Autore:
Lorenzo Centenari

SOSTA AI BOX Quando si dice un "affare di Stato". Già, perché a mettere tutti d'accordo (si fa per dire), è intervenuto in prima persona il Governo. In seguito a un rapporto della KBA, dal quale erano emerse irregolarità nei device per il controllo delle emissioni, dopo inoltre due incontri tra il Ministro dei Trasporti e il Ceo Dieter Zetsche, a Mercedes è stato imposto il richiamo formale di 774.000 veicoli in tutta Europa, esemplari diesel del Suv GLC e della berlina media Mercedes Classe C. Rientro immediato alla base e aggiornamento del software. Daimler continua a respingere le imputazioni, tuttavia l'accordo consente al Gruppo di evitare pesanti sanzioni.

TRUFFE MILIONARIE Stavolta l'accusa non giungeva da un Paese in concorrenza. Stavolta, gli investigatori parlano la stessa lingua dell'imputato. E dopotutto - visto il giro di vite dei politici locali - non sorprende come a puntare il dito contro Mercedes sia stata la stessa KBA, cioè l'Autorità tedesca dei trasporti. Secondo la quale Daimler avrebbe equipaggiato i propri nuovi diesel Euro 6 di dispositivi per l'abbattimento delle emissioni non conformi al regolamento. Sarebbero 5 i "defeat device" illeciti, adottati a quanto pare su circa quasi 750.000 veicoli. A riportare per primo la notizia, il settimanale Bild am Sonntag.

DIESELGATE 2.0 In sostanza, similarmente a come avrebbe agito Volkswagen (che polverone ha sollevato, il dieselgate), i software incriminati servirebbero a falsificare le emissioni nocive contenute nei fumi di scarico, gas che in realtà trasporterebbero valori di ossidi di azoto notevolmente più elevati rispetto al consentito. Non è chiaro se la frode si limiti a una categoria di modelli in particolare. Né Daimler aveva inizialmente commentato l'accaduto, limitandosi a ribadire come le autorità godessero della piena collaborazione per fare luce sulla...fumosa vicenda. 


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