Prova su Strada
Honda HR-V 2015

Honda HR-V 2015

Suvettina compatta ma con grandi spazi e flessibilità magica all’interno, la Honda HR-V 2015 porta in dote la tradizionale qualità Honda, un comportamento facile e anche sportivo al giusto prezzo

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Autore:
M.A. Corniche

COM’E’ Dopo anni di assenza dai listini torna la Joy Machine. La prima serie nata nel 1999 è stata amatissima dagli italiani, forse la prima SUV disponibile anche con la sola trazione anteriore, nata tre porte e poi convertitasi alle cinque porte. Arriva a ottobre la Honda HR-V 2015, suvettina compatta un po’ coupé e un po’ SUV nello stile, con interni spaziosi e flessibili da monovolume.

SCARPE GROSSE TETTO FINO La Honda HR-V 2015 non prende, giustamente, nemmeno in considerazione la soluzione delle tre porte ma rende omaggio alla prima serie nascondendo la maniglia delle porte posteriori nel montante per sottolineare l’aspetto sportivo, da coupé, che ha la sua carrozzeria nella parte superiore. Sportivo è anche il frontale, con la caratteristica ala nera Honda particolarmente larga e ben disegnata. Nella parte bassa, invece, la nuova Honda HR-V è ben piantata, ha una base robusta da SUV. Dal vivo ha belle proporzioni, compatte e toste, che non si percepiscono in foto, e anche bei tagli ma trovo inutili e ormai un po’ scontate la piega che segna la fiancata e quella alla base della coda.

PONTE SOSPESO Anche l’interno della nuova Honda HR-V ha un taglio sportivo, soprattutto per il tunnel centrale sospeso e alto come un ponte che fa da base a una leva del cambio cortissima, da GT più che da SUV, da S2000 più che da HR-V. Sotto al tunnel centrale si trova una vaschetta gommata e due prese USB, una HDMI e una a 12 Volt. Sopra c’è un grande vano, parzialmente copribile facendo scorrere il bracciolo centrale: è flessibile, con il fondo diviso in due parti che si aprono e chiudono singolarmente per ottenere due livelli di profondità, con due braccetti che escono dai lati per trattenere lattine e bottiglie. Finalmente anche un phablet trova posto a portata di mano.

TUTTO TOUCH Tre grandi strumenti tondi sono ben visibili davanti al pilota, con la cornice del tachimetro che si illumina in verde quando si guida con un piede ecologico. Una consolle tutta touch, con uno schermo da 7 pollici capacitivo (da 5 pollici per la versione base) fa bella mostra di sé nella parte alta e assolve a tutte le funzioni di infotainment mentre una plancetta di comando per la climatizzazione, anch’essa touch, è un tocco moderno ed elegante nella parte bassa della plancia. Il passeggero si trova davanti tre bocchette che tagliano orizzontalmente la plancia, la centrale con un flusso di aria climatizzata più delicato verso il centro, medio davanti al passeggero e sostenuto verso il finestrino L’aria non manca per il passeggero e si possono chiudere singolarmente orientando completamente il flusso verso sinistra.

MAGIC SEATS Pezzo forte della Honda HR-V 2015 è l’abitabilità flessibile dell’abitacolo. Il serbatoio fa da base ai sedili anteriori, posizione supersicura che lascia spazio dove serve, ovvero sotto ai sedili posteriori e al vano di carico. A rendere il gioco più interessante pensano i Magic Seats, i sedili posteriori magici che si prestano a giochi di apparizione e scomparizione. Spariscono nella configurazione Utility Mode sotto il piano di carico quando ripiegati, lasciando un vano perfettamente piatto che dai 453 litri in configurazione cinque posti passa a 1.026, profondo rispettivamente 845 e 1845 centimetri. Nel Tall Mode le sedute dei sedili posteriori si alzano baciando gli schienali per fare spazio a oggetti alti fino a 124 centimetri, sfruttando l’assenza del serbatoio. E poi c’è il Long Mode, grazie alla complicità del sedile anteriore destro che si ripiega lasciando 244,5 centimetri liberi dal portellone alla plancia.

