Prova

Bmw 320Cd Cabrio


Avatar Redazionale , il 04/11/04

16 anni fa - Il diesel infrange l'ultimo tabù bavarese

Il diesel infrange l'ultimo tabù bavarese e per la prima volta compare su una vettura scoperta della Casa. Sulle prestazioni niente dire, sono stranote, quanto al resto...

COM'E' Proporre una cabrio in pieno autunno potrebbe sembrare quanto meno singolare. Vero che anche le sfilate di moda seguono la cadenza delle stagioni con largo anticipo, e che i costumi da bagno della prossima estate si fanno sfilare in questo periodo, ma per un'auto che nuova non è, e che per di più ha i mesi contati (il lancio della nuova Serie 3 è alle porte) la presentazione fuori stagione potrebbe rappresentare un handicap. Per la verità, un tempo nemmeno tanto lontano, persino proporre una cabrio a motore diesel sarebbe stato giudicato insolito. Infatti, per la Bmw è la prima volta. Ma i tempi cambiano e anche le abitudini più consolidate possono subire ripensamenti.

ADDIO BENZINA

Nel caso in questione è presto detto: la 320Cd Cabrio arriverà la prossima primavera, quindi c'è tutto il tempo per programmarne l'acquisto; secondo, la nuova Serie 3 arriverà subito dopo, ma per la nuova versione Cabrio ci sarà da attendere almeno un altro annetto. Con tutta probabilità se ne parlerà nel 2006, ergo... Quanto al motore, è la dimostrazione di come la tecnologia diesel abbia ormai raggiunto livelli di perfezione tali da farla preferire a quella a benzina. Tanto è vero che la stessa Bmw dichiara un rapporto diesel/benzina su questa cilindrata (e sulla Serie 3) superiore al 70%.

ZITTA ZITTA

La novità della 320Cd Cabrio è quindi tutta nel propulsore, un quattro cilindri a gasolio di due litri, già stracollaudato sulle berline e coupé bavaresi, che solo ora debutta su una cabrio. Trattasi di un common rail di seconda generazione, con prestazioni adeguate al blasone Bmw e una silenziosità di marcia che fa concorrenza ai fratelli a benzina. Uno sguardo ai numeri chiarisce subito la questione: sono 150 i cavalli a disposizione (a 4.000 giri) e 330 i Nm di coppia massima a 2.000 giri, di cui 295 già disponibili a 1.500 giri. Valori che, come vedremo, parlano di scatti e di elasticità da sportiva. La velocità massima non è strabiliante (211 km/h), ma 9,7 secondi nel 0-100 sono di tutto rispetto per una scoperta che pesa pur sempre 1680 kg.

SENZA SCALI

Prestazioni e comfort acustico potrebbero però non essere sufficienti per far pendere la bilancia a favore del diesel. Qui contano anche i consumi, e l'autonomia. Per i primi, stando alle dichiarazioni della Casa, siamo su una media di 15,8 km per litro di gasolio, con un minimo di 11,7 in città e un massimo di 20 km/l in autostrada. Quanto alla seconda, si parla di 1.000 km senza scendere dall'auto. Che per chi odia le file alle stazioni di servizio o non gradisce le divise dei benzinai, è pur sempre una bella soddisfazione.

TETTO MORBIDO

Riguardo allo stile, è sempre la solita, bella ed elegante Serie 3 Cabrio che conosciamo dal 2000: linea sportiveggiante ma senza esagerare, il bel muso da cui si dipana un lungo cofano motore, il parabrezza inclinato, la linea di cintura alta e diritta, la coda con un accenno di spoiler integrato nella parte superiore del baule e due bei gruppi ottici ad aggiungere personalità. Anche con la capote in tessuto chiusa l'effetto non cambia, anzi, nel panorama ormai affollato di Coupé-Cabrio che stanno togliendo aria alle scoperte classiche, la nostra 320Cd Cabrio resta una delle alternative classiche più interessanti. Non sarà infatti compito facile per i designer di Monaco riuscire a migliorare un insieme ben equilibrato come questo.

DUE PIU' DUE

Giusto per non riproporre pari pari la stessa minestra, sulla 320Cd Cabrio arriveranno tre nuove colorazioni metallizzate: "Grafite Sparkling", "Avana" e "Sonora" i loro nomi. Novità anche all'interno, con nuovi tessuti, nuovi colori e nuovi disegni. Non cambia invece la capacità del bagagliaio, che resta di 260 litri a capote aperta e di 300 a capote chiusa. Non moltissimo, ma sufficiente a caricare il necessario per un weekend in quattro. Meglio se due adulti e due bambini: dietro lo spazio obbliga a qualche sacrificio se la corporatura è media. Soprattutto quando la capote è chiusa.

