Prova su strada
Nuova Seat Tarraco, anche Seat ha il suo ammiraglio

Seat Tarraco, al volante
del big Suv gusto Spagnola

Passione latina, precisione tedesca. Spazio passeggeri, guida disinvolta. Tarraco (da 29.975 euro) il Suv della consacrazione Seat

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Autore:
Lorenzo Centenari

TRE PER TRE Non c'è due senza tre, e il Suv di grandi dimensioni vien da sé. Il motto vale tanto su una scala verticale, quanto in senso trasversale: Seat Tarraco completa la trilogia di sport utility del marchio catalano, prendendo posto un gradino sopra la mediana Ateca, due invece sopra la baby Arona. Allo stesso tempo, da una prospettiva più sistemica, Seat Tarraco declina in lingua spagnola il medesimo principio che è alla base sia di Volkswagen Tiguan, sia di Skoda Kodiaq, colleghe di Gruppo con le quale condivide la piattaforma (MQB-A). Il risultato è tutto fuorché un clone: il neo capitano della nazionale iberica a quattro ruote ha carattere da vendere, agli Europei saprà farsi valere e trascinare il team Seat a traguardi prestigiosi.

RIGHT-SIZING Bando alle ciance e andiamo dritti al sodo: cos'ha di tanto speciale Seat Tarraco, rispetto alle più anziane e somiglianti alternative mitteleuropee? Beh, innanzitutto il Suv che prende il nome dalla città di Tarragona (un democratico sondaggio tra il pubblico il criterio di scelta) punta forte sul design. "If it looks right, it is right", che parafrasato rende pressapoco "se lo stile piace, la strada è quella giusta". È un medio massimo che quando entra in sala si apre il passaggio con la sua sola presenza, eppure la sua ciccia è ben distribuita: da lontano non sembra affatto un gigante, tanto è armonico. Quando invece gli sei sotto...

Seat Tarraco, esterni

FACCIA DA SEAT Snoccioliamo allora le misure: Tarraco è lungo 4,73 metri, è largo 1,84 metri ed è alto 1,66 metri, con un interasse di 2,79 metri e una massa a digiuno di 1.687 kg minimo. Da un ideale parallelepipedo, gli artisti Seat hanno scolpito un'auto muscolosa ma armoniosa, che inoltre tiene al look, ma che soprattutto sa rendersi utile. Il frontale esprime una calandra dalla superficie mai così estesa e un paio di fari full LED come "scavati" nella carrozzeria. L'effetto è quello di un'espressione accigliata, corrugata. Tranquilli, Tarraco non è arrabbiata: è soltanto molto concentrata.

MARCHIO DI FABBRICA Classica è la fiancata, di chiara matrice Volkswagen: cornici cromate dei cristalli, fascioni inferiori in plastica e scanalatura ad altezza maniglie porte trafiggono Tarraco per il lungo e ne slanciano ulteriormente la figura. Eleganti come un tacco 12 anche i cerchi da 20 pollici (ma si può calare fino a 17). Al posteriore, gruppi ottici triangolari (sempre a LED) collegati da sottile striscia luminosa e indicatori di direzione dinamici favoriscono a loro volta il riconoscimento anche da parte di chi segue, e non solo da chi soppraggiunge dall'altro senso di marcia. Che dite, entriamo?

SALTO DI QUALITÀ Tarraco nasce innanzitutto a 5 posti ma può essere configurata anche a 7 posti, e non pensiate che montando la terza fila di sedili la capacità di carico non sia più degna di questo nome. In 230 litri di volume, c'è posto per due valigioni anche quando Tarraco si trasforma in minibus, per non parlare di quando si abbatte pure il divanetto di mezzo (oltre 700 litri di spazio). Anche se è la prima fila, quella che vale il prezzo del biglietto: il Digital Cockpit con display da 10,2 pollici (Audi docet) manda in pensione il quadro strumenti tradizionale, lo schermo flottante a centro plancia (8 pollici) contiene funzioni a non finire (Seat Drive App, Android Auto, Apple CarPlay, Amazon Alexa, in una parola Seat Full Link) e soprattutto è sistemato alla giusta distanza dal volante e ad una altezza naturale. Per serviserene, è sufficiente una rotazione minima del capo. Ah, volendo (pacchetto Navigation Plus) Tarraco è anche la prima Seat equipaggiata di infotainment a comandi gestuali

Seat Tarraco, gli interni

TURBO ONLY Parliamo ora di motori: al lancio (febbraio 2019, ma i preordini sono già aperti), due unità turbo benzina ed altrettante turbodiesel. Il 1.5 TSI da 150 cv (cambio manuale a 6 marce, trazione anteriore) è un'alternativa "soft" al poderoso 2.0 TSI da 190 cv, trasmissione automatica doppia frizione DSG a 7 rapporti e trazione integrale 4Drive. Identici valori di potenza per il 2.0 TDI (150 o 190 cv), con la differenza che in formato meno potente il 2 litri a gasolio è ordinabile sia 2 ruote motrici e cambio manuale, sia 4WD e trasmissione automatica. Quanto a Seat Tarraco  2.0 TDI 190 cv, schema 4Drive e cambio DSG sono invece l'unica opzione possibile. Chi infine fosse interessato a una Tarraco Plug-in Hybrid (210 cv?), porti pazienza fino al 2020. Metano? Al momento non previsto.

