Prova Dacia Spring: pregi e difetti della piccola citycar elettrica
Test Drive

Nuova Dacia Spring: la citycar elettrica è capace di stupire


Avatar di Alessandro Perelli , il 26/08/21

3 settimane fa - La prova su strada dell'utilitaria rumena 100% elettrica

Al volante della compatta low-cost a zero emissioni che ha accettato, e vinto, la sfida contro il traffico cittadino grazie a comfort e autonomia

PICCOLA CON LA SCOSSA Per parlare di low-cost, oggi, bisogna prima capire quale percezione ha ognuno di noi di questo termine. Se poi parliamo di automobili - per di più elettriche - entriamo in un campo che definire “minato” sembra un eufemismo. Fra listini, dilazioni, offerte, incentivi ed ecobonus che vanno e vengono, diventa complicato rendersi conto esattamente del prezzo di un’auto a zero emissioni. Non è il caso della nuova Dacia Spring, un modello che fa dell’economia di acquisto e di esercizio il suo cavallo di battaglia. E quando scriviamo “economia”, mai come questa volta il termine sembra azzeccato. Al netto di tutto, ovvero di proposte economiche ed eco-agevolazioni statali e regionali, la citycar rumena viene via per meno di 10mila euro. Di fatto, è l’auto a batterie più economica attualmente sul mercato.

Nuova Dacia Spring: la citycar elettrica durante la prova su strada Nuova Dacia Spring: la citycar elettrica durante la prova su strada

IL MOTORE ELETTRICO

La compatta rumena è equipaggiata con un motore elettrico da 33 kW (45 CV) per una coppia di 125 Nm, alimentato da una batteria agli ioni di litio da 27,4 kWh. Grazie alla potenza massima di ricarica di 7,4 kW gli accumulatori tornano al 100% in un tempo di poco inferiore alle cinque ore da wallbox domestica; con la ricarica rapida in corrente continua (optional) si arriva all’80% della carica in 50 minuti; da una semplice presa di rete, invece, i tempi si dilatano fino a circa 14 ore. Dacia dichiara un’autonomia di 230 km nel ciclo combinato WLTP, che diventano 305 km nel più favorevole ciclo urbano (WLTP): numeri che ho verificato nella mia prova, e che affrontiamo più avanti. Al motore, infine, sono collegate le ruote anteriori con una trasmissione a singola velocità. In sostanza, con il rotore al centro della consolle si può scegliere fra marcia avanti, retromarcia e Neutral.

COME VA

Quello che importa adesso è capire come si disimpegna questa citycar calata nel suo ambiente naturale, ovvero la città. Quindi, cinture allacciate e via nel traffico di tutti i giorni. Ma prima spiego la procedura per avviarla, perché non è così intuitiva. Bisogna mettere il selettore della trasmissione su N (Neutral), tirare il freno a mano, dare una prima volta chiave e poi una seconda per ricevere la conferma leggendo “OK” sul cruscotto. A questo punto sganciate il freno a mano, portate il selettore su D “Drive” e vi gettate nel traffico. A me ha fregato il secondo giro di chiave...  Dopo il tutorial “pre-partenza”, ero curioso di vedere come se la cavava. Leggendo i freddi numeri della scheda tecnica, lo ammetto, partivo con un pizzico di scetticismo.

UNA (PICCOLA) SORPRESA Anche se elettrici, quindi immediati, i cavalli e i newton-metro della piccoletta rumena mi convincevano poco. Ma la Spring mi ha fatto ricredere quasi subito e vi spiego perché. Innanzitutto, ha dalla sua dimensioni compatte e peso ridotto, le migliori armi per combattere il sonnacchioso, ma ingolfato, traffico urbano. Lunga 3,73 metri, larga 1,77 metri e alta 1,52 metri per 970 kg, l’elettrica low cost è uno scricciolo che si divincola tra le auto, agile come un gatto. Si gira in un battibaleno e trovare un parcheggio è (quasi) un gioco da ragazzi. Spingo sull’acceleratore e la risposta è immediata, forzo un po’ e l’allungo fino al semaforo seguente è energico. Il “tutto e subito” degli elettrici, avvantaggiato dalla trasmissione monomarcia, mi regala una certa dose di sprint anche se, ovviamente, non posso pretendere di più. Ma non mi serve, poiché la Spring mi dà quello di cui ho bisogno in pochi metri.

