Autore:
Simone Valtieri

MIGLIORE YAMAHA Settimo posto per Valentino Rossi nelle qualifiche bagnate del Gran Premio della Repubblica Ceca a Brno. Il centauro di Tavullia, sulla amata pista di Brno (è qui che vinse 23 anni or sono il suo primo GP in carriera nella classe 125), ha disputato come quasi tutti i piloti la qualifica con gomme "rain", riuscendo solo nel finale a piazzare un giro decente e issarsi come migliore Yamaha sulla griglia di partenza.

LIMITE COMPLICATO Nelle interviste di rito che hanno seguito le qualifiche del sabato, Valentino ha spiegato la sua strategia e le sue sensazioni in sella: "Oggi è stata dura con queste condizioni per noi sempre difficili. Quando l'asfalto è un ibrido asciutto e bagnato con la nostra moto si fatica sempre a capire il limite. Volevo mettere le slick prima ma era ancora troppo bagnato, poi ho visto gli altri montarle ma per noi era troppo tardi, ho cambiato solo la posteriore ed è stata la scelta giusta. Speriamo in una domenica asciutta. Marc? Sta andando veramente molto forte, ha in mano la moto ed è in gran forma, biogna però pensare a noi stessi perché abbiamo già tanti problemi da risolvere prima di pensare a Marquez."

SCARAMUCCE IBERICHE e a proposito di Marquez, è stato ovviamente uno degli argomenti del giorno la lite in pista tra lui e Rins. Il pilota della Suzuki lo aveva trovato in traiettoria e si era buttato al suo interno sorpassandolo, Marc l'ha letto come uno sgarbo ed è tornato davanti allo spagnolo poche curve dopo. I due sono rientrati ai box contemporaneamente e hanno continuato a spintonarsi anche in pitlane, guardandosi in cagnesco e spostandosi anche con le mani. "Mi ha detto Uccio che hanno un po' bisticciato" - ha spiegato Rossi - "Purtroppo non ho visto cos'è successo, voglio rivederlo."

VALE E MARC DIVERSI Rins ha commentato l'accaduto dicendo che Marc è uno di quei piloti che entra nella testa dei rivali, un po' come il Rossi dei vecchi tempi, ma Valentino ci ha tenuto a precisare: "Secondo me è un po' diverso il discorso perché io e Marc siamo diversi, anche per come ci siamo comportati in pista nella nostra carriera. Forse a me piaceva più fare questi giochi fuori dalla pista, perché alla fine quello che conta è quanto vai veloce, è lì che fai la differenza sugli altri, il resto lascia il tempo che trova."


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