Test Drive

Yamaha XT 660 R


Avatar di Mario Cornicchia , il 11/08/05

16 anni fa - La monocilindrica fac totum alla prova città

Difficile trovare un simile compromesso tra divertimento e facilità di guida. Leggera come una bici ma pronta a saltare in avanti come una cavalletta quando scatta il verde. Motina tuttofare per città e fuoristrada.


POCHI È MEGLIO Anche se le moto pesanti non mi dispiacciono, sono ormai giunto alla conclusione che nelle moto è meglio non esagerare con i cilindri. Soprattutto se del fidato cavallo d'acciaio se ne fa un uso in gran parte cittadino. Sovente, se i cilindri sono più di due, quando si raggiunge il regime di coppia massima si è già raggiunto anche l'incrocio o il semaforo successivo... meglio, quindi, motine più agili con cui anche il solito commuting casa-ufficio diventa un divertimento.


RUOTONA La XT con i suoi scarichi che guardano il cielo ha una bella personalità, come più o meno tutte le Yamaha dell'ultima generazione, disegnate da una matita non omologata ai soliti standard motociclistici. Un bell'oggettino, con la sua mega ruota anteriore da 21 pollici (quasi dimenticata sulle enduro stradali che montano ormai quella da 19) pronta a passare sopra qualsiasi ostacolo. Altro che supermotard, la ruotona sembra smontata da una enduro di vecchia generazione, ma smilza com'è porta ad una facilità di guida esagerata, e l'equilibrio dinamico della "R" è persino maggiore di quello della più modaiola "X" che con le ruote piccole ha un avantreno molto meno comunicativo.


SCUOLA GUIDA Sull'enduro è tutto facile, a partire dal momento in cui si rilascia le leva della frizione con il motore che nemmeno il più principiante dei principianti riesce a spegnere in partenza. A proposito di spegnimenti, nei nostri commenti sono fioccate le segnalazioni di motori che si spengono. Siamo quindi stati molto attenti a questo particolare, ma il motore della "nostra" XT non ha mai dato segni di spegnimento, ne in partenza, ne tantomeno in movimento.


ELASTICA La XT si può guidare senza mani, con il cambio che accetta tutte le marce senza frizione anche in scalata, anche questo assolutamente idiot proof. Il pistone, poi, è sempre pronto ad accelerare la velocità con cui scorre nel cilindro, a volte protesta un po' sbattendo quando si è davvero a regimi di poco superiori al minimo e si richiede potenza in fretta per superare il doppiato. Ma al motore quasi non si pensa, tanto è sempre in attesa che si giri la manetta del gas per accelerare, a qualsiasi regime. Una moto che potrebbe guidare un principiante con il foglio rosa, tanto è facile e a prova di errore.

LA COSCIA LUNGA Purché abbia le gambe abbastanza lunghe per avere la giusta confidenza nelle manovre e quando si deve arrestare al semaforo: l'altezza da terra della sella è pur sempre di 85 centimetri, anche se il serbatoio stretto e il peso contenuto la rendono alla portata anche di chi, più smaliziato, tocca con le punte. 


SELLA COMODA La posizione in sella è comoda dal primo momento in cui si sale a bordo e la protezione aerodinamica è più efficace di quanto si potrebbe pensare, fino al limite di velocità autostradale imposto dal Codice: se non fosse per le vibrazioni generate dalle ruote con disegno misto e dal mono quando gira alto (Aprilia monta lo stesso motore sulla Pegaso ma ha fatto meglio quanto a isolamento), la XT sarebbe anche una bella moto da viaggio per chi non punta al da-casello-a-casello.


IL MONO FACILE Una volta in movimento, la XT è adatta a tutte le taglie, maschili e femminili. Piegare è un attimo e dopo un apprendistato minimo ci si diverte a lasciare le virgole di gomma sulle strisce pedonali. La maneggevolezza è da enduro primordiale, cioè grandiosa, anche grazie a sezioni di pneumatici che ormai non montano più nemmeno gli scooter. E questo è un pregio, non certo una pecca. In un mondo di esagerazioni, tornare ad accorgersi che su una moto da una cinquantina di cavalli un 130/80 basta e avanza anche per tenere bene la strada è una bella cosa. Ne guadagna anche il portafogli, il che non è male.


FRENO MORBIDO Ai freni è necessario abituarsi un poco. L'anteriore è da 298 mm ma sulle prime sembra freni davvero poco e richiede una bella strizzata alla leva, ma con così poca gomma a terra avere un freno più potente significherebbe avere anche una maggior tendenza al bloccaggio della ruota su fondo bagnato, per cui prendete bene le distanze. In suo aiuto, comunque, arriva il freno posteriore, molto potente e facile da dosare in ogni situazione per evitare il bloccaggio anche nelle frenate di emergenza. Insieme, formano una bella coppia.

EASY-GOING Una moto semplice, facile, nemmeno troppo impegnativa economicamente al momento dell'acquisto, alternativa nel prezzo di 6.000 euro a uno scooterone o a una naked. Alla fine la usi con piacere tutti i giorni, e ti diverti, con i suoi scoppi dallo scarico in rilascio da moto da competizione, un rumore che dopo qualche giorno diventa familiare come l'inguaribile tosse del nonno. Un po' mi manca.


Pubblicato da M.A. Corniche, 11/08/2005
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