Prova

Fiat Sedici


Avatar di Mario Cornicchia , il 28/11/05

15 anni fa - Anima giapponese e faccia da Fiat.

Arriva la Fiazuki, la Sport Utility tascabile con l'anima giapponese e la faccia da Fiat. Operazione riuscita nello stile e nelle doti stradali, anche quando la strada diventa molto scivolosa e molto ripida.

COM'E' Quattro per quattro fa sedici, lo sanno anche i bambini. E inventarsi il nome con un bel logo è un attimo, come aggiungere due tocchi di stile per far diventare Fiat un'auto che nasce con i cromosomi di Suzuki. Motore Multijet a parte, alla base del progetto Fiat Sedici c'è la Suzuki SX4, una compatta giapponese che non si dà nemmeno arie da SUV, ma che ha una meccanica che sembra essere in grado di rinverdire il mito della Panda 4x4 sulle nostre Alpi e sui nostri Appennini.

FACCIA DA FIAT

Il frontale è la parte dove il Centro Stile Fiat con Giorgetto Giugiaro hanno lavorato con più liberta per costruire l'immagine Fiat sulle lamiere giapponesi. La calandra rettangolare e bassa tipica delle Fiat di ultimissima generazione è il marchio di fabbrica e si allunga fino alla parte bassa del paraurti, affiancata ai lati da due massicce protezioni che fanno tanto fuoristrada.

PROPORZIONI

I fari sono allungati all'indietro fino a invadere i parafanghi contribuendo a rendere compatta la Sedici, che non è proprio piccola, con 411 centimetri di lunghezza massima. Oltre ai fari allungati, anche il passo lungo (2500 cm), l'altezza (1620 centimetri) e la coda corta partecipano al lavoro di compattamento della Sedici, una bella macchinotta che stimola la voglia di avventura che c'è in tutti noi senza la spocchia dei grandi SUV.

CODA CORTA

In coda è difficile intervenire in modo radicale, con punti fermi nella struttura della carrozzeria che non si possono toccare. Ma a contribuire al successo stilistico della Sedici ci si mettono i designer Suzuki che hanno disegnato una coda corta e sportiva, protesa in avanti e morbida nelle linee, a cui si abbina bene il paraurti con protezione off-road di disegno italiano, importante ma altrettanto morbido.

RAZIOJAP

L'origine Suzuki si vede all'interno dell'abitacolo, ben disegnato, razionale ma privo del tocco italiano in cui Fiat è maestra. Alcuni materiali sono esclusivi per Fiat, ma la razionalità giapponese ha il sopravvento e la Sedici ha un abitacolo moderno, ben disegnato e originale, con la consolle centrale delimitata ai lati da profili in fintalluminio e comandi facili da trovare a da azionare, tutti a portata di mano.

QUATTRO PER CINQUE

Sulla Sedici in quattro ci si sta comodi, con tanto spazio in altezza anche per i più alti, in cinque ci si stringe un po' e lo spazio a disposizione per i bagagli sembra di più dei 270 litri dichiarati da Fiat, ricavati più in altezza che in profondità. Per aumentare la capacità fino a 670 litri, i sedili posteriori, divisi 60:40, si ripiegano alla giapponese, abbassando prima lo schienale e sollevando poi tutto il pacchetto fino ai sedili anteriori per ottenere un fondo piatto. I poggiatesta integrati facilitano l'operazione.

QUATTRO PER QUATTRO

Niente di meglio, per ottenere una trazione a quattro ruote motrici, che affidarsi a un esperto del settore come Suzuki che ha seguito la strada fuoristradesca in tutte le sue direzioni. E lo schema adottato dalla Fiat Sedici è il più furbo e pratico, un sistema che offre la possibilità di scegliere il tipo di trazione migliore per ogni percorso alla semplice pressione di un pulsante posto sul tunnel centrale. 2wd, per avere la trazione soltanto sulle ruote anteriori, Auto, per lasciare scegliere al sistema dove inviare la potenza, e Lock, per bloccare la potenza al 50% su ogni asse e affrontare così percorsi più impegnativi.

IL CUORE DEL SISTEMA

A provvedere alla gestione della trazione provvede una frizione multidisco a secco comandata da un elettromagnete che, nella posizione Auto invia la potenza alle ruote anteriori in condizioni normali per trasferirla anche alle posteriori quando le anteriori perdono aderenza o quando il sistema prevede che le anteriori possano slittare, come in caso di forte accelerazione. Nella posizione Lock il sistema tiene bloccato il rapporto 50:50 fino a 60 km/h per poi passare automaticamente alla posizione Auto.

A GASOLIO

La scelta del motore è draconiana: diesel o benzina. Per chi sceglie la strada del gasolio, Sedici mette a disposizione il noto e collaudato common rail 1.9 Multijet Euro 4 con filtro antiparticolato senza manutenzione, prestante di 120 cavalli con 280Nm di coppia massima a 2000 giri, disponibile al 90% tra 1750 e 3250 giri. Con il Multijet la Sedici raggiunge i 180 km/h.

A BENZINA

Chi sceglie di viaggiare a benzina trova un millesei da 107 cavalli e 145Nm a 4000 giri con fasatura variabile VVT delle sue sedici (potevano essere in altro numero?) valvole di aspirazione e di scarico: raggiunge i 170 km/h e percorre nel ciclo combinato dichiarato più di 14 km/litro.