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FUORI CITTÀ SI BRUCIA TANTA ENERGIA E se devo uscire dalla morsa del traffico, posso permettermi qualche allungo, ma facendo attenzione, poiché la riserva di elettroni cala vistosamente. Infatti, date le prestazioni tutto sommato modeste - Dacia dichiara uno 0-100 km/h in 19,1 secondi e una velocità massima di 125 km/h – vado a pescare fino all’ultimo kW a disposizione. Va da sé che il “serbatoio” si prosciuga abbastanza velocemente. In sintesi, con il 100% di carica e utilizzando l’auto senza risparmiarla, l’autonomia massima che ho registrato è stata di 186 km. Consumare il 14% della carica vale 26 km di strada percorsa fra città ed extraurbano (86% di riserva elettrica per 160 km residui). Non sono bravo in matematica, lascio a voi i conti sul totale a disposizione. Con la modalità ECO si guadagna un bonus di chilometri variabile in funzione di quanto spremete l’auto (da una decina a circa una ventina), pagando il pegno di una erogazione meno incisiva poiché viene limitata la potenza a 23 kW (31 CV) e la velocità a 100 km/h. Tuttavia, quelli che ho percorso sono stati chilometri facili e piacevoli da consumare, grazie anche al discreto comfort dato dallo sterzo leggero (ma poco preciso), da sospensioni che filtrano con buona diligenza le sconnessioni della strada e da un impianto frenante (misto dischi/tamburi) che non è andato in affanno nei continui stop&go in città. Tirando le somme, le modeste prestazioni non sono un vero handicap per la piccola elettrica, basta saper sfruttare i suoi punti forti – vedi agilità e brio – per avere in cambio un bel piacere di guida a zero emissioni.

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LO STILE

Da fuori il design della Spring mi convince per quell’aria da crossover un po’ sfacciata con il frontale che spicca per originalità grazie alla grande calandra (che nasconde lo sportello per la ricarica), ai proiettori sdoppiati con le luci diurne a LED più in alto, ai fianchi muscolosi con le protezioni in plastica e alla moderata altezza da terra. Completano il look country i fregi azzurri della versione Business che sto guidando, le barre sul tetto e i copricerchi (esatto, non sono cerchi in lega leggera) a cinque razze. Peccato che le ruote siano solo da 14 pollici: secondo me bastava una misura in più di diametro per riempire bene i parafanghi e regalare un po’ di muscoli all’auto. Inoltre, i montanti posteriori sono massicci e il lunotto è piccolo. Tradotto significa poca visibilità in manovra: meglio affidarsi alla telecamera di parcheggio per evitare graffi o piccole ammaccature.

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GLI INTERNI

E se lo stile mi è piaciuto, anche dentro la Spring si gioca qualche carta vincente. Inutile girarci intorno, l’abitacolo è spartano, anche in questa versione più ricca, ma l’abitabilità e la razionalità generale mi hanno convinto un’altra volta. La percezione è che c’è tutto quello che serve, senza andare alla ricerca di qualcosa che non servirebbe a bordo di un’auto economica come questa. Ci sono plastiche rigide un po’ dappertutto e qualche lamiera o bullone troppo in vista, è vero, ma trovo la concretezza che mi aspetto. Per esempio, il rivestimento dei sedili in similpelle è molto pratico: se si rovescia una bibita o cade un gelato ai ragazzi, basta un colpo di spugna, et voilà tutto torna a posto. E trovo spazio proporzionato per il guidatore (con seduta alta e “panoramica”) e il passeggero alla sua destra. Il divanetto posteriore è abbastanza largo per due, semmai manca qualche centimetro per le ginocchia, che toccano lo schienale dinanzi, ma in poco più di 3,7 metri non si possono fare miracoli.