FUTURO ANTERIORE Se la opzione a due ruote motrici della prima HR-V era stata apprezzata soltanto dal 20% dei clienti, la nuova Honda HR-V si offre, invece, con la sola trazione anteriore anche se su altri mercati, come gli Stati Uniti, è disponibile anche in versione AWD (quindi pronta ad arrivare eventualmente anche in Italia). Sul fronte motori le opzioni sono due, una a gasolio e una a benzina. A gasolio il 1.6 i-DTEC in alluminio da 120cv con 300Nm a 2.000 giri, 0-100 in 10 secondi, 4 litri/100km e 104 g/km. Nuovo è il 1.5 i-VTEC a benzina da 130cv, 155Nm a 4.600 giri, per 10.2 secondi nello 0-100km/h, 5.2 l/100km e 120g/km.

MARCIA FORZATA Per entrambi, di serie c’è il cambio manuale a sei marce. Non sembra al momento avere futuro l’automatico a nove marce disponibile per la CR-V a gasolio ma è disponibile una opzione automatica per il 1.5 a benzina con il nuovo cambio CVT. È un cambio CVT di ultima generazione con logiche europee, le definiscono i tecnici giapponesi, ispirate ai cambi automatici con accorgimenti come il Natural Multi Gear che, grazie a sette finte marce, vuole evitare l’effetto scooterone dei cambi CVT. Ha anche logiche europee, come le definiscono i tecnici giapponesi, come l’Early Downshift During Braking (EDDB) che scala aumentando il freno motore in frenata, o come la funzione Fast Off, che tiene il motore su di giri quando si preme a fondo e si rilascia rapidamente. La funzione Auto Hold inserisce il freno a a mano quando ci si ferma per evitare di dover tenere il pedale sul freno al semaforo, per disinserirlo quando si preme sull’acceleratore.

A PACCHETTO Due motori e tre allestimenti più una serie di pacchetti sono disponibili per personalizzare a piacere la nuova Honda HR-V, rendendola più cromata, più sportiva o più fuoristrada. I prezzi partono da poco più di ventimila euro per la HR-V 1.5 iVTEC e da poco più di 22.000 euro per la HR-V iDTEC. Dalla Honda HR-V Comfort si passa all’allestimento Elegance, che aggiunge tra l’altro sensori pioggia e luci oltre al sistema Connect con schermo da 7 pollici, fino alla Executive con navigatore e tetto panoramico apribile. 

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COME VA Aspettate a dare un giudizio estetico sulla Honda HR-V 2015 basandovi soltanto sulle foto. Dal vivo ha una presenza differente, più compatta, robusta e sportiva. Le pieghe sulle fiancate sono ormai di troppo come quella in coda ma, si sa, spesso i pragmatici giapponesi arrivano in ritardo. L’ala anteriore tipica delle ultime Honda, invece, qui si mostra in una delle sue migliori interpretazioni.

PROVA QUINTALE L’interno offre davvero tanto spazio per una suvettina che occupa 430 centimetri scarsi di suolo pubblico. Tanto spazio ai posti anteriori, con poltrone grandi e comode, e tanto spazio ai posti posteriori, dove ho fatto accomodare il mio amico Aldo, 184 centimetri in altezza per oltre un quintale di peso, e ha trovato tanto spazio per gambe e testa. La sensazione di qualità è la solita, piacevole, tradizionale sensazione di qualità Honda, anche su una suvettina dal prezzo contenuto come la nuova Honda HR-V. Lo stile dell’abitacolo è piacevole, moderno e curato e così sono anche i materiali, con plastiche di bell’aspetto e di buon tatto.

SPORTIVA (QUASI) Le poltrone anteriori sono grandi e comode ma non hanno perso il vizio tutto giapponese di offrire la regolazione dello schienale grazie a una leva che comanda scatti troppo distanti tra loro. Quindi è facile trovarsi a viaggiare con lo schienale o troppo diritto o troppo sdraiato. Una rotella per la regolazione più fine sarebbe stata la soluzione migliore. La sensazione una volta seduti al volante è quasi sportiva, poco in piedi anche grazie al tunnel centrale alto e alla leva del cambio corta corta. Rimane un poco da SUV l’inclinazione del volante un poco troppo orizzontale. Con una posizione di guida alta circa dieci centimetri rispetto a quella di una wagon e una corretta inclinazione/posizione dei montanti anteriori la visibilità anteriore è sempre libera in ogni condizione e tipo di curva.

