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ANTI-ABBANDONO Che fine hanno fatto i dispositivi anti-abbandono? A cavallo tra il 2019 e il 2020 erano l’argomento dominante di ogni discussione tra genitori con figli piccoli, tra confusioni normative e bonus governativi. Poi è arrivata la pandemia, e l’argomento è - giustamente - finito in secondo piano. Non tutti, però, se ne sono dimenticati.
SENSORE NEXT-GEN Stando a quanto riporta l’agenzia Reuters, Tesla sta lavorando a un nuovo sensore di movimento da inserire all’interno delle proprie auto in grado di capire se un bambino è stato “dimenticato” all’interno della vettura. Al momento la casa di Palo Alto sta aspettando l’approvazione dell’ufficio brevetti statunitense.

COME FUNZIONA La tecnologia alla base di questo sensore sfrutta sensori radar con lunghezze d’onda piuttosto ampie, che funzionano a potenze attualmente superiori a quelle consentite dalla legislazione americana. Il sensore sarebbe in grado di “leggere” la dimensione degli occupanti all’interno dell’auto, e capire la differenza tra un adulto e un bambino. In questo modo, se l’auto è spenta e chiusa, capirebbe se è rimasto qualcuno a bordo.
ALTRE APPLICAZIONI Non è tutto, però: un dispositivo di questo genere sarebbe in grado anche di gestire meglio l’apertura degli airbag in caso di incidenti, con un’esplosione controllata e gestita in maniera diversa nel caso di un bambino, così come il tensionamento delle cinture di sicurezza, con una precisione migliore dei comuni sensori nei sedili.
ANCHE PER I CANITesla utilizza già alcuni sensori dentro e fuori l’abitacolo per diverse soluzioni intelligenti legate alla sicurezza: tra queste, il Dog Mode regola la temperatura all’interno dell’auto se il padrone deve lasciare il proprio animale in macchina per qualche istante, proiettando nel display centrale un messaggio molto visibile che informa che il padrone tornerà presto. Un accorgimento utile per chi dovesse passare accanto all’auto e, vedendo il cane all’interno, fosse tentato di intervenire.
Videogiocatore da che ne ha memoria (e da quando ha messo gli occhi e le mani su un Commodore 64, in un'epoca ormai troppo lontana), appassionato di tutto ciò che ha almeno quattro ruote, ha appeso al muro la laurea in Ingegneria Informatica conseguita al Politecnico di Milano per dedicarsi alle sue passioni. Innamorato follemente di sua moglie, della sua bellezza ma anche della sua infinita pazienza, Claudio ammette di avere un debole anche per le due figlie. E per i due gatti che gli colonizzano la casa, tra un joystick e una consolle.