SBOCCIA IN PRIMAVERA

Il lancio della Sedici è previsto per marzo 2006 e per i prezzi si parla di meno di 20.000 euro per la Sedici 1.6 a benzina e di meno di 22.000 per la Sedici Multijet.

COME VA

Difficile far diventare simpatico un SUV, ma Fiat sembra esserci riuscita. La Sedici mette voglia di salire e partire, sapendo che difficilmente troveremo terreni da offroad impegnativo capaci di metterla in crisi o autostrada veloce che sia. Il test della Sedici 1.6 16v sulla pista di Balocco, dove Fiat mette alla frusta le sue auto e i suoi prototipi, mi consente una prova a tutto tondo.

ALTA MA NON TROPPO

La posizione di guida è alta, da SUV, ma non produce l'effetto pappagallo sul trespolo, ben rapportata a plancia e comandi, anche se il volante si regola soltanto in altezza. La visibilità è ottima in tutte le direzioni e il terzo finestrino laterale che scava il montante posteriore aiuta in manovra e nell'inserimento in incroci obliqui. Le plastiche non sono ricche a vedersi ma trasmettono una sensazione di robustezza tutta giapponese, come tutti i comandi, solidi e precisi.

SEDICI (VALVOLE)

Il millesei a benzina viene forse sottovalutato se paragonato alla scheda tecnica del Multijet, ma potrebbe essere un errore: è sufficientemente potente per muovere rapidamente la Sedici e sorprendentemente agile ai bassi regimi da non far rimpiangere la coppia ai bassi regimi di un diesel di ultima generazione.

FUORISTRADA HARD

Il millesei si fa apprezzare anche sul percorso di fuoristrada allestito all'interno della pista di Balocco, una pista con fondo in argilla bagnata che riproduce la scivolosità della neve, un percorso con passaggi molto ripidi e molto stretti. La Sedici, con la trasmissione nella posizione Lock, se la cava egregiamente, con doti fuoristradistiche inaspettate per la sua aria paciosa, capace di affrontare passaggi che 4x4 più blasonati e certificati, ma anche mooolto più pesanti (la Sedici pesa circa 1250 kg in ordine di marcia), avrebbero difficoltà ad affrontare. Il modo con cui affronta i passaggi più hard è istintivo per il pilota e anche la casalinga di Voghera, se si ricorda di scegliere la funzione Lock, può affrontare una salita molto ripida e molto viscida: è sufficiente premere a fondo il pedale dell'acceleratore.

PANDONA

Le misure tipiche per il 4x4 sono interessanti: angolo di attacco 20,3 gradi, angolo di fuga 31,1 gradi, angolo di dosso 18,1 gradi e pendenza superabile 33 gradi. Compatta, poi, va dappertutto, come la vecchia Pandina 4x4... Se andate in montagna ricordate di inserire Lock quando affrontate discese innevate o gelate: se lasciate Auto, in discesa la Sedici è una due ruote motrici e il freno motore è soltanto sulle ruote anteriori.

FUORISTRADA SOFT

Per raggiungere casa dovete affrontare una strada sterrata, a volte con fondo viscido, e piena di buche? No problem, la Sedici vola sulle buche con aplomb inglese e non accenna mai a reazioni che fanno vedere molto vicina la corteccia degli alberi a lato strada. Specie se si sceglie lo schema Auto per la trasmissione, ma se la cava bene anche con due sole ruote motrici. L'altezza minima da terra è di 19 centimetri, molto vicina a quella di un vero fuoristrada.

IN PISTA

Manca la prova del traffico, ma in questo frangente, con ottima visibilità e motore agile se la caverà benissimo. Invece, la prova in pista consente di mettere alla prova le doti di guida e la stabilità della Sedici. Che sono eccellenti: inserimento in curva millimetrico, rollio zero, reazioni strane nessuna. Facile e sicura anche quando si affrontano le curve della pista di Balocco come se si guidasse una Formula. Facile, stabile e veloce sia nelle curve strette sia nei curvoni da affrontare in pieno, con una tendenza ad allargare le curve quasi nulla.

2WD O AUTO?

Provo due giri di pista, uno con la trasmissione in posizione 2wd e uno in posizione Auto, per vedere la differenza su asfalto. Parte con me l'amico Alfo, che più o meno ha il piede destro pesante quanto il mio e utilizza lo schema alternativo a quello che imposto io nei due giri. Parto in 2wd e la Sedici si infila nelle curve con grande agilità, ma devo tenermi lontano dai cordoli pena la perdita di motricità e quindi perdita di tempo sul giro. Alfo viaggia in Auto e mi sta incollato alla coda, non riesco a scollarmelo se non in una chicane che non gli viene benissimo. Invertiamo le parti e la Sedici mi porta fuori dalle curve più rapidamente, riesco a premere fino in fondo l'acceleratore prima e posso saltare sui cordoli evitando che le gomme producano antiecologici segnali di fumo. Piano piano Alfo si allontana (di più nella solita chicane che non gli piace proprio) e la differenza nelle curve si fa sentire.
Se avessi una moglie inesperta, di quelle che non si accorgono se c'è una ruota bucata, le metterei lo scotch sul pulsante per bloccarlo in Auto, per prepararla ad affrontare qualsiasi situazione con grande facilità, aquaplaning incluso. Se siete piloti mancati, la posizione 2wd va bene per tutto, mettete Auto quando il fondo è viscido.
Pubblicato da M.A. Corniche, 28/11/2005
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