Autore:
Luca Cereda

ONORI DI CASA Forse non lo sapevate ma c'è anche un Salone di Barcellona. Ha aperto ieri e chiuderà il 21 maggio, nel caso in quei giorni foste nei paraggi. E' un Salone piccolo – ma non piccolissimo – che mette in mostra più o meno tutto quello che abbiamo già visto a Ginevra. Con qualche rara eccezione e i padroni di casa quanto mai sugli scudi: stiamo parlando ovviamente di Seat.

L'ARONA E UN ALTRO SUV Per Seat il 2017 è un anno cruciale. Arriva la nuova Seat Ibiza, che abbiamo provato in anteprima da pochissimo, mentre nella seconda metà dell'anno sarà la volta della Seat Arona, il piccolo SUV della casa iberica costruito appunto sulla base della nuova Ibiza. Finita qui? Non proprio. Dopo l'Arona sarà la volta di un SUV più grande, 'cugino' della Skoda Kodiaq. Ma a questo punto saremo già nel 2018, probabilmente al Salone di Ginevra.

L'ALTRA ATECA Tornando a quello di Barcellona, debutta qui in anteprima assoluta la Seat Ateca FR, versione sportiva del SUV compatto di Martorell. Cerchi da 19'', griglia scura, carrozzeria e interni più infiocchettati, con tanto di sellerie in Alcantara (o pelle), volante e pedaliera sportivi. In Italia si può già configurare online, ma le prime consegne sono previste entro la fine dell'anno con prezzi a partire da 32.475 euro per la versione 1.4 a benzina con il DSG e la trazione integrale 4Drive. In Italia la Seat Ateca FR arriverà anche col diesel da 190 cavalli, mentre non verrà commercializzata la versione di pari potenza del TSI.

GUIDARE CONNESSI Sullo stand della casa iberica c'è anche il simulatore della connected drive. Che cos'è? Semplicemente la visione di Seat di una guida assistita profilata, realizzabile a breve medio termine. Chi guida una Seat avrà a disposizione un vero e proprio assistente virtuale semplicemente che dà consigli su come evitare il traffico, suggerimenti per sbrigare più in fretta i propri impegni e altre informazioni, tutte ricavate dal telefonino, che ovviamente è connesso all'auto. E che si basa su una app di Seat grazie alla quale riconosce il profilo dell'utente, predisponendo una serie di settaggi (regolazione della luce interna, proposte musicali, ecc.) ad hoc in base alle informazioni inserite nell'app.

IL CHECK UP VIA SMARTPHONE L'idea che l'auto comunichi debba comunicare di tutto al nostro smartphone è ormai un punto di non ritorno. E' non soltanto per l'infotainment. Il Seat Data Plug, ad esempio, mette in contatto il nostro telefonino con la centralina dell'auto, rilevando eventuali guasti che ci vengono notificati via messaggi attraverso un'app dedicata. Il Seat Data Plug è un dongle, immaginate un congegno tipo Telepass. Si installa nel cruscotto e, grazie ai dati che è in grado di leggere, restituisce nell'app anche informazioni sul nostro stile di guida. In Italia potrebbe diventare di serie su tutte le Seat, dalla nuova Ibiza in su, già dalla fine del 2017.

LA CHICCA In ultimo, ma non per importanza, c'è la concept Seat 600 BMS, fiore all'occhiello dello stand Seat. Un'operazione nostalgia, con la quale Seat rispolvera un po' il suo heritage, la storia precedente l'arrivo della Ibiza. Tra il 1963 e il 1967 veniva prodotta, su licenza di Fiat, la Seat 600D, l'esemplare da cui sono partiti i tecnici di Martorell per questo restauro tra passato e presente. Scocca, ruote, accessori e soprattutto il motore da 367 cc sono originali o ricostruiti secondo le specifiche e i materiali originali. Con due eccezioni: la verniciatura Moon, che sfoggia una tinta metallizzata non disponibile al tempo, e i rivestimenti degli interni, evidentemente moderni. La 600 BMS è stata realizzata per celebrare il sessantesimo dal lancio della Seat 600, che cade proprio quest'anno.


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