Autore:
Andrea Rapelli

NE E' USCITA UN'ALTRA I poveri automobilisti italiani proprio non possono stare tranquilli: oltre al martellamento quotidiano dall'aumento dei prezzi dei carburanti, assicurazioni e bolli, schiacciati da tasse e balzelli per lo più sconosciuti nel resto d'Europa, ora dovranno prepararsi ad una nuova, piccola seccatura. Dal 3 novembre prossimo scatta infatti l'obbligo dell'intestazione temporanea del libretto, perché i nomi di conducente e proprietario del veicolo, in alcuni casi, dovranno coincidere.

COSA DICE LA NORMA Sostanzialmente la legge, nata per estirpare la piaga delle intestazioni fittizie, dice che chi ha a disposizione un veicolo non suo per più di 30 giorni dovrà farne comunicazione alla Motorizzazione Civile, facendo annotare il tutto sulla carta di circolazione del veicolo. Naturalmente, non gratis: il giochetto costa 25 euro a cambio. In caso doveste incappare in un controllo degli organi di Polizia senza aver annotato il cambiamento sarete obbligati a pagare un verbale da 705 a ben 3.562 euro.

NIENTE PAURA Scritta così pare più cattiva di quel che è. Prima di tutto è bene ricordare che la norma in questione non è retroattiva, per cui si applica solo ai veicoli immatricolati dopo il 3 novembre 2014. Inoltre, chi usa abitualmente un'auto appartenente ad un componente del nucleo familiare non avrà obbligo di annotare alcunché sul libretto, a meno che il familiare in questione non risieda ad un indirizzo diverso. In ogni caso la possibilità che venga pizzicato è remota, poiché è impossibile per gli organi di controllo stabilire l'inizio dell'utilizzo gratuito del mezzo. Inoltre, l'obbligo non vale per gli iscritti all'Albo degli Autotrasportatori, i taxi, gli autobus e gli N.C.C. In alcuni casi – auto aziendali date in comodato ai dipendenti e parchi stampa – si potrà poi segnalare il nominativo in Motorizzazione, senza l'obbligo di aggiornare il libretto.

SOPRATTUTTO AUTONOLEGGI Alla fine, chi dovrà provvedere al famigerato aggiornamento? Le società di autonoleggio, i veicoli di proprietà di minori “non emancipati” o “interdetti” e i veicoli messi a disposizione della Pubblica Amministrazione a seguito di una pronuncia giudiziaria. Tutti gli altri possono dormire sonni un po' più tranquilli.