Autore:
Federico Maffioli

ARRIVEDERCI RAGAZZO Dopo la prematura scomparsa di Nicky Hayden, la Superbike è tornata in pista a Donington, senza la Honda numero 69 schierata in griglia, ma con senso di vuoto, tristezza  e smarrimento, visibilmente tangibili nel paddock. Guardare il box Honda vuoto a metà, è stato un po’ come prendere un pugno violento nello stomaco, qualcosa che ci ha definitivamente fatto prendere coscienza di una scomparsa che non avevamo ancora voluto accettare. Quasi a svegliarsi, solo oggi, da un incubo e capire che Nicky non ci sarà più. All’inizio è stato così. Ma, poi abbiamo capito che, invece, non è vero che lui se ne è andato, perché Nicky era li, invisibile agli occhi, ma allo stesso tempo dentro agli occhi di tutti, nei ricordi, nei gesti, nei sentimenti di un mondo, quello delle corse di moto, che non smetterà mai di essere il suo. Proprio per questo che non gli diremo mai addio, ma arrivederci, perché è impossibile pensare che se ne sia andato davvero. Una parte di lui è rimasta, e sempre rimarrà, qui con noi. Quella più bella, frutto di quello che era, una gran bella persona, prima ancora di quello che rappresentava, un Campione del Mondo della MotoGP. E’ stato proprio questo, al di la dell’enorme talento, il suo più  straordinario valore aggiunto e conoscerlo, per tutti noi, è stato un grandissimo onore.

INARRESTABILE A Donington Jonathan Rea colleziona il suo primo zero dell’Anno a causa di un problema alla gomma posteriore che sabato lo catapulta, letteralmente, per aria mentre era in lotta per la prima posizione, ma in gara due vince partendo dalla decima casella e dimostrando, oltre al talento, anche una forza psicologica granitica. Insomma, al netto delle cadute, la prima il Venerdì e la terza nel warmup di Domenica mattina, Rea in Inghilterra sale per l’ottava volta sul gradino più alto del podio in dodici gare, rendendo sempre più “monocromatica” la stagione 2017. In Inghilterra il Campione del Mondo in carica si è dimostrato ancora più inarrestabile, dopo un fine settimana in cui, fino a quando è stato in sella, ha messo le ruote davanti al compagno di squadra, interrompendo un binomio Sykes-Donington che durava da ben nove gare consecutive! L’edizione 2017 di Rea è la migliore di sempre, voto 10 e lode!

NOVE DI FILA Con il successo in gara uno, Tom Sykes qui a Donington colleziona nove vittorie di fila, conquistando anche una pole position che gli vale l’ennesimo record di questa pista. In Inghilterra, come da tradizione, va in scena il miglior Sykes della stagione, quest’Anno primo al traguardo Sabato e secondo Domenica dopo due gare in rimonta. A Donington la Kawasaki numero 66 ha una marcia in più e se non fosse stato per le due partenze non proprio brillanti, l’idea è che Sykes avrebbe potuto fare la sua quinta doppietta, visto che è stato capace di martellare costantemente sotto al 1.28! Anche se non è riuscito a far cifra tonda siglando la quinta doppietta consecutiva, speriamo di vederlo così anche a Misano! Per adesso voto 9

ALTA SCUOLA Chaz Davies in gara uno taglia ottavo il traguardo dopo essere caduto mentre era in prima posizione, ma con il ritiro di Rea, perde un’altra occasione di portare a casa punti importanti. Domenica per poco Haslam lo stende, ma la Ducati numero 7 rimane in pista e dalla sedicesima posizione chiude terza al traguardo. Al netto dei risultati, l’inglese in sella alla Panigale R è autore di due gare fantastiche, entrambe in rimonta e corse da vero fuoriclasse. In più, in gara due “vendica” il compagno di squadra Melandri, negando alla Yamaha la terza posizione finale. Gare così è difficile farle giocando alla Playstation, figurati in sella a moto da oltre 230 cavalli! Un punto in meno per l’errore di Sabato, ma in generale per lui voto 9!

