Prova

Aprilia Pegaso Strada 650


Avatar Redazionale , il 22/04/05

16 anni fa - Il cavallo alato sposa il divertimento puro

La Pegaso torna alle origini e torna alla sportività perduta. Rifatta da capo a piedi con l'obbiettivo primario di una guida facile e divertente, non dimentica la versatilità che da sempre contraddistingue i cavalli alati Aprilia. Agile e divertente oltre ogni aspettativa ha anche un eccellente rapporto qualità prezzo.


COM'E' Dal cavallo al leone;  il disegno stilizzato sui fianchi della carenatura è cambiato, nonostante il nome sia rimasto lo stesso. Un segnale? Sì, perché la monocilindrica di casa Aprilia ha cambiato rotta e filosofia, diventando moto più aggressiva, moderna e divertente. In realtà più che un cambio di rotta, si tratta di un ritorno alle origini, chi si ricorda la prima Pegaso 650 del 1993, ricorderà anche l'aggressività del suo motore che stabilì nuovi parametri prestazionali per i monocilindrici di allora. Poi, nel corso degli anni la Pegaso si era addolcita molto, forse fin troppo, in ossequio a limiti antinquinamento sempre più restrittivi il mono veneto ha perso per strada molta della sua verve e la Pegaso è diventata più una pacifica moto da turismo che moto da divertimento.

ISPIRATA AL PASSATO

Ora, dopo 15 anni (la prima Pegaso con motore 600 arrivò nel 1990) e 50.000 pezzi venduti, la Pegaso cambia tutto, andando a ripescare nel passato l'ispirazione giusta per il futuro. Nulla a che vedere con la Pegaso attuale, questa Strada 650 è snella e svelta nelle sue forme armoniose che ispirano dinamismo al primo sguardo. Un bel design, con la semicarenatura e un cupolino appena accennato (altro richiamo alla prima Pegaso 650), un bel paio di scarichi (derivati da quelli della RSV 1000 R) che spuntano fuori dalle minute fiancatine e un codino molto ben fatto. L'impatto estetico è del tutto positivo. La Pegaso è bilanciata, piacevole senza intimidire.

FUN MONO

Non è una enduro per farci del comodo turismo (anche se attrezzandola bene nessuno lo vieta), ma una moto votata all'utilizzo quotidiano e al divertimento. Una Motard stradale adatta a tutti i piloti e a tutti gli usi, in puro stile "urban", lo stesso che la Gilera nel 1991 lanciò con la sua incompresa Nord-West 600 per poi esser ripreso dalla KTM Duke e, in un certo senso, anche dalla Ducati Multistrada, che guarda caso Aprilia inserisce nella lista delle concorrenti della Pegaso.

CUORE NUOVO Tutta nuova, dunque, a partire dal motore. Nel suo telaio monotrave in acciaio non pulsa più il monocilindrico Rotax a cinque valvole, ma il quattro valvole Minarelli-Yamaha, lo stesso monocilindrico montato sulla XT 660X e R. Rivisto a livello di elettronica su specifiche Aprilia (per adattarsi alle differenti cassa filtro e scarico, ma anche per ovviare ai problemi di spegnimento accusati da qualche esemplare di XT) questo motore rappresenta il giusto compromesso tra grinta e facilità d'uso. Un progetto moderno, potente il giusto con i cavallini che servono (sono 50 a 6250 giri) e quindi adatto a tutti gli usi.


CORPO AGILE

Comunque, con il peso ben distribuito e contenuto sotto i 170 kg e la giusta ciclistica anche 50 cv bastano e avanzano per divertirsi su strada. Non a caso la Pegaso offre il miglior rapporto peso potenza della categoria. E se c'è una cosa che in Aprilia sanno mettere a punto è proprio la ciclistica. La forcella ha steli di 45 mm di diametro (record di categoria) e 140 mm di corsa, con ponticello antisvergolo. Il monoammortizzatore è regolabile nel precarico molla e nel ritorno dell'idraulica (escursione 130 mm) e agisce su un leveraggio progressivo, Niente raggi ma aggressive ruote in lega d'alluminio (pneumatici 110/70-17" davanti e 160/60-17" dietro), che anche loro richiamano il mondo RSV con lo stesso disegno della cattivissima Factory.

MISURE SPORTIVE

Le misure dell'impianto frenante (discone di 320 mm e pinza a quattro pistoncini davanti e 240 con pinza doppio pistoncino dietro), poi, rafforzano questo concetto di sportività insito nel progetto Pegaso Strada, che come sempre si affida alla Brembo per i suoi impianti.

