Pubblicato il 25/03/21

La tecnologia nell’ultimo decennio ha fatto passi da gigante: le auto a guida autonoma sono il livello più evoluto, ma ormai anche le city car hanno di serie sistemi che evitano le collisioni. Ciò nonostante, anche a causa di un parco veicoli circolanti ancora piuttosto datato, gli incidenti sono frequentissimi e quelli che coinvolgono le due ruote sono la maggior parte, con conseguenze spesso gravi o letali. Proprio dall’esigenza di proteggere i motociclisti nasce Ride Vision, un sistema anti-collisione aftermarket studiato da motociclisti per i motociclisti.

COME è FATTO Le moderne moto top di gamma fanno affidamento su sofisticati e costosi sistemi radar, ultimamente li abbiamo visti su Ducati Multistrada, KTM 1290 Super Adventure e BMW R 1250 RT, ma principalmente il loro scopo è regolare la velocità del cruise control in base alla distanza dal veicolo che precede. Ride Vision, invece è come una mamma apprensiva, vi avverte del pericolo in arrivo… quello vero, non quello immaginario. La piattaforma si compone di due telecamere HD con obbiettivo grandangolare da 180° all’anteriore e al posteriore che mandano le immagini ad una centralina, il cervello vero e proprio del sistema. La segnalazione del pericolo a chi guida è deputata a delle strisce LED luminose da posizionare sugli specchietti retrovisori. Ma come possono questi accessori salvarvi la pellaccia?

Ride Vision: la telecamera anteriore

COME FUNZIONA Rispetto ai sistemi montati sulle automobili, quelli delle moto hanno bisogno di algoritmi dedicati, che tengano in considerazione la maggior agilità, la capacità di accelerare e decelerare in maniera più repentina oltre all’angolo di piega. Gli ideatori di Ride Vision, come vi dicevo, sono dei motociclisti… particolari. Entrambi, infatti, sono ex ingegneri dell’esercito israeliano che hanno sviluppato i software di droni e altre attrezzature militari, proprio da questo know how nascono gli algoritmi complessi del sistema. Ride Vision mette a disposizione tre tipi di avviso all’utente: il mantenimento della distanza di sicurezza anteriore, l’avviso anti collisione frontale e il blind spot detection. Ognuno di questi avvisi è studiato per essere percepibile ma non invasivo, e ha una segnalazione dedicata da parte dei LED.

MANTENIMENTO DELLA DISTANZA Partiamo analizzando il primo avviso, forse quello meno intrusivo, ma comunque utile. Superati i 50 km/h – soglia stabilita per non dare falsi allarmi in situazioni di traffico congestionato – i LED s’illumineranno di rosso in maniera fissa quando la distanza dal veicolo che precede non è quella di sicurezza. La sensibilità del sistema è settabile su tre livelli, con un range che va da 19 a 6 m, in base allo stile di guida di chi guida. Il sistema, al contrario di quanto accade sulle automobili, non è molto invasivo anche perché l’algoritmo fa partire l’avviso solo quando necessario. Un esempio? Se siete perfettamente allineati con un’automobile davanti a voi vi segnalerà l’assenza di distanza, ma se siete sfalsati, dunque con possibilità di superarla, i LED rimarranno spenti. Questo perché la centralina avrà appurato che le due traiettorie dei veicoli non andranno a collidere.

ANTI-COLLISIONE FRONTALE Sempre basandosi su questo principio funziona anche il front collision warning. In questo caso il sistema è sempre attivo, a prescindere dalla velocità a cui si sta viaggiando. Se il veicolo davanti a noi frena bruscamente o si ferma nella nostra traiettoria i LED rossi lampeggeranno a intermittenza, avvisandoci per tempo e consentendoci di frenare e arrestarci o schivare e proseguire. Nel test ride ne ho verificato l’efficacia anche con veicoli fermi, come furgoni o automobili parcheggiate in doppia fila.

BLIND SPOT DETECTION I due avvisi appena affrontati si basano sulle immagini della telecamera anteriore, e facilitano il compito assumendo quasi il ruolo di co-pilota, ma se il pericolo arriva alle nostre spalle? Nessun problema, dato che grazie alla camera posteriore il sistema ci guarda le spalle come uno scudiero. L’angolo cieco è un problema reale per i motociclisti, enfatizzato anche dalla riduzione del campo visivo causata dal casco. Il sistema di blind spot detection è utile quando si vuole affrontare un sorpasso e aver la certezza di non aver veicoli che impegnano la corsia. Il sistema comunica con il guidatore tramite dei LED gialli posti alle estremità degli specchietti in maniera fissa. E se un veicolo (situazione tipica sulle nostre autostrade) arriva alle nostre spalle con una forte differenza di velocità? In questo caso si attiva una quarta funzione che avvisa per tempo il motociclista facendo lampeggiare i LED gialli e permettendogli di “abortire” il sorpasso o di affrettarlo accelerando.

Ride Vision: la telecamera posteriore è utile per il Blind Spot Detection

QUANTO COSTA Il costo del sistema Ride Vision è di 380 euro (escluso il montaggio, da effettuare in un centro autorizzato). A questa cifra va aggiunto una sorta di abbonamento mensile dal costo di 17 euro per 18 mesi, che permette di sfruttare a pieno tutte le potenzialità del sistema che includo un'app per gestire i parametri del sistema e poter scaricare i video registrati dalle telecamere, utile sia a scopo assicurativo in caso d'incidente, sia per un utilizzo più ludico. Sempre sull'app possono essere consultati anche i tragitti percorsi con i relativi dati, come angolo di piega, velocità massima raggiunta e numero di alert ricevuti. 


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