Autore:
Simone Valtieri

MARC VS DOVI Domenica scorsa è andato in scena l'inedito Gran Premio della Thailandia sulla pista di Buriram, teatro delll'ennesimo testa a testa tra Marc Marquez e Andrea Dovizioso. Ad avere la meglio questa volta - così come era successo in casa dello spagnolo, ad Aragon, la settimana precedente - il pilota della Honda (Allora però aveva allungato negli ultimi due giri). Il sito ufficiale della MotoGP ha pubblicato i video di tutti i duelli all'ultima curva avvenuti tra il 2016 e il 2018 e balza subito all'occhio come i protagonisti assoluti siano i due piloti più vincenti delle ultime due stagioni.

LO DICONO I NUMERI In effetti se diamo uno sguardo fugace alle statistiche, tra l'annata scorsa e quella in corso, Marquez e Dovizioso si sono spartiti circa il 70% delle vittorie: 13 per lo spagnolo, 9 per l'italiano, contro le 3 di Lorenzo e Vinales, le 2 di Pedrosa e la vittoria singola di Rossi e Crutchlow. In sostanza stiamo parlando di due grandissimi piloti: un fenomeno certificato, e un aspirante tale che in carriera ci ha messo tanto a trovare la quadra, ma che una volta scattato il clic giusto si è tolto lo sfizio di battere, e più volte, il blasonato rivale.

DOVI IN VANTAGGIO Se andiamo a vedere infatti i confronti all'ultimo giro pubblicati dal sito della MotoGP, rinfreschiamo la memoria sul fatto che - nel corpo a corpo - Dovizioso è in vantaggio su Marquez. Ha vinto le epiche sfide in Austria e in Giappone nel 2017, e in Qatar nel 2018, mentre quella di domenica è la prima affermazione al fotofinish dello spagnolo sull'italiano. Sempre se escludiamo, come già affermato, quanto avvenuto ad Aragon. Una rivalità così esaltante mancava nel motomondiale da qualche tempo, e lo stesso iberico ha suggerito un paragone esaltante.

COME KEVIN & WAYNE "Noi due siamo come Schwantz e Rainey" - ha dichiarato Marc Marquez - "Io vesto i panni di Kevin, perché arrivo sempre in frenata in maniera scomposta, mentre Andrea è dolce in controllo, ma in realtà vorrei essere Wayne. Non vorrei forzare le staccate così, vorrei essere più pulito e composto proprio come Wayne Rainey, ma su una pista come Buriram sono stato costretto a guidare così perché soffrivo in uscita dalle curve. Abbiamo stili e moto differenti, e questo crea la possibilità di giocare l'uno con l'altro e di inventarsi un sorpasso."

STESSO RENDIMENTO Andrea Dovizioso, lusingato, ha aggiunto: "Il nostro stile è dettato soprattutto dalla moto, per guidare la Honda devi essere agile e aggressivo, e Marc è il miglior interprete. Io posso permettermi di essere più rilassato e pulito."  La sfida proseguirà a Motegi tra due weekend, intanto cresce però il rimpianto che i due non possano giocarsi più che una singola vittoria visti i 77 punti in classifica di vantaggio per lo spagnolo. Se Andrea non avesse commesso troppi errori nella prima parte di stagione, oggi staremmo scrivendo con tutti altri toni, basta notare un dato: dal GP della Repubblica Ceca in poi, ovvero dopo la pausa estiva, entrambi hanno conquistato lo stesso numero di punti: 106.


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