NUOVA IDENTITÀ Clio quarta generazione prima Clio a sposare l'ibrido, gamma Clio quarta generazione ancora non completa di versione in salsa sport. Che la cronologia ci suggerisce chiamisi nuova Clio R.S. (sotto, il render di X-Tomi Design). Non fosse altro che per una questione di prestigio, non abbiamo dubbi che una Clio al testosterone sia effettivamente già in cantiere. Il dubbio, semmai, è quale nome possa a questo giro iscrivere all'anagrafe. Anzi, quale cognome. Perché con De Meo in giro, tutto è possibile. Ricordate? Prima Abarth 500 ai tempi della Fiat, poi - in veste di numero uno Seat - Cupra Ateca. Che l'operazione successiva si trascriva Alpine Clio R.S.?

IPSE DIXIT ''Come ho fatto con Cupra - spiega ad Auto ExpressLuca De Meo, da poche settimane Ceo di Renault Group - troverò un punto di contatto anche tra il marchio Alpine e alcuni modelli Renault. Ma deve risultare un abbinamento credibile: non saranno auto come con Kangoo o Espace, saranno auto che si sposano al particolare posizionamento del marchio''. Auto, appunto, come Clio, tra le candidate più accreditate - in una eventuale, futura, versione high-performance - ad ospitare il badge Alpine sul cofano. Clio, ma non solo: a seguire le orme dell'utilitaria potrebbe essere Captur, alla quale ad esempio manca una variante che rivaleggi con nuova Ford Puma ST.
DE MEO VISION Che Alpine Clio e Alpine Captur vedano davvero un giorno la luce, quel che è certo è che già ora De Meo è al lavoro per convertire Alpine in una nuova business unit - guidata dall'attuale amministratore delegato del team Renault F1 Cyril Abiteboul - che includa il team di Formula 1, l'attività di ingegneria di Renault Sport, inoltre gli elementi storici dello stesso marchio Alpine. “Ho intravisto la possibilità di combinare più fattori insieme - spiega De Meo - per creare quella che io chiamo una mini-Ferrari. Basta con la nostalgia: Alpine va vista come un'opportunità per proiettarci nel futuro''. Seguiranno nuovi appassionanti capitoli.
Infaticabile mulo da tastiera, Lorenzo mette al servizio della redazione la sua esperienza nel giornalismo “analogico” (anni di gavetta nei quotidiani locali) e soprattutto la sua visione romantica dell’automobile, mezzo meccanico ma soprattutto strumento di libertà e conquista straordinaria dell’umanità. Il suo forte accento parmigiano è oggetto di affettuosa derisione ogni volta che apre bocca (e anche per questo preferisce scrivere piuttosto che apparire in video). Penna di rara eleganza, ama le coupé, un po’ meno i Suv coupé. Ogni volta che sale a Milano, si perde.




