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BMW R 1200 GS Adventure 30Years


Avatar Redazionale , il 02/07/10

11 anni fa - CI PIACE: bilanciamento ciclistico, capacità di carico elasticità motore NON CI PIACE: scarico alla lunga rumoroso, sesta troppo corta per l'autostrada CONSUMO MEDIO RILEVATO: 13,3 Km/l

CI PIACE: bilanciamento ciclistico, capacità di carico elasticità motore NON CI PIACE: scarico alla lunga rumoroso, sesta troppo corta per l'autostrada CONSUMO MEDIO RILEVATO: 13,3 Km/l

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Il giudizio di Stefano Cordara

MISS EQUILIBRIO La GS è una moto dal grandissimo equilibrio, pesa una tonnellata ma il suo baricentro bassissimo e la distribuzione dei pesi la rendono guidabile come poche altre moto della categoria, anzi a dirla tutta, come nessuna. In versione Adventure la 1.200 di Monaco non è scattante come la versione "normale" è rotonda e più paciosa, ma su asfalto resta sempre insospettabilmente veloce.

PESO ALTO, MESSO IN BASSO Il peso elevato alla fine si sente nelle manovre da fermo, in cui occorre malizia e gamba solida per evitare di appoggiarla a terra. Però, alla fine, il baricentro bassissimo fa sì che la GS sia la moto più bilanciata nelle inversioni di marcia, anche perché ha un angolo di sterzo esagerato, il maggiore di tutte, che la fa girare sul classico quattrino. La protezione dall'aria è ottima anche in velocità ma non è così nettamente superiore alle concorrenti come potrebbe far pensare il suo corredo di vetri, vetrini e parabrezza.

BOXER AVANZATO Il boxer, non lo scopriamo certo adesso, è un motore ottimo ai bassi regimi, dove offre il suo lato migliore. Elasticissimo, consente di uscire da un tornante in quarta, e in due, a 1.500 giri senza problemi, o di marciare a passo d'uomo senza fare una piega, e questo è il suo punto di forza. Ottimi bassi e medi quindi, ma agli alti il motore dà sempre l'impressione di girare un po' "sotto sforzo". La moto è rapportata piuttosto corta e a velocità autostradali il motore finisce per girare un po' troppo; inoltre, con l'arrivo del nuovo motore bialbero, lo scarico è praticamente aperto. All'inizio gasa per il suo sound deciso, ma poi finisce per disturbare perché alla fine è molto, troppo, rumoroso, almeno per me.

BENE ANCHE PER L'OFF Nonostante la stazza, la GS è ottima in fuoristrada, proprio in virtù del suo equilibrio dinamico e, grazie all'elettronica, è un camaleonte capace di adattarsi perfettamente a qualsiasi situazione. ABS, controllo di trazione a tre stadi, ESA la rendono davvero universale.

BORSE GIGANTI Tra l'altro è una delle poche moto al mondo con un assetto che resta imperturbabile al variare del carico. Le borse (capientissime) sono parte integrante della moto e anche quando sono strapiene non influenzano la guida. Tra i pregi elenco anche la sella/cuscino, ampia comoda, e una posizione ergonomicamente perfetta sia in strada, sia (avendo l'accortezza di ruotare in avanti il manubrio) in fuoristrada.



Il giudizio di
Marco Selvetti

VECCHIA AMICA È quasi certamente la moto con cui ho percorso il maggior numero di chilometri per "lavoro" negli ultimi dieci anni, anche lontano dall'Europa, e posso dire con certezza di conoscerne perfettamente il carattere: motore di burro, erogazione incredibilmente piena anche da 2mila giri, sensazione di buon controllo anche su asfalti non perfetti e nel fuoristrada, situazioni che nella nostro viaggio Italia-Corsica e ritorno abbiamo incontrato a più riprese. Ho deciso di iniziare a parlare della GS perché è sicuramente il punto di riferimento delle vendite, ma anche la moto a cui si ispirano molti costruttori.

