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Husqvarna TE310 e 449


Avatar Redazionale , il 09/08/10

11 anni fa - Cilindrate "strane" e soluzioni tecniche inedite, così le Husqvarna da enduro lanciano la sfida alle avversarie del 2011.

Cilindrate "strane" e soluzioni tecniche inedite, così le Husqvarna da enduro lanciano la sfida alle avversarie del 2011.

NUMERI AL LOTTO 310 o 449? cilindrate e filosofie diverse per questi due modelli che rappresentano perfettamente quello che è oggi Husqvarna nel mondo dell'enduro. Da una parte il motore definito piccolo per la sua compattezza generale, quello già provato e apprezzato della 250 a quattro tempi maggiorato nelle dimensioni dell'alesaggio e della corsa per raggiungere il valore di 302 centimetri cubi e dall'altra parte la rivoluzione che ha nel suo DNA il grosso contributo di Bmw. La 499 è una moto completamente nuova, evidente dal punto di vista estetico, sorprendente invece nella dinamica.

IL BIVIO Da una parte c'è la tradizione, ci riferiamo alla cilindrata piccola, perché l'estetica non cambia rispetto alla quarto di litro. Arriva la forcella Kayaba da 48 mm di diametro, già annunciata lo scorso anno che sostituisce la classica Marzocchi, richiesta a gran voce dai piloti impegnati nelle competizioni mondiali, c'è il mono-ammortizzatore della Sachs e tanta componentistica di prim'ordine. Dall'altra parte invece con l'avvento della nuova cilindrata, declinata anche nella cilindrata maggiore di 511 cc, la casa italiana apre un capitolo nuovo.

PLASTICA IN PEZZO UNICO La grossa TE ridefinisce i canoni estetici dell'enduro a partire dalle fiancate. Un solo elemento in materiale plastico corre lateralmente dal convogliatore fino alla fiancata porta numero, riducendo a zero eventuali spigoli e pieghe che potrebbero penalizzare il movimento in sella. Il telaio cambia il suo percorso, è evidente la curva sul lato destro in prossimità della pedana per favorire e proteggere il passaggio del collettore di scarico, ma soprattutto integra nel forcellone il perno coassiale al pignone.

CTS COAXIAL TRACTION SYSTEM Attorno al perno del forcellone gravita il nuovo progetto della TE. Con questa sigla s'identifica quello che per Bmw e la G450X ha rappresentato la porta di accesso al mondo dell'enduro professionale. A due anni dal lancio, ritrovarlo sulla Husky significa che il lavoro di aggiornamento è stato fatto e ha dato buoni frutti. Questa soluzione annulla il tiro catena durante l'escursione del mono ammortizzatore e permette di avere la tensione costante della trasmissione, garantendo alla sospensione la possibilità di lavorare liberamente. Chi sale in sella si accorge immediatamente di avere sempre una buona trazione anche nelle variazioni improvvise del terreno. Questa soluzione ha anche modificato la ciclistica, la distribuzione dei pesi e il posizionamento del motore: il forcellone è più lungo, il monocilindrico è stato arretrato e posizionato più in basso vicino al baricentro della moto, rendendo anche i condotti di aspirazione più lineari.

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ITALO-TEDESCA Una fusione ben riuscita tra l'esperienza tecnica maturata con la G450X e la nuova TE449. Oltre al perno coassiale adottato dalla tedesca, la moto italiana sfrutta anche la soluzione del serbatoio posizionato centralmente, con tappo del rifornimento posteriore per centralizzare ulteriormente le masse e rendere più stabile la moto in ogni condizione di guida. Anche per il monoammortizzatore si è scelta la soluzione tipicamente europea, assente quindi il leveraggio progressivo e "mono" vincolato direttamente al forcellone. C'è da segnalare però che la qualità generale della Husqvarna è però molto superiore rispetto alla cugina teutonica sotto ogni punto di vista.

ALTA QUALITA' Se alla G fin dall'inizio abbiamo contestato la qualità delle plastiche e dei particolari, nella TE è evidente il passo avanti fatto in ogni dettaglio. Belle lavorazioni sia delle piastre forcella sia delle pedane, piuttosto che del forcellone posteriore romboidale. Nutriamo solo qualche perplessità per ciò che riguarda parafango anteriore e posteriore. Un bel design fatto di spigoli e linee tese, temiamo però che possano diventare gli inevitabili anfratti dove, anche dopo una semplice cavalcata, il fango si possa accumulare.