FINALMENTE Alex Lowes a Donington riporta la Yamaha sul podio dopo un’assenza che durava dal Qatar 2016, centrando anche il suo primo piazzamento con la moto di Iwata. Il tracciato inglese è molto tecnico, corto e poco generoso in termini di rettilinei, per vincere qui il pacchetto tecnico, sulla carta conta un po’ meno, ma ci vuole manetta e pelo sullo stomaco. L’inglese in sella alla Yamaha numero 22 è autore di due ottime gare, prima Sabato nega il podio a Melandri passandolo alla penultima curva, poi Domenica parte male, rimonta posizioni e chiude quinto al traguardo. Il Team gli aveva dato l’out-out, ma Lowes gli ha risposto alla grande. E’ stato il suo miglior fine settimana da quando corre sulla Yamaha ufficiale, voto 8

OTTIMO LAVORO Per Michael van der Mark vale lo stesso discorso fatto per Lowes, con la differenza che mentre Alex sabato è riuscito a conquistare il podio ai danni di Melandri, lui Domenica lo ha perso per poco meno di sette decimi da Davies. L’olandese lascia Donington con un quinto e un quarto posto finali, chiudendo un bilancio più che soddisfacente, soprattutto considerando che, visti i valori in gioco, le prime posizioni sono quasi sempre “già prenotate” dalle moto ufficiali di Ducati e Kawasaki. Per il momento la strada è quella giusta, ma aspettiamo Misano per capire se il Team Yamaha abbia davvero fatto un bel passo in avanti. Per il momento per lui voto 7,5

IN CONTI NON TORNANO Sulla carta la Ducati di Marco Melandri è la stessa con cui corre Davies, ma guardando i risultati e i problemi tecnici del numero 33 sembra quasi impossibile crederci. Il ravennate ci mette tanto del suo, ma non è ancora riuscito ad andare oltre al terzo gradino del podio. Anche qui a Donington Melandri è costretto a lottare con problemi che non gli permettono di avere un ottimo felling al posteriore, lasciando l’Inghilterra con la quarta posizione del Sabato e un ritiro in gara due dopo aver perso la catena mentre era in quarta posizione. Ok Domenica l’italiano è partito male dalla pole, ma è giusto ricordare che qui in Inghilterra è stato proprio Melandri nel 2012 ad essere l’ultimo pilota non inglese a salire sul primo gradino del podio. Qualcosa non va, quello è chiaro, in attesa dei test di Misano per trovare il bandolo della matassa, per lui voto 6,5

CANDIDATO Leon Camier taglia entrambe le gare in sesta posizione, dimostrandosi ancora una volta uno dei piloti più interessanti di questa stagione, al netto di una moto che è ben lontana dalle potenzialità della concorrenza. La prematura scomparsa di Hayden ha lasciato un vuoto incolmabile, ma anche una Honda senza pilota e lui è sicuramente uno dei candidati più meritevoli. Grandissimo talento, voto 7

CONDIZIONALE Ma dove è finita l’Aprilia che dominava qui a Donington? Più che la Yamaha, su questo tracciato ci saremmo aspettati un buon piazzamento delle Aprilia, invece è stato un disastro. In gara uno Lorenzo Savadori ed Eugene Laverty chiudono rispettivamente in dodicesima e tredicesima posizione, mentre domenica il Team Milwaukee colleziona un doppio ritiro e un nulla di fatto. Qui a Donington ha fatto molto meglio Leandro Mercado, con il team Ioda e senza il supporto della casa Madre. Avrebbe dovuto essere la gara del riscatto, ma il condizionale non è stato declinato al presente. Per tutto il team voto 4

COLPO DI GENIO Leon Haslam in sella alla Kawasaki gestita dal Team Puccetti Racing è stata la più bella sorpresa dell’intero fine settimana inglese. E’ vero che Leon abita a due chilometri da qui e conosce questo tracciato come le sue tasche, ma è altrettanto vero che l’intuizione di farlo correre è stata geniale, con il risultato di un fantastico secondo posto finale in gara uno e, purtroppo, di una caduta in gara due. Per il Team, alla sua dodicesima presenza in Superbike, voto 10, a lui voto 8,5

TUTTI GLI ALTRI Leandro Mercado, al netto di una moto inferiore, mette costantemente le ruote davanti alle due Aprilia ufficiali, settimo in gara uno e ritirato in gara due, voto 7; Jordi Torres, aspettando che Bmw prima o poi si decida a dargli l’aiuto che merita, voto 6,5; Raffaele De Rosa, per la moto vale lo stesso discorso del compagno di squadra Torres, ma Domenica l’italiano centra una top ten che dimostra ottimi numeri, voto 6,5; Xavi Fores conquista il settimo posto gara due e il decimo piazzamento gara uno, ok lo spagnolo non ama particolarmente questo tracciato, ma ce lo aspettavamo un po’ più aggressivo, voto 5. 


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