Pubblicato il 14/12/2018 ore 13:05

SCONTRO TRA TITANI Pochi giorni fa, in occasione della prova su strada e in pista, vi ho raccontato le prime impressioni al volante della nuova BMW Serie 3 2019, un modello che ambisce al titolo di auto totale nel segmento delle berline. Subito sui forum si è scatenata una discussione accesissima tra gli estimatori della nuova bavarese e i fan dell'Alfa Romeo Giulia. Avendole provate entrambe, le metterò a confronto: puntando la lente di ingrandimento su tutti i loro punti di forza e debolezza. Si parlerà di tecnologia e piacere di guida, di qualità percepita, dotazioni e rapporto qualità-prezzo, per eleggere la vincitrice tra la tedesca e l'italiana. Siete pronti per la sfida del secolo?

FLASHBACK Nel 2016 è uscita una vettura che in molti aspettavano da tempo, troppo tempo: l'Alfa Romeo Giulia. Una berlina nata da un foglio bianco, con telaio e motori progettati appositamente per lei. Dopo decenni di vetture Fiat rimarchiate con il simbolo del biscione tornava una vera Alfa e con lei la tanto richiesta trazione posteriore. Per questa rinascita di un modello simbolo del brand italiano sono stati scomodati e trasferiti ingegneri direttamente da Maranello. E il suo arrivo ha creato più che una semplice curiosità tra alfisti, appassionati e addetti ai lavori. A chi si ispirarono quindi i progettisti? Ovviamente si guardava alla best in class per dinamica di guida: ovvero la BMW Serie 3 F30. L'obiettivo degli italiani non era solo quello di avvicinarsi al sole teutonico ma, addirittura, di superarlo senza scottarsi. E per quanto riguarda la dinamica di guida la missione, all'epoca, fu compiuta...

THE ULTIMATE DRIVING MACHINE Il claim di BMW degli anni 70, The ultimate Driving Machine, torna in auge quasi ad annunciare una sorta di giorno del giudizio: la nuova Serie 3 2019 vuole essere il punto di riferimento, l'auto definitiva e totale. Come riuscirci? Monaco di Baviera fa rima con qualità tedesca e BMW con sportività. La ricetta è quindi semplice e presto detta: battere la Giulia per feeling di guida e donare alla berlina tecnologie di connettività, sicurezza e assistenza alla guida mai viste su una Serie 3 (e, per ora, neanche su una Serie 5 ma solo su X5 e Serie 8). Missione compiuta?

DAVIDE CONTRO GOLIA A livello di infotainment e tecnologia di bordo, il match non si pone proprio. La tedesca non ha rivali perché il nuovo sistema operativo 7.0 di BMW ci permette di parlare con la Serie 3 e di avere un abitacolo contraddistinto da uno stile elegante ma super tecnologico, grazie a due grandi schermi digitali. A bordo c'è infatti un vero e proprio assistente personale che ci permette di personalizzare ogni aspetto dell'auto dialogando con l'intelligenza artificiale, rispondendo a domande preimpostate. Non si tratta più di comandare a voce solo il navigatore o la telefonia, ma di gestire l'automobile a 360° usando le parole (senza rinunciare ai sistemi di controllo tradizionali come lo schermo touchscreen o il comando i-Drive sul tunnel centrale).

UNA SI PRENDE CURA DI TE, L'ALTRA... Con un semplice "Hey BMW, sono stanco" la nostra berlina inizierà a cambiare l'intensità delle luci ambiente in abitacolo nel colore verde, aumentando il volume della radio con canzoni synth pop anni 80 e spararci in faccia aria fredda a intermittenza. Non è uno scherzo di cattivo gusto ma un esempio, testato, di quanto sia evoluta l'iterazione uomo-macchina. Purtroppo tutto questo è ancora un pianeta sconosciuto per l'Alfa Romeo Giulia, il cui Alfa Connect 3D Nav si limita a includere la radio digitale DAB, la connettività con iOS e Android e le mappe (TomTom) in 3D aggiornabili tramite USB. Siete impressionati?