TARRACO TECH Aiuti alla guida? A non finire. Frenata automatica con riconoscimento pedoni e ciclisti, Lane Assist (mantenimento della marcia in corsia) ed Emergency Call sono di serie sin dalla versione Style, l'allestimento di partenza (Xcellence il nome dello step più lussuoso). A richiesta, ecco anche Adaptive Cruise Control, Traffic Jam Assist (marcia in colonna), sorveglianza angolo cieco, riconoscimento segnali stradali, inoltre due primizie assolute come Pre-Crash Assist (pretensiona le cinture e chiude i finestrini in caso di impatto imminente) e Rollover Assist (spegne il motore e sblocca le portiere nella malaugurata ipotesi di un cappottamento).

CATALOGO SEAT Se durante il testo il vostro interesse è cresciuto, date allota un'occhiata anche ai prezzi. Seat Tarraco parte da 29.975 euro (1.5 TSI Style) e chiude a 42.975 euro (2.0 TDI 190 4Drive DSG Xcellence). Nel mezzo, tante buone alternative: come il 2.0 TDI due ruote motrici (da 33.065 euro), o il 1.5 TSI ma in allestimento Business 31.675 euro). O ancora, la 2.0 TSI 190 cv a trazione anteriore (da 40.375 euro). I 7 posti? Optional da 815 euro. Bene, è il momento di accendere il motore. 

REAL DEAL COCKPIT Vi ho già parlato del posto guida, una scrivania alla quale sentirsi importanti come alla vedetta di un Suv premium. Dietro il volante, un Virtual Cockpit da 10,2 pollici che passa da una schermata all'altra in un battito di ciglia (frequenza di refresh di 75 Hz, sembra un dettaglio e invece riduce lo stress visivo). Sotto il sedere, un comodo mix di tessuto e Alcantara (quando non si opta per le sedute in pelle). Tutt'attorno, infine, un'alternanza di plastiche buone, inserti simil-legno e pannelli in metallo che a modo loro gratificano l'esperienza. Il display capacitivo a monte del tunnel è fin troppo sensibile: come avvicini il braccio (quindi senza ancora aver nemmeno sfiorato alcunché), il sistema preseleziona il menù. Fatta l'abitudine, è però un altro punto a favore.

TUTTO BENE LAGGIÙ? Spazio, i passeggeri di seconda fila ne hanno in abbondanza, sia alle spalle, sia in senso verticale. Leggermente più composti dovranno invece sedere il sesto e il settimo ospite, ma un minimo di disagio è ciò che sperimentano i passeggeri di coda di qualsiasi Suv a sette posti. L'accesso alle ultime poltroncine è peraltro agevole, quindi prova superata.

Seat Tarraco, interni anche a 7 posti

DIESEL VECCHIA MANIERA Abbandono il piazzale di partenza al volante di una Tarraco 2.0 150 cv con DSG incorporato e trazione integrale 4Drive (non si sa mai, un po' di sterrato). Sterzo leggero e visibilità periferica piuttosto buona favoriscono la presa di contatto, mentre il feeling con motore e trasmissione tarda soltanto di una manciata di chilometri. Già, perché la coppia di 340 Nm (costante tra i 1.750 e i 3.000 giri/minuto) mi aiuta a immettermi nelle rotatorie con baldanza, e una volta tuffatomi nell'entroterra catalano, teatro del test drive, a riprendere brio in uscita di curva col 4 cilindri sempre in tiro. I muscoli non le mancano, la coordinazione (leggasi tenuta di strada) idem. Almeno per un Suv del suo tonnellaggio. Consumi di circa 5,5 l/100 km, anche spingendo

PIÙ BASSA, PIÙ FERMA Piccola digressione sull'assetto. Vero che Seat Tarraco copia il telaio da Volkswagen Tiguan e da Skoda Kodiaq (con sospensioni indipendenti McPherson all'avantreno e multilink al retrotreno), ma la distanza da terra cala ora di 20 mm, e vi assicuro che non sono pochi. Secondo: equipaggiando Tarraco di regolazione dinamica dell'assetto (DCC), 815 euro spesi bene, rollio e beccheggio arretrano di un altro step. Merito di un sistema intelligente di ammortizzatori e sterzo a regolazione elettronica in grado di reagire alle condizioni del fondo stradale (e al proprio stile di guida) nello spazio di pochi millisecondi. Per essere uno Sport utility di 4 metri e 70 abbondanti, Tarraco è quasi sportivo. Come, dopotutto, si conviene ad una Seat.

Seat Tarraco, prova su strada

PICCOLO GRANDE TSI Scendo dal turbodiesel, salgo sul turbo benzina. Quello piccino, ma dal caratterino tutt'altro che pacifico. Già, anche il 1.5 TSI scarica alle ruote (anteriori) 150 cv di razza, peccato solo che la coppia di 250 Nm sia scarsina, nonostante entri a regime già a quota 1.500 giri e resti costante fino ai 3.500 rpm. Quindi: rispetto al diesel, allunghi più goderecci ma riprese più laboriose. Consumi? Il computer di bordo segna 7 l/100 km, e non mi sono risparmiato. Quanto al cambio, nulla da dire: un onesto 6 marce che ispira subito confidenza.

DA COMPRARE? Tirando le conclusioni: Seat Tarraco ha coraggio da vendere, per entrare in corsa in un segmento più affollato della spiaggia di Riccione a Ferragosto. Ma ha le sue carte da spendere, e si chiamano design, abitabilità, qualità certificata, dinamica di guida. Forse le manca l'acuto, quell'X Factor in grado di identificarla in mezzo a mille altri Suv. Ma il prodotto è di sostanza, e il confronto fratricida con gli sport utility del Gruppo sarà tutto da gustare. 


TAGS: seat suv prova su strada 2018 seat tarraco

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