Autore:
Simone Valtieri
Pubblicato il 24/09/2018 ore 10:30

QUINTA FORZA In casa Yamaha è buio pesto dopo l'inconsistente prestazione nel Gran Premio di Aragona. La casa nipponica è arrivata 8° con Valentino Rossi, 10° con Vinales e 14° con Zarco: troppo poco per un team che a inizio campionato nutriva tutt'altre ambizioni. Rossi, nonostante sia saldamente al terzo posto del mondiale con 29 punti di margine sulla coppia di piloti al quarto, composta da Jorge Lorenzo e Maverick Vinales, non può consolarsi con il fatto di essere stato il migliore della sua marca, come spesso accade. Al Motorland, ieri, oltre a Honda e Ducati, hanno performato meglio anche le due Suzuki e l'Aprilia di Aleix Espargaro.

VALENTINO PREOCCUPATO "Il nostro potenziale al momento è questo" - ha spiegato semplicemente Rossi al termine della gara - "Considerando che sono anche caduti Lorenzo, Crutchlow e Bautista, probabilmente avremmo fatto fatica persino ad entrate nei primi dieci, e questo è abbastanza preoccupante. Sabato è stata la giornata più difficile del weekend, abbiamo fatto modifiche ma facevo fatica e mi sono rassegnato" - ha proseguito Valentino, che si prende però anche le sue responsabilità per la mesta qualifica terminata in 17° posizione - "È stato un errore perché se avessi continuato a fare meglio il mio lavoro magari riuscivo a partire una fila davanti e oggi ad arrivare una-due posizioni meglio." Sulla crisi della sua moto il centauro italiano ha aggiunto: "Non è difficile lavorare, ma bisogna fare le cose giuste. Siamo in difficoltà e tra noi e la Ducati c'è un secondo e mezzo al giro, una cosa enorme. Tutti gli altri hanno fatto un grande step, anche Suzuki e Aprilia. In Thailandia sarà difficile..."

DOVIZIOSO CONTENTO  Il Gran Premio d'Aragona ha comunque visto sul podio due centauri italiani: Andrea Dovizioso e Andrea Iannone. Il primo, svegliatosi tardi in questo mondiale, sembra essere l'unico - assieme al compagno Lorenzo - in grado di impensierire Marquez, non tanto per il titolo iridato quanto per le vittorie nelle ultime gare stagionali, nonostante abbia perso il primo corpo a corpo da tanto tempo a questa parte con il pilota spagnolo, sfuggitogli nelle due tornate finali. "È stata una lotta strana" - ha spiegato il Dovi - "Ammetto he Marc è stato bravo a gestire la posteriore morbida fino alla fine, ma avevamo moto con caratteristiche opposte. Io recuperavo nei cambi a sinistra grazie alla mia gomma dura, ma lui riusciva a fare cambi di manovra in meno tempo di noi, la nostra moto non è adatta a questo tipo di duelli. Avevo due-tre punti dove attaccare, ma Marc è stato bravo a fare giri veloci nel finale e distanziarmi."

IANNONE COPIA RINS Il secondo azzurro sul podio, Andrea Iannone, è più che soddisfatto di essere tornato tra i primi tre dopo la doppietta di terzi posti di inizio stagione tra Austin e Jerez, per di più davanti al compagno di team Alex Rins. "Mi sono presentato ai box e ho chiesto lo stesso assetto di Rins, mi hanno guardato come se fossi matto ma è andata bene" - ha ammesso l'abruzzese - "A me piacciono le cose difficili, abbiamo lavorato bene nel weekend e sono contento. Ho copiato tutto l'assetto del mio compagno e questo mi ha aiutato, vivo di alti e bassi ma in questo momento sono felice del nostro gruppo. Ci stiamo amalgamando e i risultati si vedono."


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