Autore:
Lorenzo Centenari

OBSOLESCENZA OBSOLETA Chi ha mai detto che un pneumatico con 40.000 km alle spalle funzioni peggio di un pneumatico nuovo di zecca? Che un costruttore "consigli" di sostituire le gomme entro un determinato ciclo di usura, non significa per forza che oltre quella soglia l'auto non stia più in strada. Anzi. In barba al principio dell'obsolescenza programmata, tanto caro agli uffici marketing, alcuni prodotti sono come il vino: invecchiando, migliorano. Nuovo Michelin Primacy 4 è progettato non solo per migliorare le prestazioni da nuovo e ottimizzare la tenuta sul bagnato. Primacy 4 dura anche più a lungo. E il principio coltivato (opposto a quello di obsoloscenza artificiale) è quello di long lasting performance.

PRIMACY ATTO QUARTO Sul mercato dallo scorso gennaio e perfezionato in tre anni di sviluppo, Michelin Primacy 4 è ideale erede di Primacy 3, a sua volta un gioiello di tecnologia pneumatica. Suo punto di forza sono le prestazioni su strade bagnate, dal primo utilizzo fino al limite legale di usura (1,6 mm). Paragonato ai suoi diretti concorrenti, Primacy 4 assicura uno spazio di frenata su fondi viscidi inferiore di 0,9 metri da nuovo, di 2,8 metri da "anziano". Rotolando inoltre senza sosta per una media di 18.000 km in più, l'ultima novità del Bibendum conquista la leadership assoluta anche per durata chilometrica. Disponibile per 60 differenti misure, da 15 a 18 pollici, omologato fino a 310 km/h, Primacy 4 costa esattamente come il suo predecessore.

GOMMA SAPORITA Quali i fattori che fanno di Michelin Primacy 4 (quando piove, ma non solo) il primo della classe? Il segreto risiede innanzitutto nell’impiego di elastomeri di ultima generazione, polimeri funzionali trattati chirurgicamente con silice idrofoba. Più resine, meno oli: la gomma non perde di "sapore", anzi. Il contatto con l'asfalto assume un contorno squisito, col risultato che il grip su bagnato si rafforza e non perde punti fino all’ultimo chilometro di vita. L'aderenza è inoltre frutto di una specifica scultura del battistrada: il nuovo design si distingue per canali più rettangolari e meno trapezoidali, così da favorire l’evacuazione delle gocce d'acqua anche quando il pneumatico non è più di primo pelo.

NON SI BUTTA VIA NIENTE Alla sostituzione dei pneumatici soltanto una volta che il battistrada abbia raggiunto lo spessore di 1,6 mm, Michelin tiene in modo particolare. Non ci sarebbe ragione, sostengono a Clermont-Ferrand, di procedere allo smontaggio già a quota 3 mm (per non dire addirittura a 4 mm), il valore cioè individuato dalla maggior parte dei competitor: la legge che stabilisce il limite di 1,6 mm risale al 1989, a un'epoca cioè in cui automobili e pneumatici non erano certo equipaggiati dalla tecnologia dei giorni nostri. Il 99% degli incidenti sul bagnato, inoltre, si verificano su film d’acqua inferiori a 1 mm: quello di 1,6 mm è perciò un margine sufficiente. Vi abbiamo convinto a "spremere" il Primacy 4 fin che è lecito? 

UNA VECCHIAIA SERENA Non è tutto: la scienza dimostra come la sicurezza non dipenda, in realtà, dalla profondità del battistrada. Pressione, manutenzione e comportamenti alla guida incidono sull'incolumità degli automobilisti in misura assai maggiore, che non il semplice spessore degli intagli. Vero è che con l’usura le performance cambiano: ma in alcuni casi, cambiano in meglio. Parliamo, si badi bene, di asfalto asciutto: con l'età, rumorosità, resistenza al rotolamento e reattività allo sterzo dei pneumatici registrano valori superiori. Diverso il discorso in caso di fondo bagnato o di neve fresca, condizioni meteo dalle quali, al contrario, un battistrada sottile viene punito. 

MICHELIN E LA SUA VISION Per il futuro a lungo termine (10-15 anni), Michelin lavora a Vision, il pneumatico naturale e in 3D. Il presente si chiama Primacy 4, lo strumento col quale il colosso francese intende rafforzare la sua immagine e il suo fatturato, ma anche condizionare la cultura popolare in materia di gomme. Fino, in ultima analisi, a condizionare il clima. Già, perché Primacy 4 dura più a lungo e contrasta anche l'inquinamento: cambiare gomme a 3 mm invece che a 1,6 mm significa gettare in discarica 128 milioni di pneumatici in più in un anno. Oltre a scucire dai borsellini dei consumatori di tutta Europa 6,9 miliardi di euro in più. Fate i vostri conti.


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