Il 3.0 diesel convive con circuito elettrico da 48 Volt. X5 e X6 mild hybrid in vendita da maggio 2020: potenza, consumi, prezzi
X HYBRID Parto gemellare in casa BMW, e trattasi di due maschietti in ottima salute e di genetica tutta particolare. X5 e X6 turbodiesel sposano il mild hybrid, e per la gamma X di Monaco è una novità assoluta. BMW X5 xDrive40d e X6 xDrive40d in vendita da maggio 2020, prezzi ancora ignoti ma a cavallo tra le motorizzazioni xDrive30d ed M50d: circa 80.000 euro per il ''SAV'' (X5), cifre maggiori di 5-6.000 euro per il ''SAC''. Ora, qualche cifra tecnica.

SUV ''A VELA'' La tecnologia diesel mild hybrid non è per l'Elica un territorio inesplorato: Serie 5 e Serie 3 già equipaggiano le rispettive edizioni 320d e 520d (berlina e Touring) di un sistema analogo, ma declinato su un motore di 2 litri. X5 e X6 MHEV prendono invece le mosse dal 6 cilindri in linea da 3 litri, per l'occasione elevato alla potenza di 340 cv (700 Nm di coppia) grazie al funzionamento bi-stadio del turbocompressore a geometria variabile. Un motorino elettrico da 11 cv prende il posto dell'alternatore starter e fornisce il proprio aiuto in fase di accensione, di accelerazione, inoltre anche durante la marcia costante (''coasting''). Ad alimentarlo, una batteria supplementare da 48 Volt, ricaricabile in frenata e decelerazione, ma anche convogliando nelle proprie celle parte dei cavalli del motore diesel. Il classico mild hybrid, dunque: niente autonomia 100% elettrica come una plug-in hybrid, ma nemmeno l'ansia di dover rigenerare il pacco batterie da esterno.
BENEFIT I consumi, infine: 6,4 -5,9 l/100 km l'intervallo entro il quale è omologata X5 xDrive40d, di qualche decimale inferiore quello relativo al Suv coupé (6,2-5,8 l/100 km). Medie paragonabili, o quasi, alle versione xDrive30d col 6 cilindri da 265 cv. Per contro, le performance sono superiori ed avvicinano quelle di X5 e X6 M50d: 0-100 km/h in 5,5 secondi. I benefici derivanti dall'omologazione ibrida completeranno il pacchetto dei vantaggi.
Infaticabile mulo da tastiera, Lorenzo mette al servizio della redazione la sua esperienza nel giornalismo “analogico” (anni di gavetta nei quotidiani locali) e soprattutto la sua visione romantica dell’automobile, mezzo meccanico ma soprattutto strumento di libertà e conquista straordinaria dell’umanità. Il suo forte accento parmigiano è oggetto di affettuosa derisione ogni volta che apre bocca (e anche per questo preferisce scrivere piuttosto che apparire in video). Penna di rara eleganza, ama le coupé, un po’ meno i Suv coupé. Ogni volta che sale a Milano, si perde.