DI TUTTO, DI PIU'

Due gli allestimenti: Exclusive e Sport, entrambi ricchi di accessori come si può intuire dai nomi. Comprendenti, tra l'altro, ruote in lega da 17", imbottiture speciali, modanature ed elementi cromati a scelta, illuminazione adattiva in curva (di serie sulla Exclusive), oppure assetto sportivo, sedili sportivi, volante multifunzioni in pelle, riscaldamento per i sedili, sensore di pioggia e lampade allo xeno per la Sport. E poi DVD, cellulare con interfaccia Bluetooth, navigatore satellitare.

LE SIGLE

Ricca come al solito la dotazione di sistemi di sicurezza: dall'Abs a quattro sensori, alla distribuzione elettronica della forza frenante (EBV), al Cornering Brake Control (CBC), controllo dinamico della stabilità (DSC), bloccaggio elettronico del differenziale (EDS), riconoscimento della frenata d'emergenza (DBC), segnalatore di forature (RPA), luce d'arresto a Led con due luminosità, airbag laterali (optional).

COME VA

Trovata la posizione ideale grazie a una serie completa di comandi elettrici, posizionato il volante sia in altezza che in profondità e scoperchiata la capote, la prima cosa che colpisce mettendo in moto la 320Cd Cabrio è la silenziosità del motore. Se non ci si pone quell'attenzione particolare di chi vuole a tutti i costi valutare il rumore che fa, si fatica a capire che si tratta di un diesel.

ECHI

Nonostante la capote aperta, all'interno ci si sente abbastanza isolati dal mondo. A finestrini alzati ovviamente. A velocità di legge, si chiacchiera con voce normale, per nulla infastiditi dal motore e, soprattutto, dal vento, tenuto a bada da un efficace frangivento posteriore. Più che altro il rumore si percepisce quando si attraversano strade di paese dove i muri delle case fanno da eco al nostro passaggio.

BREZZOLINE

Non c'è nemmeno bisogno di un cappellino di fortuna o di coprirsi come per una traversata in barca a vela: la lingua di vento che sfugge al parabrezza lambisce la parte alta della testa e fuoriesce dall'abitacolo senza disturbare, mentre nessun vortice d'aria rientra dalla parte posteriore. Questo in due. In quattro le cose cambiano, sia per chi viaggia dietro sia per chi sta davanti. Ma è anche vero che difficilmente si viaggerà al completo a velocità sostenute con la capote aperta.

MEGLIO AL FRESCO

Anche a velocità da ritiro patente (non in Germania per fortuna, dove si è svolto il test) il fastidio del vento non supera i limiti del buon gusto: per entrare nell'ambito del masochismo dovremmo abbassare i finestrini in una giornata invernale di pioggia battente. A 190 km/h si riesce ancora a parlare senza urlare ma il cappellino diventa necessario. Ben più fastidioso viaggiare a capote chiusa. Il rumore interno sembra amplificarsi e persino il rumore del motore si fa più concreto. Meglio tenerlo in considerazione nel caso di acquisto: trattasi di cabrio e la sua destinazione naturale è quella di viaggiare aperta. Salvo eccezioni. E non viceversa.

FA DA SE'

Chiudere e aprire la capote è un gioco da ragazzi, basta premere un pulsantino e attendere 25 secondi che il tutto si posizioni a dovere. Avviene tutto automaticamente e quello che ci viene chiesto è solo di fermarsi a bordo strada. L'operazione va effettuata da fermi.

OMOGENEIZZATA

Promosso il sound del 320Cd veniamo alle prestazioni. Anche qui il quattro cilindri common-rail Bmw è all'altezza delle esigenze. La spinta iniziale è piena e la progressione dolce, senza scatti. Nonostante i rapporti del cambio tarati per una guida sportiva, quindi abbastanza corti, il motore non dà mai segni di nervosismo, a dimostrazione di come i progressi raggiunti in fase di erogazione abbiano portato una omogeneità di spinta simile ai benzina.

BASTA CHIEDERE

Il 320Cd è subito vigoroso. Come da scheda tecnica, a 1.500 giri il 2.0 litri Bmw è già nel pieno della sua efficienza, e da lì in poi è una progressione continua: fino ai 4.000 non smette di spingere. Solo allora inizia a dare segni di affanno, ma siamo già a velocità non consentite. In sesta bastano 1000 giri per farlo spingere senza sussulti, mentre in quinta ci si dimentica completamente del cambio. L'ideale per le vasche estive sul lungomare, ma anche per divertirsi appena possibile sulle stradine di campagna, tutte curve e saliscendi.
Pubblicato da Gilberto Milano, 04/11/2004
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