TRE INDIZI… Come si suole dire: “Tre indizi fanno una prova” e tre prove danno un giudizio approfondito sulla bontà della nuova BMW S 1000 RR 2019. Dopo averla provata in occasione del lancio stampa internazionale nel Circuito di Estoril sotto il diluvio, su strada nel viaggio a Garmisch, eccomi al Mugello - uno degli autodromi più belli del mondo - per saggiare (finalmente su asfalto asciutto) le reali capacità in pista della superbike bavarese.

CONFIGURAZIONE STRADALE Per verificare le potenzialità reali della moto ho optato per la configurazione “appena uscita dal concessionario” lasciando montati targa, frecce e specchietti e utilizzando le gomme di primo equipaggiamento Bridgestone Battlax Hypersport S22, ottime gomme per l’utilizzo sportivo su strada senza disdegnare qualche uscita in pista, rigorosamente senza l’ausilio delle termocoperte.

FACILE PER GRADI Fin dal primo turno non mi è mancato il feeling con la S 1000 RR. Parte del merito va dato anche all’elettronica regolabile in maniera rapida e intuitiva. Se oltre ai riding mode di serie avete acquistato le modalità Race Pro c’è davvero da sbizzarrirsi, lavorando sulla risposta del motore, l’anti impennata, il traction control (regolabile anche in movimento), il freno motore e la risposta delle sospensioni semi-attive firmate Marzocchi.

BMW S 1000 RR in azione

FACILE PER TUTTI Gestire le regolazioni è semplice anche per chi si affaccia per la prima volta al mondo della pista. Ogni parametro è infatti spiegato in poche righe di facile comprensione mostrate dal display TFT da 6,5”. Un esempio? La moto affonda troppo in frenata? Basta entrare nel menù dedicato alle sospensioni e aumentare la rigidità della forcella in compressione. Così è facile sentirsi un vero pilota.

IL MOTORE CONTA Mi ha colpito decisamente la risposta del motore. Il confronto con le “millone” di qualche generazione fa è impietoso, mentre il testa a testa con le rivali contemporanee viene affrontato senza alcun tipo di timore reverenziale, anzi. Pieno fin da subito, ha doti strabilianti in allungo e lo dimostrano i 300 km/h indicati in cima allo scollino in fondo al rettilineo, punto caratteristico del circuito. Talmente pronto che per sopravvivere a tutti i 20 minuti di turno ho optato per un maggior intervento dell’anti-impennata… Per sfruttare a pieno le moderne sportive bisogna essere allenati. Non c’è verso.

RIVINCITA Tra i cordoli del Mugello si prende la sua rivincita anche il cambio. Il funzionamento del quickshifter che su strada, specialmente alle basse andature, mi ha lasciato con l’amaro in bocca, migliora notevolmente tra i cordoli, evidenziando una miglior precisione nell’intervento sia in aumento che in scalata di marcia. I migliori della categoria sono altri ma non si può più considerarlo un vero difetto.

CHIRURGICA Il vero punto forte della S 1000 RR 2019 è però senza alcun dubbio la ciclistica. Chicane veloci, curvoni in appoggio o tornantoni non fanno differenza, la BMW offre sempre il giusto feeling per entrare a velocità sconsiderate grazie ad un avantreno granitico e all’agilità fuori dal comune, specialmente se dotata dei cerchi in carbonio del pacchetto M.

BMW S 1000 RR in frenata

BENE I FRENI Anche freni e sospensioni prendono ottimi voti all’esame Mugello. Nonostante ai piedi della forcella non lavorino più le blasonate pinze Brembo, la frenata della S 1000 RR si è rivelata sempre all’altezza: modulabile e col giusto mordente non ha accusato il minimo cenno di fatica nonostante le temperature estive e l’elevato numero di turni in pista. Parlando di forcella c’è da notare un netto miglioramento delle sospensioni rispetto alla precedente versione.

GOMME OK MA… Non è detto che per divertirsi in pista bisogna utilizzare delle performanti gomme slick. Le Bridgestone S 22 si sono comportate egregiamente durante tutta la giornata, anche con temperature che superavano di slancio i 30°. Il feeling è sempre stato ottimo e nonostante l’assenza di termocoperte (sconsigliate per questo tipo di gomma) la temperatura ottimale si raggiungeva in appena un giro di “riscaldamento”. Attenzione però alle pressioni che vanno misurate con frequenza per evitare brutte sorprese, leggasi high side scampato per miracolo a causa della pressione troppo alta al posteriore. Bridgestone consiglia pressioni a caldo di 1,8 bar per il posteriore e 2,1 bar all’anteriore.  

 

 

ABBIGLIAMENTO IN QUESTO SERVIZIO:

CASCO CABERG DRIFT EVO  Il design è molto aggressivo, degno di un prodotto racing, ma l'integrale Caberg Drift Evo nasce per l'uso turistico sportivo e lo si capisce dal visierino parasole antigraffio integrato. Le prese d’aria sono tre, dai meccanismi di regolazione particolarmente stabili, e offrono un'ottima areazione mentre la visiera trasparente è di tipo Pinlock Max Vision. Comoda poi l'apertura della visiera con ogni tipo di guanto dall'invernale a quello racing, grazie agli ampi risalti laterali dal profilo aerodinamico. La calzata è confortevole e indossato dà una piacevole sensazione di leggerezza

TUTA MACNA VOLTAGE La Voltage di Macna è un’ottima tuta in pelle bovina traforata con inserti elesticizzati nelle zone strategiche. La fodera interna è realizzata in tessuto Mesh e aiuta la traspirazione, ideale nelle roventi giornate in pista. Ottima la vestibilità con pratiche chiusure zip su polsi e caviglie, ideale per contenere gli ingombri quando si indossano stivali e guanti. Non mancano ovviamente le protezioni su ginocchia, avambracci, spalle e schiena.

GUANTI MACNA TRACK R I guanti Track R sono guanti racing ideali per l’utilizzo in pista ma anche su strada in sella a moto prestazionali. La pelle è morbida e migliora il comfort fin dal primo utilizzo, non manca inoltre la doppia regolazione per la vestibilità del polso. Le protezioni omologate su palmo e dorso non infastidiscono alla guida


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