PIOGGIA E PALTA Incredibile a dirsi, ma pur essendo in agosto, il brutto tempo ha messo in discussione la nostra prima presa di contatto. Fettucciato non agibile e trasferimento su asfalto hanno penalizzato, fortunatamente solo in parte, il nostro assaggio. Ci siamo comunque divertiti con una linea di circa 7 minuti dove verificare il potenziale delle due protagoniste. L'attacco del percorso è subito tosto, si parte con una salita ripida in contropendenza fatta di fango viscido e doppia carreggia segnata dal passaggio di fuoristrada a quattro ruote nei giorni precedenti, poi un allungo relativamente pianeggiante e a chiudere sottobosco con sentiero in discesa bello scavato con gradoni, qualche sasso piantato e tornanti stretti.

310 VECCHIA AMICA Ritrovo nella 310 una compagnia di giochi con cui avevo condiviso diverse mulattiere lo scorso anno, con reazioni ciclistiche intuitive, ma finalmente forte di una potenza che finalmente reputo adeguata alla TE e che mancava chiaramente alla 2emezzo. Nonostante l'aumento di dimensioni del pistone il motore non è più lento nel prendere i giri, anzi la risposta del gas è sempre puntuale, secca e precisa. Il tiro ai bassi ha più corpo, ma soprattutto quando il regime del motore vola alto l'allungo è accompagnato da una spinta consistente. Quasi a voler confermare che questa è sotto molti punti di vista la cilindrata che più si avvicina alla perfezione. Nel mondiale MX1 la 350 funziona e visto il successo di Antonie Meo alla extreme di Lumezzane pochi giorni fa, proprio in sella alla 310, c'è da credere che il futuro sempre più costruttori investiranno in quella cilindrata, potente quasi come una 400 e leggera come una 250.

449 BELLA SCOPERTA A dire tutta la verità una prima idea prima di salirle in sella me l'ero fatta. Ricordavo le reazioni della Bmw, le risposte secche della sospensione posteriore e un motore poco 4emezzo avevano in qualche modo penalizzato il mio giudizio da amatore dell'enduro! Invece in sella è tutto nuovo, niente che ricordi la tedesca, niente che assomigli alla collaudata 310. E' un progetto nuovo che si rivela anche più leggero di quanto pensassi, non tanto in termini di chili veri e propri, quanto nella loro distribuzione sulla moto.

TRAZIONE PERFETTA I suoi 113 kg sono un valore normale per una moto della categoria E2 ma non si sentono particolarmente nella guida. In sella si scorre bene in senso longitudinale ma è il funzionamento del sistema CTS ad essere percepito e apprezzato alla prima ripartenza su un fondo difficile e nelle curve lente: il tassello morde bene, attacca, divora, forte anche di un'erogazione del motore molto "smooth" per dirla all'inglese anche a regime di minimo.

POTENZA MORBIDA Tant'è che però questa morbidezza e grande trazione non consente di capire a fondo quale sia il vero valore del motore. C'è potenza ma se dovessi paragonarla alla sua antagonista per eccellenza, l'arancione EXC 450 F, direi che le manca più di qualche cavallo. In un'ottica di uso hobbistico poco male, in questo modo la potenza si usa tutta e non allunga le braccia alla prima accelerata. Però anche considerato che per fare enduro di buon livello non servono elaborazioni particolari, la TE necessita un'iniezione di energia.

LA QUADRATURA DEL CERCHIO Si sa che le moto da enduro devono essere stabili sul veloce e svelte al paletto; il professionista ne trae beneficio in gara, l'amatore spende meno energie nelle uscite domenicali. Però se il forcellone è stato allungato senza penalizzare l'interasse chi ne ha fatto le spese è la forcella che mi è parsa piuttosto "verticale". Nulla di trascendentale, sia chiaro, ma di sicuro la sensazione che la ruota anteriore possa "prendere sotto" nelle discese è evidente. Con il peso ben arretrato e piedi che caricano le pedane si mette una comoda pezza, ma in Husqvarna si sono tenuti del margine a livello di regolazioni. La forcella, infatti, può essere infilata nelle piastre quasi di un centimetro, quel tanto che basta per farla più neutra e stabile a accondiscendente con chi si avvicina per la prima volta al mondo della TE. Poco tempo dunque per tirare ulteriori conclusioni, abbastanza per farci dire che l'aspettiamo presto per una più approfondita analisi sui terreni di casa. Disponibile già da settembre la TE449 costerà 8.900 euro, mentre la sorella TE511 8.990 prezzi franco concessionario.


Pubblicato da Marco Selvetti, 09/08/2010
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