NON SOLO PIEGHE

Ovviamente la nuova Pegaso Strada non è una vera supermotard e perciò non condivide con le moto specialistiche i limiti in fatto di sfruttabilità. La sella è alta solo 780 mm da terra ed è ben imbottita anche per farci su un po' di chilometri. Per il passeggero non mancano due comode maniglie, inoltre ad affiancare il vano sottosella da ben 2 litri (ci sta comodamente una tuta antipioggia) spunta un utilissimo vano portaoggetti sul serbatoio, chiuso da un sportellino ad apertura elettrica. Può essere sganciato anche a moto in movimento per velocizzare le operazioni al casello. Una piccola sicura impedisce però che si apra completamente quando non voluto. L'unico dubbio è nel rischio che il benzinaio distratto lo inondi di benzina, il tappo del serbatoio è proprio li vicino.

TANTA QUALITA' AL GIUSTO PREZZO

Insomma le ricercatezze non mancano nonostante il prezzo sia di assoluto interesse. 6.990 Euro franco concessionario, per una moto a cui non manca praticamente nulla. Certo non è facile avere a che fare con il contenimento del prezzo e con la voglia di fare un prodotto competitivo dal punto di vista delle dotazioni. La coperta alla fine è sempre troppo corta. Ma il lavoro fatto da Aprilia è, in questo caso, davvero buono. La percezione di qualità sulla Pegaso è nettamente superiore alle concorrenti dirette: con verniciature di qualità, adesivi sotto trasparente (almeno nella carenatura), plastiche piacevoli anche al tatto e tanta cura nei particolari. Per averne conferma basta guardare la strumentazione con un completissimo computer di bordo (c'è anche il cronometro e il led di cambio marcia!) oppure le belle protezioni per il telaio nella zona di contatto con gli stivali. E tutte le superfici d'alluminio sono molto belle anche al tatto. Dall'altra parte trovi però un parafango anteriore tristarello (ma lo aveva così anche la MV Agusta...) e la leva del freno non regolabile, cosa per me assolutamente necessaria (ma assente anche sulla concorrenza). Perlomeno è offerta in optional (65 euro più iva).

FATELA VOSTRA

A proposito di optional. Per accontentare tutti Aprilia ha pensato a due step di accessori. Il primo a rendersi disponibile è quello che aumenta l'indole turistica della moto. Tra gli altri segnaliamo il vetrocupolino regolabile su due altezze, copriserbatoio con porta borsa, bauletti, borse laterali semirigide. Per gli spilungoni è prevista anche una sella rialzata a 820 mm, senz'altro più adatta di quella standard (a 780 mm) per chi supera il metro e 75 di altezza. Il secondo step arriverà più avanti (si parla di novembre) e punta invece ad enfatizzare ulteriormente il carattere sportivo della seiemmezzo Aprilia con scarichi Akrapovic, particolari in carbonio e dei cerchi a raggi in perfetto stile motard.

PEGASO 650 ENDURO

Più avanti arriverà anche la versione tassellata (si chiamerà Pegaso 650 Enduro?). Avrà di serie il cupolino rialzato, il portapacchi e le ruote a raggi con misure enduristiche (19" anteriore).

COME VA Fun. Questo temine inglese è stato il chiodo fisso di chi ha progettato la Pegaso, e questa parola ritorna sempre in mente quando la guidi. Perchè la Pegaso è davvero divertente da usare. Sempre. Quando una moto va bene lo capisci subito, non la devi provare per migliaia di chilometri. E la pegaso Strada è proprio la classica moto che ti piace da subito. È immediata, pochi metri e instauri subito una confidenza incredibile, pochi altri metri e sei con le pedane (fin troppo basse) a terra, il che ti fa capire che con questa moto i piolini delle pedane saranno uno dei principali materiali di consumo. ln sella ci si trova perfettamente a proprio agio, tutto è posizionato correttamente e la correlazione sella-pedane-manubrio è davvero azzeccata, un compromesso perfetto tra il comfort e un controllo ottimale del mezzo. Frizione di burro, acceleratore scorrevolissimo, cambio preciso, silenzioso e sufficientemente veloce, ci si trova insomma subito a casa. Il primo obbiettivo raggiunto, quindi, è quello della facilità di guida.

