Pubblicato il 19/12/2019 ore 18:21

PICCOLA, MA SARÀ PREMIUM? Quando ho visto la Volvo XC40 T3 arrivata in redazione per la prova su strada – il nostro Day by Day – ammetto che sono rimasto un pizzico perplesso e vi spiego il perché. Appena mi è stata assegnata, l’aspettativa era alta: probabile retaggio della vettura di famiglia, una Volvo XC90. Ma è quella vecchia, un… brontosauro meccanico, forgiato nell’acciaio tanto è robusto e pesante. Però è spazioso, confortevole e di grande qualità, che ancora oggi dà la paga a qualche pimpante SUV con le plastiche rigide. Insomma, un gigante buono tutt’ora piacevole da guidare. Ma veniamo a oggi. La macchina della Casa svedese – lo vedete – è nera, con gli interni neri e in allestimento base. Il che, oggettivamente, ne ridimensiona un po’ l’immagine di vettura premium, pur se compatta. Su questa niente cerchi da 20”, tetto panoramico, interni in pelle e sedili che massaggiano, rinfrescano o riscaldano, tanto per citare alcuni gadget. Mi viene da pensare che, probabilmente, siamo abituati troppo bene con le full optional che arrivano in redazione, ma sono curioso di provare una vettura più alla portata di… portafoglio. Mi sarò sbagliato oppure no? Seguitemi, che facciamo due conti insieme.

Volvo XC40 T3: il SUV compatto è agile su strada  

MA IL PREZZO RESTA TOP CLASS Onestamente, quanti di voi spenderebbero 10/15 mila euro di accessori extra – il 30-40% in più sul listino della vettura – per una XC40 T3 come questa? Difatti, la macchina non ne monta tanti, ma quelli che secondo me sono fra i più utili, e cioè un sistema avanzato di assistenza alla guida (Intellisafe Pro), la telecamera di parcheggio, il climatizzatore automatico bi-zona, gli specchi esterni fotosensibili, i fari fendinebbia a LED, la ricarica wireless per il cellulare e il comando elettrico per la sicurezza dei bambini, per un totale di 3.330 euro. Una cifra accettabile come budget. Però, vi dico anche il prezzo complessivo della XC40 che ho fra le mani: con l’automatico a 8 rapporti Geartronic costa in tutto 37.930 euro al netto delle promozioni, lascio a voi il calcolo della versione “nuda e cruda”. Mi sono tolto un sassolino dalla scarpa, quello più grosso, cioè il costo che non è alla portata di tutti, nonostante sia una versione entry level. Ma la Casa svedese propone una formula interessante di noleggio a canone fisso chiamato Care by Volvo, che comprende proprio tutto. Andate sul sito Volvo e troverete le spiegazioni di questa offerta.

XC90 IN SCALA 1:2 Torno sulla macchina, che nel suo complesso è piacevole a livello estetico, accogliente in abitacolo e raffinata sotto il profilo tecnico e della sicurezza. Tutti ottimi motivi, tanto da essere stata eletta Auto dell’Anno 2018. Lo stile è tipicamente scandinavo, che significa linee ben definite e senza contaminazioni estetiche da altri segmenti (vedi le SUV/Coupé tanto alla moda). Sembra una XC90 (ma anche XC60) in scala ridotta con i volumi ben definiti. I fari anteriori a LED con la firma “Thor Hammer” sono un marchio di fabbrica e la calandra con i listelli verticali piegati all’indietro è originale, mi piacciono assai. Il cofano, che nasconde il motore 3 cilindri, è piuttosto corto. Poi troviamo il volume dell’abitacolo e la chiusura nella coda con i lunghi fanali verticali a LED (XC90 prima serie docet…), che la fanno riconoscere subito rispetto a concorrenti come Audi Q3, BMW X1 e Mercedes GLA.

Volvo XC40 T3: una vista del 3/4 posteriore

ABITACOLO SERIOSO MA FUNZIONALE Mi accomodo in abitacolo: mi piace la posizione di guida appena rialzata – vedo bene davanti a me – con tutti i comandi ben distribuiti, ma non posso non accorgermi di una certa austerità. Non voglio essere frainteso, la qualità è percepibile sotto i polpastrelli quando sfioro i pannelli porta, la plancia, il tunnel centrale, i sedili. A proposito, trovo davvero originale la finitura “gommosa” dinanzi al passeggero e sulle portiere anteriori, che riproduce la cartina della città di Göteborg, sede della Volvo: la preferisco alla solita radica di… plastica. Però, alcuni punti sono meno gradevoli da guardare e da toccare. Mi riferisco ai rivestimenti dei montanti centrali, ma anche al profilo che si allunga dallo schienale del divanetto fino alle porte posteriori. Sono tutti rigidi, un po’ troppo… “croccanti”: avrei preferito del tessuto (di colore più chiaro o contrastante) come quello dei sedili, piacevole al tatto e apparentemente molto robusto.

