MotoGP 2018

MotoGP: Rossi e Vinales a tu per tu con il figlio di Colin Edwards


Avatar Redazionale , il 02/05/18

3 anni fa - Rossi e Vinales sono stati intervistati da Hayes Edwards

Valentino Rossi e Maverick Vinales sono stati intervistati da Hayes Edwards, figlio dell'ex pilota Colin Edwards

PICCOLI CRONISTI CRESCONO In vista del prossimo appuntamento del Mondiale di MotoGP 2018, vale a dire il GP di Spagna a Jerez, Valentino Rossi e Maverick Vinales sono stati intervistati dal figlio di un grande protagonista del Motomondiale. Stiamo parlando di Hayes Edwards, figlio del due volte Campione del Mondo della Superbike Colin Edwards, poi passato nella classe regina in cui ha continuato a correre fino a metà della stagione 2014. Il giovane Hayes ha fatto domande molto personali ai due piloti del team Yamaha Movistar, mantenendo comunque una professionalità che gli potrebbe aprire, in futuro, una carriera da cronista sportivo di alto livello.

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IL DOTTORE A Valentino Rossi ha chiesto innanzitutto quando è stata la prima volta che è salito in moto: “Ricordo che ero con mio padre Graziano, vivevamo in una casa vicino Tavullia e un giorno mi prese e mi mise su una moto”, ha risposto il pesarese, che poi ha anche spiegato il perchè del suo soprannome, il “Dottore” e del numero 46. “In Italia quando sei particolarmente bravo a fare qualcosa, la gente ti definisce un “Dottore” in quell’attività. Qualcosa di serio, di alto livello, è un modo di dire scherzoso. Il numero 46, invece, l'ho scelto perchè mio padre Graziano correva nella 250 e usava quel numero di gara”. L'ultima domanda, infine, ha fatto ripercorrere a Rossi i suoi trascorsi in bagarre con il padre di Hayes, il texano Colin Edwards: “È stato fantastico correre con tuo papà, le nostre carriere si sono incrociate in molti momenti, ma l’episodio che ricordo di più è a Suzuka. Da lì siamo diventati buoni amici, perchè mi ha insegnato degli ottimi trucchi su quel circuito”.

UNA VITA SENZA MOTO In seguito Hayes si è rivolto a Maverick Vinales, al quale ha domandato innanzitutto se si ricordava la sua prima esperienza con le due ruote. “Non la ricordo esattamente, ma ricordo bene alcune mie foto molto divertenti di quando ero piccolo, avevo un casco con dei cavalli disegnati”, ha risposto lo spagnolo, che poi ha anche affermato che non potrebbe immaginarsi una vita senza moto.Forse sarei stato comunque uno sportivo, mi piacciono tanti sport come correre, andare in bici, giocare a calcio, ma non riesco davvero a immaginare la mia vita senza moto”.


Pubblicato da Giulio Scrinzi, 02/05/2018
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