Autore:
Andrea Rapelli

ATTENTI AL LUPO In questo caso, il lupo è il famigerato autovelox: oramai ce ne sono di tutti i tipi e, spesso, le italiche leggi han fatto di tutto per complicare la vita ad automobilisti e motociclisti. Prendere ad esempio la storia degli Speed-check: colonnine per lo più arancioni che, in teoria, dovrebbero nascondere un velox in piena regola, pronto a scattare al primo passaggio... veloce.

IN PRATICA Nella vita vera, però, è tutto diverso. Tanto per cominciare la legge non consente, nei centri cittadini, la presenza di rilevatori di velocità totalmente automatici. Se a questo aggiungete che gli autovelox hanno un prezzo molto alto per le magre finanze dei centri più piccoli, capirete perché i Comuni tengono gli Speed-check regolarmente vuoti, come deterrente – così l'automobilista/motociclista non può sapere se (e dove) c'è un controllo vero – oppure fanno sì che, di fianco all'autovelox installato nel box arancione, ci sia anche una pattuglia di vigili in carne e ossa.

LIMITI Tutto ciò non vale se lo Speed-check è installato su strade urbane di scorrimento, oppure sulle extraurbane ordinarie se il prefetto ha autorizzato i controlli automatici in quei tratti. Non solo: gli Speed-check potrebbero essere usati solo per infrazioni come la velocità pericolosa (che non prevede la decurtazione di punti) poiché il C.d.S lo consente. Peccato che, anche in questo caso, è necessaria l'omologazione: il Ministero dovrebbe ufficializzare se quel rilevatore è in grado di accertare, in ogni momento, se una certa velocità è pericolosa o no, secondo il contesto. Praticamente impossibile.

LA SAGA CONTINUA Il parere numero 4295 del 2012, chiesto dal prefetto di Bergamo al Ministero dei Trasporti, dice chiaramente che «I manufatti in oggetto non sono inquadrabili in alcuna delle categorie previste dal Nuovo C.d.S e dal connesso regolamento di attuazione. Dunque per essi non risulta concessa alcuna approvazione». Una bella botta per tutti quei Sindaci che avevano scelto le colonnine vendute dalla Sibestar di Torre Boldone.

NE' CARNE NE' PESCE Inoltre, il direttore generale del Ministero Sergio Dondolini ricorda che gli Speed-check non sono né un impianto tecnologico, né un cartello segnaletico. Quindi, non inquadrabili in alcun modo agli occhi della legge. Secondo il legislatore l'unico impiego possibile di tali apparecchi può avvenire con l'installazione al loro interno di misuratori di velocità di tipo approvato, insieme alla presenza della pattuglia di Polizia Locale a presidio dello Speed-Check, come da normativa vigente.

DANNO ERARIALE Non è finita: il prefetto di Bergamo Camillo Andreana ha avvertito con una lettera tutti i primi cittadini di alcuni piccoli Comuni del bergamasco (Albano, Brusaporto, Bagnatica, Cenate Sotto, Cenate Sopra, Gorlago e Torre de' Roveri) avvertendoli che l'uso di fondi per l'acquisto di materiale non approvato dallo Stato può essere considerato un vero e proprio danno erariale. Sindaco avvisato...


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