Cosa si può fare con oltre 150 accessori di personalizzazione per la Dart? Ce lo spiega la Mopar, che al salone di Chicago presenta questa Dodge Dart GTS 210 Tribute.
PUO’ DART DI PIU’ A chiudere il quartetto di new-entry griffate Mopar per il salone di Chicago c’è la Dodge Dart GTS 210 Tribute. Con le modifiche di un kit appositamente studiato, la già sportiva berlina a tre volumi americana – realizzata sul pianale gemello di quello dell’Alfa Romeo Giulietta – fa la faccia più cattiva grazie un cofano in fibra di carbonio e aggiunte aerodinamiche vistose. A quanto pare però sarà anche in grado di fare la voce grossa: grazie ad opportune modifiche sottopelle, infatti, i suoi cavalli aumentano fino a toccare quota 210.
AERODINAMICA Cominciamo dal principio, e iniziamo col premettere che la nuova Dart ha già ispirato non poco la Mopar, se è vero che a catalogo sono già previsti 150 accessori a lei dedicati. Alcuni di questi hanno dato vita alla Dodge Dart GTS 210 Tribute, caratterizzata non solo da una carrozzeria munita di spoiler aerodinamico, alettone posteriore, minigonne laterali, cerchi da 18’’ a dieci razze e cofano ultraleggero in fibra di carbonio, ma anche da un abitacolo ad hoc.
PIU’ CAVALLI Al posto di comando della Dodge Dart GTS 210 Tribute ci si accomoda infatti su sedili in pelle con cuciture nere, mentre il volante in pelle nera è ornato stavolta di cuciture rosse. L’ambiente è poi personalizzato da ulteriori dettagli neri sparsi qua e là un po’ per tutto l’arredamento, che incattiviscono la vista d'insieme. Il proverbiale “dulcis in fundo” è però nascosto e riguarda le modifiche tecniche apportate dalla Mopar alla Dart: grazie a un nuovo kit di aspirazione e ad uno scarico rivisitato infatti il 2.4 litri della Dart vede crescere la propria potenza da 184 a 210 cavalli.
Dal calcio al basket, gli sport gli scorrono nel sangue dalla nascita, ma è solo quando è approdato a MotorBox che ha cominciato ad appassionarsi al mondo dei motori, fino a diventarne fine conoscitore. Stile asciutto e incisivo, grande senso critico, notevole presenza in video, Luca sa inquadrare con rara chiarezza le auto che prova, senza perdere di vista scenari e tendenze. Dopo quasi 12 anni ha lasciato la banda di MotorBox per affrontare nuove sfide, lasciandoci in eredità una produzione di articoli al top per quantità e qualità. Le supercar? Belle, ma la Ignis...