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IL GIUSTO MIX FRA COMANDI ANALOGICI E DIGITALI Il cruscotto digitale è molto semplice, ma riporta tutte le indicazioni che servono e il touchscreen da 7” dell'infotainment ha una impostazione quasi elementare se confrontata a dispositivi più evoluti, ma proprio per questo è facile da usare. Per un boomer come il sottoscritto basta un attimo per avere tutto sotto controllo. Infine, il climatizzatore manuale si regola attraverso comandi fisici, viva la sicurezza! E parlando di spazio, la posizione delle batterie sotto il divano posteriore garantisce una buona capacità del bagagliaio, che è di 290 litri ampliabili a 620 litri ribaltando lo schienale posteriore, che però non è frazionabile. A titolo di confronto il vano di un’altra citycar BEV come la nuova Honda e, lunga 3,89 metri (+16 cm), va da 171 a 861 litri. Come dire, che sulla Dacia riuscirete a stivare senza troppa fatica il necessario per la giornata come gli zaini di scuola dei ragazzi, le sacche della spesa e la borsa della palestra visto che gli ingombranti cavi di ricarica potrebbero essere lasciati in garage mettendo in conto di non fare un rifornimento in trasferta.

Nuova Dacia Spring: nel bagagliaio ci sono i cavi di ricarica e lo schienale non è frazionabile Nuova Dacia Spring: nel bagagliaio ci sono i cavi di ricarica e lo schienale non è frazionabile

INFOTAINMENT E SICUREZZA

Se l’interfaccia grafica si presenta piuttosto semplificata, la connettività non ne risente e anche in questo caso vige la regola del “c’è quello che serve”. La Spring di questa prova è equipaggiata con un infotainment completo, che integra sistema di navigazione 3D, radio DAB, compatibilità Apple CarPlay e Android Auto, connessione Bluetooth, prese USB e AUX. Inoltre, il collegamento al web permette di sfruttare i servizi da remoto grazie all’app per smartphone My Dacia, per localizzare l’auto oppure programmare una ricarica o il pre-condizionamento dell’abitacolo.

Nuova Dacia Spring: il display da 7'' con il navigatore satellitare 3D Nuova Dacia Spring: il display da 7'' con il navigatore satellitare 3D

DOTAZIONE PER LA SICUREZZA LIMITATA ALL'ESSENZIALE Lato sicurezza, secondo me, sull’elettrica rumena mancano all’appello alcuni dispositivi ormai indispensabili, piuttosto come accessori a pagamento, come l’avviso di superamento della carreggiata o il monitoraggio dell’angolo cieco, ma l’equipaggiamento di serie prevede la chiamata di emergenza E-Call, la frenata automatica di emergenza, 4 airbag, il sistema ISOFIX sui sedili posteriori e il limitatore di velocità.

Nuova Dacia Spring: lo sportello che cela la presa di ricarica è sulla mascherina anteriore Nuova Dacia Spring: lo sportello che cela la presa di ricarica è sulla mascherina anteriore

I PREZZI

La Dacia Spring Electric è ordinabile in tre versioni. Si parte con la Spring per clienti per privati e aziende, poi c’è la Business, dedicata agli operatori di car sharing e, infine, la versione Cargo, omologata N1, senza sedili posteriori e con un volume di carico di 1.100 litri (in listino dal 2022). Gli allestimenti previsti sono Comfort e Comfort Plus. Il primo attacca a 19.900 euro (9.460 euro sfruttando gli incentivi con rottamazione, finché disponibili). La più ricca Comfort Plus costa 21.400 euro (10.960 euro con tutti gli ecobonus). In optional troviamo il cavo di ricarica domestica Mode 2 (300 euro), il sistema di ricarica rapida in corrente continua (600 euro) e la scheda SD con le mappe dell’Europa centro-orientale (100 euro).

Nuova Dacia Spring: 45 CV a zero emissioni e fino a 305 km di autonomia dichiarata Nuova Dacia Spring: 45 CV a zero emissioni e fino a 305 km di autonomia dichiarata

LA SCHEDA TECNICA

Motore elettrico
Potenza 45 CV da 3.000 a 8.200 giri
Coppia 125 Nm da 500 giri a 2.500 giri
Velocità 125 km/h
Accelerazione da 0 a 100 km/h in 19,1 secondi
Autonomia ciclo WLTP combinato 230 km/urbano 305 km
Batteria 27,4 kWh
Ricarica 5 - 14 ore
Dimensioni 3,73 x 1,58 x 1,51 m
Capacità bagagliaio da 290 a 620 litri
Prezzo di listino da 19.900 euro

Pubblicato da Alessandro Perelli, 26/08/2021

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Listino Dacia Spring
Allestimento CV / Kw Prezzo
Spring Comfort Electric 45 - / - 19.900 €
Spring Comfort Plus Electric 45 - / - 21.400 €

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Scheda della Dacia Spring
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