DILEMMA Intervistato dal sito ufficiale della MotoGP alla vigilia del Gran Premio della Comunità Valenciana, Valentino Rossi ha tracciato un bilancio della stagione, soffermandosi sullo straordinario talento di colui che ha individuato come suo erede, Fabio Quartararo. Il campione di Tavullia ha un contratto che scade a fine 2020 con la Yamaha e deciderà nei prossimi mesi se prolungare la sua avventura in MotoGP anche oltre i 42 anni oppure se decidere di appendere definitivamente il casco al chiodo.

FASE DIFFICILE Anche il confronto diretto con Quartararo lo vede in questo momento in ritardo di 6 punti in classifica dal sesto posto del talentino del team Petronas che, però, lo ha surclassato per numero di podi, 6 contro gli appena 2 di Rossi in tutta la stagione. "È stata una stagione difficile" - non lo nasconde il veterano della MotoGP - "Di sicuro ci aspettavamo di più. Non sono stato abbastanza forte né abbastanza veloce, non mi sento a mio agio in sella, è una fase difficile, d'altra parte i nostri risultati parlano da soli."

CHE TALENTO! Parlando del giovane rookie, Rossi ha speso parole dolcissime per la sua "bega", come lo aveva definito scherzosamente nel weekend di Misano Adriatico, dove peraltro Quartararo aveva sfiorato il successo, beffato solo all'ultimo giro da Marquez. "È un talento fuori dalla norma. Penso che qualcuno si aspettasse che potesse essere competitivo sin da subito, ma non così tanto. Ha iniziato da zero e questo dimostra che l'esperienza spesso è un vantaggio ma non sempre. Si è immediatamente comportato bene in moto ed è stato capace di essere da subito preciso in frenata, penso che abbia a che fare con il suo talento straordinario. Per la Yamaha è importante che continui a correre sulla M1 anche in futuro."

CONTINUARE? Già, il futuro. Valentino ha davanti un dilemma: continuare anche oltre il 2020 oppure fermarsi qui, e poi con questo ingombrante talento che la Yamaha non vede l'ora di far germogliare. Sul tema il marchigiano è comunque chiaro: "Se sarò più forte di quest'anno, o potrò lottare per il podio, voglio provare a continuare, tutto dipenderà da quanto sarò veloce."

DUE FATTORI E per essere più veloce, ha bisogno di due cose, e Rossi è chiaro anche su questo: "Il primo problema è l'elettronica, perché da quando siamo passati a quella integrata Magneti Marelli i nostri ingegneri avevano problemi, dovevano imparare in pratica una nuova lingua. Il secondo punto è il motore. Puoi aumentare i cavalli e lo sviluppo, ma ci vuole tempo e denaro. Continuiamo a scambiare idee con gli ingegneri che sembrano capire ci voglia uno sforso extra e risorse, se continuiamo come abbiamo fatto finora non riusciremo mai (a chiudere il gap con Honda e Ducati), c'è bisogno di fare  di più."


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