Autore:
Massimo Grassi

CHI BEN COMINCIA… Quando sono andato a ritirare la Mercedes C63 AMG S (e sottolieno, S), pioveva. Pioverà anche in pista, ma non voglio andare troppo avanti col racconto (voi invece potete saltare direttamente al video, cliccando in fondo alla pagina). Dicevo: quel giorno pioveva. Auto appena ritirata e servizio in pista ancora da fare. Un brivido mi corre subito lungo la schiena, merito della voce del V8 lì davanti a me. Wow! Mi riprendo e me ne torno tranquillo in redazione e, arrivato a una curva bella larga, ho provato: ho aperto il gas con leggerissimo anticipo. La coda ha provato a scappare via, tenuta a bada dall’elettronica. Da quel momento una scimmia formato King Kong mi si è appollaiata sulle spalle e non mi ha più mollato fino al giorno della prova. Urlava “Pista! Sgumme!” Un delirio. Un paio di giorni a dovermi sorbire sto primate esagitato. Ma aveva ragione. Oh si se aveva ragione.

PIOVE, SENTI COME PIOVE Sveglia all’alba: piove. La scimmia, già sveglia da ore, è ancora lì a urlare “Pista! Sgumme!” con ancora più enfasi. Mi butto in autostrada e vado a velocità codice. Gli altri automobilisti intorno a me probabilmente penseranno “Guarda quel giovane sull’auto del papi, in giro a fare il ganassa con una dieselona”. Già, un peccato: la C63 AMG non appare, non ha quegli effetti speciali da sportivona. Giusto la scritta V8 biturbo sulla fiancata e le magiche letterine AMG sulla coda. Troppo piccole per farsi vedere dagli altri. Poco male. Intanto la scimmia è ormai ingestibile. Arrivo al circuito: passasse Noè con la sua brava arca non mi stupirei. Parcheggio la mia Mercedes C 63 AMG nel box e la scimmia inizia a rimbalzare da una parte all’altra. Piove, e non poco. Ma poi, chissenefrega! Salgo in auto, la scimmia mi si riposiziona sulle spalle. “Pista! Sgumme!” È finalmente giunto il momento di vedere di che pasta sono fatti i 510 cv della belvona tedesca. E non solo: si perché il V8 biturbo di 4 litri è capace di (udite udite) 700 (settecento) Nm di coppia. Il tutto a partire da appena 1.750 giri. Praticamente fai manovra e i tombini schizzano via da tutte le parti e l'asfalto si arriccia.

DI TRAVERSO IN TRAVERSO Parto e premo la levetta alla destra del volante. Le marce del cambio automatico 7 rapporti si snocciolano via veloci, con un piglio brusco che fa quasi venire la bava alla bocca alla mia scimmia. Tra prima/seconda e seconda/terza sento il posteriore che balla sotto la spinta disumana della coppia. La Mercedes C63 AMG fa finta di scomporsi, giusto per portare la scimmia vicino all’infarto, e poi si rimette dritta. Prima curva a destra: sbam! Lo sterzo preciso e comunicativo mi butta dentro e il posteriore quasi mi fa "ciao" per andarsene a funghi. L’elettronica, come il metano, mi dà una mano. Schiaccio ancora a fondo sull’acceleratore. Altra curva: stessa storia di prima. La scimmia è quasi svenuta e io ho un sorriso a 32 denti (per l’occasione mi sono ricresciuti i denti del giudizio) stampato in faccia.

ANCHE L’ORECCHIO VUOLE LA SUA PARTE La scimmia sballottola di qua e di là per l’abitacolo, ormai svenuta per l’emozione. Ritorno al box perché ora piove davvero troppo. Spengo, ma non prima di aver dato un ennesimo colpo di gas, giù fino in fondo. Il sound di un V8 è sempre bello e in AMG hanno lavorato più che bene: non è più il classico aspirato di una volta, ma non per questo la sua voce si è fatta meno goduriosa. Se mai mi capiterà di passare da Affalterbach andrò a stringere qualche mano per complimentarmi.

ALTRO GIRO, ALTRO REGALO Mi ributto in pista: la pioggia quasi non scende più e l’asfalto è bagnato il giusto. Decido che è giunto il momento di fare sul serio e premo il tasto sul tunnel centrale (che si fa notare poco) e scelgo la modalità “Race” (in totale sono 5: Individual, Comfort, Sport, Sport+ e, come detto, Race). Questo vuol dire che l’elettronica si prende una lunga pausa (ma rimane comunque vigile) e lascia che il rapporto tra e la Mercedes C63 AMG S sia ancora più diretto. I passaggi di marcia sono ancora più violenti e il cambio MCT 7 rapporti strappa via una marcia dopo l’altra, con cambiate secche, con quei contraccolpi che risvegliano la mia scimmia e mi fanno sangue. Oh quanto mi fanno sangue. Il posteriore balla e quando rimetto in sesto l’auto mi arrivano frustate: la C63 AMG fa sentire tutto il suo peso, ma riportarla all’ordine non è difficile. L’assetto irrigidito (ma mai scomodo) mi aiuta, lo sterzo diretto anche. Non bisogna comunque pretendere da lei un comportamento da sportiva affilatissima: la berlina tedesca è più simile a una Gran Turismo.

CORRERE IN SALOTTO Non sono da solo in pista: con me ci sono Marco e Lele rispettivamente a bordo di Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio e BMW M4 GTS. Due belle belve con cavalli e coppia da vendere, ma che richiedono anche qualche sacrificio. Il mostro di Monaco ha sedili monoscocca in carbonio, fighissimi ma comodi come una vergine di Norimberga. La Giulia è ben più confortevole, ma ne deve fare di strada per raggiungere la qualità della “mia” Mercedes. Si, ecco il trucco: la C63 AMG è un mostro ma non rinuncia alle classiche comodità di Stoccarda. Sedili accoglienti e avvolgenti il giusto. Se ve la sentite potete optare anche per quelli più sportivi, con poggiatesta integrato.  

DULCIS IN FUNDO Quindi la Mercedes C63 AMG com’è? Guardo l’espressione beata della scimmia che mi ha accompagnato e non posso che dirne bene. Certo, non è perfetta, ma cosa lo è a questo mondo? Il prezzo è alto (si parte da 90.000 euro e spiccioli) e attingendo a piene mani dal solito, infinito, listino degli optional si superano in scioltezza i 100.000 euro. Poi c’è l’estetica: si, ok l’understatement, ma una qualche caratterizzazione più marcata non mi sarebbe dispiaciuta. Quando però senti quel V8 cantare ti dimentichi di tutto. 


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