast and Furious. O, riservata ai nostalgici, la serie adesiva completa per trasformare la Dodge Charger d'epoca nella replica del Generale Lee della serie TV Hazzard. Ma la scelta Volvo si distingue per ironia e non strizza l'occhio ai fasti del passato.

NUOVI MEDIA? Rivestire una normale auto di serie con nuvole o arcobaleni di colore dissacra l'icona automobile, oggetto di scelta seriosa, a volte anche con consultazioni allargate perfino sugli optional. Metallizzata? Certo. Grigia? No, ce l'ha il collega. Le auto ricoperte rappresentano anche una formidabile arma di comunicazione: impossibile non notarle. Oggi gli sticker escono dall'underground e arrivano al servizio del marketing automobilistico.

TUTTO COPERTO Chissà cosa ne penserebbe Shepard Fairley, innamorato degli adesivi e protagonista della sticker art, passato dal disonore del carcere, per la sua mania di attaccare il suo Obey Giant in tutti gli angoli degli States, e finito in gloria nelle gallerie d'arte. Per la cronaca, la personalizzazione ufficiale Volvo, disponibile in Svezia dal 7 aprile, costa circa 2.000 euro comprensiva di mano d'opera;la copertura adesiva è garantita due anni e non danneggia la verniciatura standard. Poi si può cambiare. Perché se l'auto rimane la stessa, possono mutare i pensieri, l'umore o semplicemente le stagioni.


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Pubblicato da Luca Pezzoni, 07/04/2008
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