A GASOLIO Inizio la prova con il motore a gasolio 1.6 iDTEC con 120 cavalli e una consistente riserva di coppia. In autostrada a velocità codice mi trovo a pensare che sia spento e che il vento mi stia spingendo. Tutto rotola, organi vitali del motore e ruote, rotondo rotondo senza trasmettere né rumore né vibrazioni. Si percepisce soltanto un fruscio aerodinamico dagli specchi ma che non disturba. Cambia voce il quattro cilindri a gasolio quando lo si impegna premendo con decisione sull’acceleratore. Diventa più ruvido al salire dei giri con l’aumento di volume non proporzionale all’aumento delle prestazioni. Non sviene avvicinandosi alla zona rossa ma, come accade su quasi tutti i diesel, è meglio passare a una marcia più lunga per tenersi vicini al regime di coppia massima (2.000 giri) e ottenere prestazioni migliori. E migliore comfort. E migliori consumi. Da auto sportiva il cambio a sei marce con la leva corta, per cambiate veloci, senza errori, che merita un gran voto.

A BENZINA Provo il primo giorno il motore a gasolio e alla sera, vedo tanti colleghi che hanno provato il 1.5 iVTEC che mi guardano sconsolati. “Che polmone” è forse il giudizio più lusinghiero. Al mattino seguente è il mio turno a benzina. Salgo su una nuova Honda HR-V 1.5 iVTEC con cambio manuale. Salgo anche un poco prevenuto. Ma, dopo i primi metri, guardo la scala del contagiri per avere conferma di essere salito sulla HR-V a benzina. Il 1.5 iVTEC non è particolarmente silenzioso ma ha uno spunto ai bassi regimi da turbodiesel. La zona rossa è appena sotto i 7.000. Eh sì, è proprio il benzina. Ha quella ruvidità da carburazione magra, votata al risparmio e dà l’impressione di non essere isolato particolarmente bene, ma spinge con una verve quasi sportiva. Dopo i 4.000 giri, poi, entra in coppia e spinge fino a sfiorare i 7.000 giri senza stancarsi e con un rombo che diventa piacevolmente rabbioso. Per fortuna doveva essere un polmone…

CVT Mi sorge il dubbio che sia il cambio CVT a renderlo meno reattivo. È proprio così. Pur con logiche da CVT moderno, come i finti passaggi di marcia, la reazione a leggere pressioni sul pedale dell’acceleratore è decisamente meno sportiva mentre se si preme con decisione si ottengono prestazioni più brillanti ma con una tendenza al classico frullare a regimi alti dei CVT. È adatto a chi non vuole stressarsi con il cambio manuale (anche se questo cambietto a leva corta dà grandi soddisfazioni) ed portato a una guida molto tranquilla e regolare. Con il CVT, poi, il 1.5 iVTEC ottiene i consumi migliori (se guidate senza cercare le prestazioni). Ho cercato di stimolare le funzionalità extra di questo CVT, EDDS e Fast Off, ma non ho trovato grandi differenze di comportamento rispetto ad altri CVT.

COMODA E STABILE A tutti, sportivi e non, la nuova Honda HR-V garantisce un ottimo comportamento in curva. Grande sicurezza per i primi e un bel mix tra divertimento e precisione di guida per i secondi. L’assetto, confortevole anche sulle peggiori strade del Portogallo, è anche decisamente stabile in curva, senza sdraiarsi verso l’esterno anche quando si spinge a fondo. Il servosterzo elettrico, poi, trasmette sempre una piacevole sensazione di consapevolezza e di precisione sul comportamento delle ruote anteriori. Meglio con i cerchi da 17 pollici, ma anche con i cerchi da 16 pollici la Honda HR-V 2015 si comporta decisamente bene.

UN BEL PACKAGE, come dicono gli anglosassoni, per un prezzo contenuto. Tanta sostanza Honda, motori moderni e attenti ai consumi, grande spazio e flessibilità interna a fronte di ingombri contenuti. 


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Modello / Versione MY Potenza Prezzo
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