Volvo XC40 T3: la plancia della vettura

STRUMENTI DIGITALI TUTTO BENE? NI… Mi concentro un attimo sulla strumentazione, perché il quadro davanti agli occhi è un bel display digitale da 12,3” a colori, che mi restituisce tante informazioni utili durante la guida e può essere configurato. Da qui posso tenere sotto controllo i parametri vitali della macchina e di marcia, ma anche l’infotainment e la navigazione. Al centro della plancia c’è, invece, il touchscreen da 9” che mi da accesso al sistema multimediale e alle diverse regolazioni della vettura. Tanto mi piace, la soluzione grafica e la fluidità nello scorrere le pagine (pari a quella di un normale tablet), quanto fatico a entrare nella sua logica di utilizzo. Lo so, bisogna fare pratica, ma la faccio! Dopo avere memorizzato i passaggi che uso di più, mi distraggo lo stesso nella ricerca delle piccole icone sullo schermo per attivare una funzione o l’altra. Per fortuna qualche comando è replicato sulle razze del volante insieme ai tasti del cruise control. Per questo apprezzo che almeno la regolazione del volume sia gestita da una bella rotella sotto il display.

Volvo XC40 T3: il display a colori del sistema infotainment

NELLA BOTTE PICCOLA… Così come mi piace anche la disponibilità di spazio in abitacolo. Senza dilungarmi, garantisco che i centimetri sono sufficienti per quattro ospiti. Davanti tutto ok, ma anche dietro le gambe dei passeggeri non toccano i sedili anteriori, pur con una lunghezza totale della macchina di “soli” 4,43 metri (passo: 2,70 metri). Buono anche lo spazio per la testa, grazie al tetto che rimane alto fino al lunotto (altezza: 1,65 metri). L’unico appunto posso farlo all’accessibilità posteriore, che non è ottimale poiché l’area di ingresso e l’angolo di apertura della porta non sono ampi. Detto che in quattro (ma anche in cinque) si sta comodi, apprezzo il volume del bagagliaio, che ha un perimetro regolare ed è molto profondo. Non vi traggano in inganno le dimensioni della macchina, potete caricare tante valige e se vi serve più spazio si può reclinare lo schienale (40:60) per passare da 460 a 1.336 dmc3. Per spiegarmi, Audi Q3 e BMW X1 hanno una capacità superiore – rispettivamente 530-1.525 e 505-1.550 dm3, ma sono più lunghe di una manciata di centimetri. Mercedes GLA si ferma a 421-1.235 dm3 pur con la stessa lunghezza di XC40.

Volvo XC40 T3: il vano bagagli capiente e regolare nel suo perimetro

MOTORE PIÙ PIACEVOLE DEL PREVISTO Nelle sue misure compatte, la Volvo XC40 è pur sempre un SUV da 1.580 kg e di primo acchito la sigla T3 non si sposa perfettamente con queste caratteristiche. Infatti, T3 significa Turbo(benzina) 3 cilindri e la sua cilindrata è di 1.477 cc. Però, la taglia da city-car si ferma qui, poiché il “piccoletto” dentro il cofano è bello sveglio, più di quanto possa sembrare su due piedi. Eroga 163 CV a 5.500 giri per una coppia di 265 Nm a 1.850 giri, numeri degni di una cilindrata superiore. Lo avvio e mi accorgo subito che vibra poco: percepisco immediatamente che gli ingegneri svedesi hanno lavorato di fino sul tre cilindri in ottica… premium.

Volvo XC40 T3: il motore tre cilindri turbo benzina da 163 CV

MA CHE AGILITÀ QUESTA PICCOLINA Parte con il piede giusto la guida di questa XC40 T3 e una volta in marcia, le prestazioni sono buone, con una spinta gagliarda appena premo sull’acceleratore. Il motore prende giri velocemente e non avverto ritardi nella sua risposta. Nel traffico mi piace la fluidità nei cambi marcia dell’automatico a 8 rapporti, con i primi più corti per regalare più spunto da fermo. Trovo originale il fatto di dover passare per forza dalla posizione Neutral per innestare la retromarcia, oppure il “Drive”. In pratica, devo muovere la leva due volte per procedere avanti o indietro, ma ci vuole poco ad abituarsi.