MONO PER TUTTI

La Pegaso è davvero moto per tutti, è realmente leggera, godibilissima in ogni situazione e perfetta compagna anche per l'utilizzo di tutti i giorni. Usarla in modo tranquillo è la cosa più semplice del mondo, in città èperfettamente a suo agio, con uno sterzo molto ampio (38° + 38°) che la fa scivolare via dal traffico. E poi, certe soluzioni, come il cassettino portaggetti anteriore, sono quelle a cui magari all'inizio non dai troppo peso, ma che dopo mezza giornata che usi la moto non ne sai più fare a meno. Una moto molto valida sotto tutti gli aspetti, che su strade come quelle della costa Smeralda, dove l'abbiamo provata, diventa un oggetto ludico da cui non vorresti più scendere.

FEELING IMMEDIATO

La sella è davvero bassa, perfettamente raccordata con il serbatoio e tra l'altro, nonostante sia molto scavata, ha il pregio di dare agio al pilota di muoversi longitudinalmente per una guida in perfetto stile motard. La Pegaso comunque non va confusa con una motard vera e propria, è piuttosto un'ottima monocilindrica stradale. Come sempre, merita la lode il lavoro fatto sulla ciclistica (e con i prodotti Aprilia sarebbe sorprendente il contrario). L'equilibrio dinamico della Pegaso è davvero notevole e ti porta subito ad aver voglia di giocare con lei. Strepitosa la maneggevolezza, ma il bello è che non è una maneggevolezza nervosa, la guida è svelta ma molto rotonda e l'avantreno trasmette sempre una gran sicurezza portando chi guida ad osare con ingressi in curva sempre più repentini e velocità di percorrenza sempre più elevate.

SOSPENSIONI A POSTO

Ottima anche la taratura delle sospensioni, che non cambierei di una virgola. La Pegaso scivola via rilassata anche sulle strade sconnesse ma offre sempre il giusto sostegno anche quando ci si fa prendere dalla voglia di guida aggressiva. E anche quando esageri (e per esagerare intendo fare una salita di montagna assieme a Max Manzo...) lei non si scompone più di tanto, accenna ad un ondeggiamento ma lo smorza subito, torna in linea pronta per buttarsi nella curva successiva a grattuggiare le pedane con fin troppa facilità. Una guida che tiene fede al concetto di divertimento promesso.

FRENO CORTO

Anche i freni passano l'esame, peccato per quella leva al manubrio un po' lontana e non regolabile. Non ha praticamente gioco, frena subito e la vorrei solo un po' più vicina, ma di potenza frenante ce n'è da vendere. Dietro poi c'è un disco di quelli che vorrei sempre trovare sulle moto, potente e sempre gestibile,(ma con un pedale regolato un po' alto) si vede che c'è dietro lo zampino dei piloti motard, anche perché quando forzi la staccata alla moto viene quasi naturale impostare una morbida "glisse" per inserire la moto in curva.

MONO

Il motore, dal canto suo supporta ottimamente la ciclistica. Gli interventi a centralina, cassa filtro e scarico lo hanno molto migliorato come carattere, oltre a fargli guadagnare un paio di cavalli che non guastano mai (anzi se ne vorrebbero ancora). Sulla Pegaso è montato in modo da isolare ottimamente dalla vibrazioni, che arrivano oltre mai a livello fastidioso sulla 650 Aprilia, soprattutto considerando che si tratta di una monocilindrica.

3000 GIRI BUONI

é un bel motore questo seiemmezzo, ha una spinta molto lineare e accetta anche la guida al passo senza recalcitrare. Sopra i 2500 giri gira piacevolmente fluido e riprende senza problemi anche in quinta marcia. Dai 3.000 ai 6.000 giri si dispone sempre da una spinta consistente e vivace, oltre a quel regime, però, la spinta si appiattisce e conviene cambiare marcia, anche se l'allungo consente di arrivare ai 7.000 giri del limitatore. In quei 3.000 giri, comunque, si dispone di tutto ciò che serve per andar via molto spediti. Unico appunto da fare è una piccolissima incertezza che talvolta si avverte attorno ai 3000 giri.

POCO IMPEGNATIVA

Il bello è che la Pegaso richiede un impegno psicologico praticamente pari a zero, per cui quando la strada si fa tortuosa riesce persino facile tenere ritmi incredibili. Appoggiata sulle eccellenti Pirelli Diablo la Aprilia danza letteralmente tra le curve, ed in mano al pilota scafato può diventare una bruttissima cliente per moto sulla carta molto più accreditate di lei. Provare per credere. E spero che in qualche modo Aprilia la faccia provare la Pegaso chessò in un Demo Ride o in un porte aperte. Perché il prodotto è valido e spesso una prova vale più di cento pubblicità.
Pubblicato da Stefano Cordara, 22/04/2005
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