CAMPIONISSIMI Jonathan Rea, sei volte campione del mondo Superbike, ha corso solo due gare in carriera in MotoGP, nel 2012. Quell'anno si giocarono il titolo tre piloti del calibro di Jorge Lorenzo, Casey Stoner e Daniel Pedrosa, mentre Valentino Rossi faticava in sella a una Ducati lontana parente di quella che negli ultimi anni è diventata la miglior moto del campionato. Marc Marquez vinceva quell'anno il titolo della Moto2, e si apprestava a salire tra i grandi, per diventare presto uno dei più grandi. Tra quasi tutti i piloti menzionati non è mai corso buon sangue, e si era a cavallo di stagioni che hanno scritto la storia delle due ruote. Oggi non è più così, nonostante i piloti attualmente impegnati nella MotoGP, i vari Fabio Quartararo, Francesco Bagnaia, Aleix Espargaro, ecc... riscrivano a ogni weekend record e barriere velocistiche, facendoci vedere pieghe e manovre degne dei migliori campioni della storia.

RIVALITÀ A spiegare per quale motivo l'interesse nella MotoGP stia calando (almeno in Italia, dove le tribune del Mugello sono rimaste drammaticamente spopolate) è proprio Rea, che dal (ingiustamente) bistrattato, ma spettacolare, mondo della Superbike, ha spiegato ai colleghi di Motorsport Total: ''L'epoca d'oro è finita? Sì, anche se non sarei così drammatico, ma Valentino Rossi era un'attrazione enorme, anche senza di lui il giallo è il colore prevalente sugli spalti. Lui è Mister MotoGP, ma io sono un fan di quella vecchia epoca in cui correvano Nicky Hayden, Casey Stoner, Dani Pedrosa, Jorge Lorenzo, Valentino Rossi e Marc Marquez. Non possiamo certo dire che la nuova generazione sia più lenta o abbia prestazioni peggiori, questi ragazzi sono davero veloci, forse anche più veloci. i vari Qurtararo, Rins, Mir, Bagnaia, tutti loro lasceranno la loro eredità. Il problema è che con Rossi, ma anche con Marquez, Schwantz, Lorenzo, Stoner, c'erano problemi di rivalità. Oggi tutti vanno molto d'accordo, questo fa sia che la componente drammatica diminuisca. Non credo che l'addio della Suzuki avrà un impatto sulle corse, il fattore più influente è stato l'addio di Rossi''.
Nasce a Roma nell’82, cresce a Viterbo, poi torna nella città natale per laurearsi in Architettura e decidere che, fino a quel momento, è stato tutto un gioco. Le vere passioni sono i motori e il giornalismo sportivo, coltivate anche negli anni accademici attraverso collaborazioni. Nel 2013 entra a FormulaPassion.it, e in sei stagioni trascorse a seguire Formula 1 e MotoGP (anche sul campo) matura una esperienza straordinaria, un bagaglio che lo porterà a rivestire il ruolo di coordinatore della redazione. Dall’estate 2018 trova posto nella famiglia MotorBox, per continuare a seguire con passione e competenza le discipline regine del motorsport.