UNA GUIDA DA SOLA, L'ALTRA... Non parliamo poi degli avanzatissimi sistemi di assistenza alla guida, che permettono alla Serie 3 2019 di guidare praticamente da sola sotto i 60 km/h, dove consentito dalla legge: soluzione ottima per evitare stress in situazioni di traffico. E se la guida semi-autonoma non vi avesse ancora convinto della supremazia tecnologica tedesca, il colpo d'ala è una vera e propria diavoleria: l'assistente di guida in retromarcia. La Serie 3 2019 memorizza fino a 50 metri di manovre, che potrà ripercorrere a marcia indietro in maniera quasi automatica, a una velocità massima di 7 km/h. Il guidatore deve solo agire su freno e acceleratore, mentre lo sterzo viene gestito  dall'auto. I sistemi di assistenza alla guida di Giulia sono più classici e meno pirotecnici: frenata automatica di emergenza, Adaptive Cruise Control Plus con Full Stop, Lane Departure Warning (mantenimento in corsia attivo), Blind-spot Monitoring (avviso angolo cieco) ed il Rear Cross Path Detection (avvisa se sopraggiunge un veicolo durante la fase di sorpasso).

QUESTIONE DI HANDLING Il vero punto di forza dell'Alfa Romeo Giulia è però la dinamica di guida: un ambito in cui, da subito, ha sbaragliato la concorrenza, imponendosi grazie al suo sterzo leggero, diretto, preciso e genuino. La nuova Serie 3 si avvicina alla Giulia soprattutto in questo: lo sterzo è molto meno pesante rispetto al passato e decisamente più reattivo e diretto. Tuttavia la tedesca non raggiunge l'italiana nell'agilità e nel senso di connessione con la guida. In questo contano masse e dimensioni, con la Giulia che si ferma a 4,63 metri di lunghezza mentre la nuova Serie 3 supera i 4,70 metri e soprattutto fa segnare sulla bilancia un peso più elevato di quasi un quintale e mezzo.

LE PRESTAZIONI Entrambe le rivali possono contare, a seconda dei modelli, sia sulla trazione posteriore sia su quella integrale. E limitandoci alla motorizzazione che in Italia sarà più popolare, il confronto tra il Multijet II a gasolio da 2,2 litri della Giulia e il 2,0 litri diesel della BMW 320d è aperto. Nella versione da 190 CV e 450 Nm di coppia, il motore dell'italiana permette 230 km/h di velocità massima e uno 0-100 km/h in 7,2 secondi, che diventano 7,1" se l'auto è equipaggiata del cambio automatico ZF a 8 rapporti in luogo del manuale a 6 marce. Simili i numeri della tedesca, che con 190 CV e 400 Nm raggiunge i 240 km/h e scatta da 0 a 100 km/h in 7,1 secondi con la trasmissione manuale e 6,8" con l'automatico.

PREZZO Mettiamo mano ora al portafoglio. La nuova BMW Serie 3 parte da 40.550 euro per la 320d con 190 CV, trazione posteriore e cambio manuale a 6 marce. Per avere la trazione integrale xDrive bisognerà aggiungere circa 5.000 euro e 2.200 in più per il cambio automatico ZF: totale, circa 47.750. Più cara l'Alfa Romeo Giulia, che parte sì da 39.350 euro, ma a quel prezzo offre meno cavalli. Si tratta infatti della versione 2.2 Turbo Diesel da 160 CV a trazione posteriore, con cambio manuale a 6 marce. Per la diesel manuale da 190 CV il prezzo parte da 44.450 euro, che diventano 49.950 euro se si vogliono cambio automatico ZF e trazione integrale Q4.

RILEVANZA STORICA Cifre a parte, dagli USA arriva una considerazione che fa riflettere. "Better. But not a game changer", titolava giusto ieri la testata Road & Track a proposito della nuova BMW Serie 3. Che cosa significa? Che quella appena lanciata è certamente la migliore BMW Serie 3 della storia e, aggiungo, secondo me, rappresenta davvero il pacchetto più completo: tanto da potersi definire l'auto totale. Ma lo fa migliorando, raffinando e arricchendo caratteristiche che già le appartenevano. Quando l'Alfa Romeo Giulia è arrivata sul mercato lo ha fatto a modo suo, senza nemmeno provare a contrastare la supremazia delle rivali nell'elettronica di bordo e delle finiture. Invece ha affermato con forza il primato in termini di piacere di guida e di quelle tecnologie sottopelle che ancora oggi fanno la differenza in termini di dinamica, come l'albero motore in carbonio, la frenata brake by wire e una piattaforma che - per tutte le versioni - è quella dimensionata per i 510 CV della Quadrifoglio. Un approccio nuovo che - a lei sì - permettono di essere (stata) una vera game changer. E scusate se è poco.

 


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