Pubblicato il 19/05/21

NON MIGLIORA Non si ferma la crisi dell’auto (a cui si aggiunge anche quella dei chip): i dati provenienti di Unrae (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri) disegnano un quadro a tinte fosche per tutto il continente. Il mercato auto in Europa ha segnato ad aprile un calo del 22,7% rispetto allo stesso mese del 2019: dall’inizio dell’anno il calo è del 25%, un quarto in meno rispetto a due anni fa. L’unico segno più è il +256% rispetto al mese di aprile del 2020, che però non fa testo: era il periodo del lockdown e del blocco totale delle attività dovuto alla pandemia. 

Mercato auto 2020, rapporto ACEA di dicembre

L’ELETTRICO IN ITALIA Nel confronto con gli altri principali mercati europei, l’Italia si dimostra ancora piuttosto refrattaria ai veicoli cosiddetti “alla spina”, ossia elettrici e plug-in, che detengono una quota di mercato pari al 7,9%, meno della metà del resto d’Europa, dove sono al 16,1%. Piacciono di più le ibride, invece, che da noi hanno una quota pari al 28,7% rispetto al 19,4% degli altri principali mercati europei (Francia, Spagna, Germania e Regno Unito): un primato dovuto soprattutto agli incentivi erogati per quella fascia di emissioni, ma anche per la carenza cronica di infrastrutture di ricarica, che rende meno pratico l’uso delle auto plug-in ed elettriche. Ma stanno arrivando alcuni segnali positivi, con le prime colonnine Free to X.

Mercato auto 2020, il rapporto ACEA

SERVONO INCENTIVI Commentando questi dati, il Direttore Generale dell’UNRAE Andrea Cardinali ha dichiarato: “in attesa che la eMobility decolli davvero anche nel nostro Paese, l’unico modo per abbassare le emissioni delle auto di nuova immatricolazione, e svecchiare il parco circolante, è continuare ad incentivare con obbligo di rottamazione la fascia 61-135 g/km, che ha dimostrato di poter abbattere in modo massiccio la quota delle auto con emissioni superiori”.

Mercato auto novembre 2020: il rapporto ACEA

SI DEVE FARE DI PIÙ Bene le misure di sostegno alle infrastrutture di ricarica indicate nel PNRR, dice UNRAE, ma servono anche incentivi alla domanda. In Germania è stato presentato un piano con 2,5 miliardi di euro di incentivi per la diffusione di veicoli elettrici, in Francia il bonus ecologico all’acquisto già in vigore sfiora il miliardo di euro, a cui si aggiungono altri 800 milioni come incentivi a fronte di rottamazione di veicoli vetusti. “In Italia”, conclude Cardinali, “lo sviluppo della mobilità elettrica non può prescindere dalla estensione dell’Ecobonus fino al 2026”.


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