Autore:
Emanuele Colombo e Marco Rocca

LA SFIDA SI RIPETE Nel 2016 debuttò una vettura che in molti aspettavano da tempo, troppo tempo: l'Alfa Romeo Giulia. Dopo decenni di vetture Fiat rimarchiate con il simbolo del biscione, tornava una vera Alfa a trazione posteriore. E il suo arrivo ha acceso la passione di alfisti e semplici appassionati. A chi si ispirarono i progettisti? Alla best in class per dinamica di guida: la BMW Serie 3. E l'allieva, quanto a emozioni, superò la maestra. Ora però è arrivata la nuova BMW 320d 2019, qui in versione Msport, che si propone di alzare l'asticella in tutti gli ambiti. Missione compiuta? Vediamo come stanno le cose nel confronto con l'Alfa Romeo Giulia 2.2 diesel Q2 B-Tech.

AL VOLANTE DELLA BMW 320d MSPORT Incominciamo parlando di sensazioni al volante. Forte della sua tradizione di eccellenza, BMW non sembra aver calcolato l'italiana nel progettare la nuova Serie 3. La 320d è una BMW al 100% e lo vedi già da particolari come il volante, dalla corona molto spessa e soffice, o il design fatto di linee spezzate: qui evolute a dare un ambiente più armonioso e moderno.

RAFFINATISSIMA La raffinatezza della BMW 320d Msport appaga la vista così come tutti gli altri sensi. Il cambio automatico è sempre fluido e il motore silenzioso, pure troppo nella guida sportiva. Ma i suoi numeri sono di grande rilievo: 190 CV e 400 Nm, buoni per 240 km/h di velocità e 6,8” nello 0-100. Prestazioni più elevate di quelle della Giulia. Ottimo il comportamento su strada. Lo sterzo è più leggero che in passato e il controllo di stabilità disattivabile apre la porta al divertimento più selvaggio, laddove consentito. Da segnalare una certa rumorosità delle sospensioni quando passo sui dossi di rallentamento in modalità Comfort.

AL VOLANTE DELLA GIULIA Alfa Romeo sconfitta? Neanche per sogno. Se c’è una cosa che nessuna come lei riesce a trasmetterti, è la connessione uomo macchina. La Giulia la senti davvero come un prolungamento del corpo. Pesa circa un quintale in meno, unito a telaio e sospensioni che la rendono più agile eppure più composta della rivale sui fondi irregolari. E più prevedibile quando ti spingi oltre. Peccato per quel controllo di trazione non disinseribile...

LE “MISURE” DI GIULIA I 450 Nm del 2.2 diesel da 190 cavalli si notano meno del previsto, ma la risposta all'acceleratore è comunque più pronta e grintosa che sulla rivale. Anche se nello 0-100 richiede 7,2” e raggiunge “solo” 230 km/h la velocità massima. Il suo sound è più presente. Migliore invece l'isolamento dal rumore di ruote e sospensioni. Lo sterzo? Ad oggi è ancora il più preciso, diretto e genuino che una berlina possa desiderare. La chicca sono le palette del cambio di metallo, solidali al piantone, che danno un feedback molto più meccanico quando uso il cambio in manuale: nulla a che vedere con gli asettici interruttori della rivale.

LA TECNOLOGIA BMW Insomma, se l’italiana vince di misura sul piacere di guida, perde invece alla voce tecnologie di bordo. È un po' come passare dall’analogico al digitale. Connettività, sicurezza e assistenza alla guida alzano l'asticella addirittura rispetto alla più prestigiosa BMW Serie 5 e non mancano strumentazione digitale configurabile, head up display, telecamere di parcheggio a 360° e comandi gestuali. Con tanto di guida semi-autonoma: persino in retromarcia, per ripercorrere al centimetro gli ultimi 50 metri di strada quando necessario.

L'ASSISTENTE VOCALE Chi si sente solo non ha che da dire “Hey BMW” per trovare qualcuno con cui parlare. E a cui chiedere auto in caso di bisogno. La tecnologia dei comandi vocali, va detto, non è sembrata ancora del tutto matura: non sempre io e la BMW ci siamo capiti, ma apre le porte a funzioni innovative. "Hey BMW, sono stanco"... e la berlina tedesca mi dà la sveglia: mi soffia aria fredda sul viso, cambia l'illuminazione in abitacolo e aumenta il volume della radio, scegliendo canzoni vivaci.

LA TECNOLOGIA SECONDO ALFA Tutto questo è ancora un pianeta sconosciuto per l'Alfa Romeo Giulia, il cui Alfa Connect 3D Nav si limita a includere la radio digitale DAB, la connettività con iOS e Android e le mappe (TomTom) in 3D aggiornabili tramite USB. I sistemi di assistenza alla guida di Giulia sono più classici e meno pirotecnici: frenata automatica di emergenza, Adaptive Cruise Control Plus con Full Stop, Lane Departure Warning (mantenimento in corsia attivo), Blind-spot Monitoring (avviso angolo cieco) ed il Rear Cross Path Detection che avvisa se sopraggiunge un veicolo durante la fase di sorpasso.

LA TECNOLOGIA SECONDO ALFA Ma per Alfa Romeo, la tecnologia si declina in altro modo: con il primo sistema brake by wire al mondo su un'auto di serie e con chicche come l'albero trasmissione in carbonio. Il claim La meccanica delle emozioni non nasce per caso.

IL VERDETTO Alla fine è la nuova BMW Serie 3 a offrire il pacchetto più completo. E anche se non raggiunge la sportività dell'Alfa Romeo Giulia, rimane una gran macchina da guidare, agguerrita su tutti i fronti. Solo non lasciatevi ingannare dai prezzi base, quasi identici e poco al disotto dei 50 mila euro: per una Giulia come la nostra ci vogliono circa 5.000 euro in più: 10.000 euro valgono invece gli extra per godere appieno della tecnologia BMW.


TAGS: bmw serie 3 confronto prova test comparativa bmw 320d alfa romeo giulia