COMMUTER TUTTOFARE Quando esco dalla città, mi piace che gli ultimi tre rapporti siano più distesi, da allungare il passo senza che il motore salga troppo di giri (la velocità massima dichiarata è di 200 km/h per un’accelerazione da 0 a 100 orari di 9,6 secondi). Si viaggia circondati da un senso di comfort quasi inaspettato e per questo ancora più gradito dai passeggeri. Un po’ meno gradita, al contrario, la voce consumi, perché sotto questo aspetto il piccolo tre cilindri non può fare miracoli. Nonostante quanto dichiarato da Volvo nel ciclo combinato WLTP (7,2 litri/100 km, cioè 13,9 km/litro), non sono riuscito a scendere sotto una media di 8,3 litri/100 km (12,0 km/litro), pur senza esagerare con l’acceleratore. Appena posso, però, provo a spingere per vedere come reagisce la macchina.

Volvo XC40 T3: misure compatte, ma buono spazio per quattro

QUANDO TIRI SI SENTE UN PO' DI PIÙ La timbrica del motore è più evidente, ma non infastidisce e posso apprezzare meglio le doti dinamiche. L’impulso rimane fino a sfiorare i 5.000 giri, dopodiché si spegne un po’: l’allungo non è una peculiarità dei turbocompressi. L’asse anteriore di tipo McPherson e quello posteriore a ruote indipendenti offrono un assetto equilibrato fra comfort e tenuta di strada, per una guida facile e rilassata. La taratura delle sospensioni permette di soffocare bene i colpi delle traversine di rallentamento, come dell’asfalto rovinato.

SOLO DUE RUOTE MOTRICI Ricordo che la XC40 con questa motorizzazione è disponibile solo con trazione anteriore (la AWD è destinata a motorizzazioni più potenti), ciò si riflette un po’ sulle caratteristiche di guida. Le reazioni sono globalmente bilanciate e solo forzando un po’, il muso allarga leggermente la traiettoria, ma senza creare problemi. Oltre tale limite ci pensa l’elettronica (andare alla voce ESP, please) a riportare tutto entro limiti gestibili. Mi piace anche il feeling assicurato dallo sterzo. Non è così rapido a impartire la direzione a causa di una certa inerzia dell’auto, ma resta fluido e mi fa capire dove vanno e su cosa passano le ruote in ogni momento.

Volvo XC40 T3: buone prestazioni, ma consumi un po' elevati  

SICUREZZA AL PRIMO POSTO A proposito di assistenti alla guida, come al solito Volvo protegge i passeggeri con un’ampia gamma di accessori di serie. Il City Safety, che frena la macchina in autonomia nel caso di pericolo, è un cavallo di battaglia della svedese e non manca neanche sulla nostra entry level. Poi, fra gli altri, ci sono 6 airbag e quello per le ginocchia del guidatore, il sistema di rilevamento stanchezza conducente e quello di avviso di abbandono della carreggiata, il riconoscimento dei segnali stradali e il dispositivo di intervento su sterzo e freni per evitare l’uscita di strada. Sotto il profilo della sicurezza, la Casa svedese non è seconda a nessuno. Ma l’invito è di andare sul configuratore per rendervi conto di come sia ricca la lista degli accessori di serie (e a pagamento) anche per comfort e design. In questo, la Casa scandinava ha raggiunto le concorrenti tedesche. Secondo me, quella della nostra prova è quasi perfetta. Avrei aggiunto solo il tetto in vetro e il portellone elettrico: un po’ più di luce lì dentro e la comodità di aprire il vano posteriore con un click… non hanno prezzo. Siete d’accordo?

Volvo XC40 T3 Geartronic

  • Motore anteriore trasversale 3 cilindri in linea turbo benzina – 1.477 cc
  • Potenza 163 CV/5.500 giri – coppia 265 Nm/1.850 giri
  • Cambio automatico 8 rapporti – trazione anteriore
  • Velocità massima 200 km/h
  • Accelerazione 0-100 km/h 9,6 secondi
  • Consumo ciclo combinato WLTP 7,2 litri/100 km (13,9 km/litro)
  • Dimensioni in metri lungh. 4,43, larghezza 1,83, altezza 1,65, passo 2,70
  • Massa 1.580 kg
  • Capacità bagagliaio 460/1.336 dmc3
  • Prezzo da 34.600 euro     

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