ATTO SECONDO Al Salone di Detroit 2015, la Chevrolet Volt 2016 fa outing completo. Ha migliorato il proprio “pacchetto” e – si dice – abbassato il prezzo d’accesso (incentivi esclusi) di qualche migliaio di dollari. Il secondo atto va in scena con un look rinnovato e miglioramenti a tutto tondo nelle prestazioni. Soprattutto, sale ad 80 km circa l’autonomia quando si viaggia solo in elettrico, mentre sfruttando anche il termico – dice la Casa – si arriva 676 km prima di ricaricare.

COM’E’ Guardando negli occhi la Chevrolet Volt 2016 si scorge un’inedita aggressività. Se infatti, in passato, spettava alla Opel Ampera, sua sorella gemella, vestire i panni della sportiva mentre la Volt provava a smorzare l’impatto del cambiamento tecnologico indossando abiti civili (seppur originali), ora anche l’americana punta sulla presenza scenica. Occhi più vispi, luci diurne a led e una doppia razione di griglia catalizzano lo sguardo su un muso puntuto e certamente riconoscibile. Quanto alle linee della carrozzeria, arriva un Volt più aerodinamica col tetto che si abbassa improvvisamente sopra la testa dei passeggeri in seconda fila. Anche gli interni sono stati rivisti, principalmente a beneficio dell’ergonomia. La plancia mantiene la stessa impostazione dettata da due monitor da 8’’, uno posizionato dietro la corona del volante e l’altro al centro della consolle, ma il numero di pulsanti per i vari comandi si riduce drasticamente.

STA LEGGERA Gli aggiornamenti più attesi, però, sono sul fronte tecnologico. La Volt duepuntozero monta una batteria LG Chem da 18 kW/h che è anche più leggera (-10 chili), così come è stata messa a dieta anche la coppia di motori elettrici dediti alla trazione: -45 chili per un’efficienza cresciuta del 12%. A garantire alla Volt un chilometraggio da maratoneta ci pensa invece un nuovo 4 cilindri 1.5 litri da 101 cv a iniezione diretta dai consumi più frugali.

CHARGING POINT Sulla Chevrolet Volt 2016 è stato rinnovato anche l’impianto frenante e fa registrare diversi passi in avanti il sistema di carica, che ora consente la localizzazione tramite gps e la possibilità di pre-impostare i tempi di avvio della ricarica. Anche il controllo dello stato di carica, per molti versi, si è fatto più efficiente. Sul nuovo modello l’indicatore visuale si scorge dal parabrezza, mentre una serie di avvisi acustici ad-hoc scandiscono le diverse fasi del processo oppure ci avvertono se stiamo per partire con la spina ancora attaccata. Per una ricarica completa da presa 120V servono circa 13 ore, mentre ne bastano 4,5 se ci si allaccia a una presa 240V.


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