MOTO STATION WAGON La Adventure ti accoglie con delle dimensioni mega che si adattano bene anche a motociclisti di altezze superiori al metro e 80. Questione di sella alta, tanto per iniziare, e poi di dimensionamento generale, come il manubrio big-size. Eppure, mossi i primi metri il panzer tedesco inizia a danzare tra le curve stradali in modo incredibilmente agile. Ed è anche rapido e sicuro sui terreni smossi che ci hanno condotto al mare. Mi piace l'erogazione della potenza, il nuovo boxer bialbero "c'è" già dai 2mila giri e tira come un toro fino a circa 5.500, che è la zona di maggior utilizzo del motore anche quando si guida allegramente.


MOTORE UNICO Proprio il carattere del motore permette di districarsi senza troppi problemi, disinserendo i controlli elettronici, anche su terreni difficili e con pneumatici stradali, gli stessi che permettono una guida sportiva sull'asfalto. Ma anche di affrontare gli sterrati, dove bisogna solo avere un po' di coraggio per affrontare (e superare) ogni ostacolo, stando ben in piedi sulle pedane e guardando lontano. Analizzando pregi e difetti mi sento di segnalare positivamente l'equilibrio generale della moto anche a bassa velocità, la sensazione di controllo totale nelle condizioni meteo difficili e di terreno peggiori.

SESTA CORTA Apprezzo il sound dello scarico molto sportivo, però alla lunga mi ha stancato, ma soprattutto ritengo la sesta marcia troppo corta per un uso autostradale; consiglierei un rapporto Overdrive per ridurre ulteriormente i consumi, le vibrazioni e migliorare il confort nei trasferimenti più lunghi.

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Il giudizio di Michele Losito


ALFABETISMI In rigoroso ordine alfabetico, non si può non iniziare a parlare dell'enorme bavarese, che da anni mantiene saldamente lo scettro del segmento maxi enduro, pur a fronte di un prezzo d'acquisto per "pochi". Il motivo del suo successo, però, è facile da capire ogni volta che si ha la possibilità di farci un giro. Le caratteristiche della BMW GS, infatti, rappresentano davvero l'ABC di cosa conta nel segmento di riferimento: posizione di guida comoda e panoramica, gran comfort di marcia, prestazioni adeguate anche per divertirsi un po' ovunque, guidabilità e grande capacità di carico.

CAMPIONE D'EQUILIBRIO Il bello della GS Adventure, però, è che tutte queste caratteristiche si esprimono sulla base di uno sviluppo trentennale e che ha, oggi, raggiunto un livello di equilibrio difficilmente avvicinabile dalle pur volonterose concorrenti. La posizione di guida secondo me è perfetta: c'è tanto spazio e un'ergonomia che consente di muoversi al meglio sia nella guida su asfalto sia nell'off-road. Lo spazio per le gambe e i piedi è tale da controllare la moto senza problemi anche nelle manovre da fermo, vero spauracchio per chiunque debba spostarla a motore spento.


OPEN SPACE Tanto spazio equivale ad altrettanto comfort di marcia, qualità in cui la GS rimane fra le migliori anche se non è più "La" migliore… Di certo la protezione aerodinamica del grosso parabrezza è buona, così come la capacità delle sospensioni di digerire un po' tutto. A disturbare arrivano solo un tasso di vibrazioni avvertibile agli alti regimi e – soprattutto – un sound baritonale, che coinvolge per i primi giorni, ma poi viene presto a noia… Spazio anche per i bagagli, grazie a un tris di borse d'alluminio eccellenti per capacità e robustezza e un'indole da "mulo" che le concorrenti si sognano.

TRENTADUE DENTI Fosse solo per questo, la R1200 GS Adventure "30° anniversario" sarebbe solo una versione aggiornata di quanto già fatto in passato, quando le maxienduro tedesche giravano il mondo con carichi eccezionali e andatura da pullman di linea. Quello che strega di questa moto, invece, è proprio la capacità di unire tali doti pratiche a una piacevolezza di guida e un'efficacia su asfalto da sorriso a 32 denti. L'ultima evoluzione del boxer ha trovato la grinta che mancava ai bassi regimi e ha mantenuto una trattabilità esemplare, utilissima quando si trotterella a passo d'uomo o si mettono le gomme fuori dall'asfalto. In più, con il setting giusto delle sospensioni ESA, la GS rimane la maxienduro più divertente nel misto guidato, con tanta solidità in piega e una reattività nei cambi di direzione tali da sovvertire le leggi sull'inerzia… Ok, costa, ma per me rimane la numero uno.





Pubblicato da , 02/07/2010
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