Prova su strada

BMW F650 GS


Avatar Redazionale , il 23/02/00

21 anni fa -

A Pinocchio cresceva il naso, alla F650 è spuntato il becco.Ha detto qualche bugia l'endurina di Casa BMW? Assolutamente no. Anzi, ha mantenuto tutte le promesse. Ora è una BMW con la B maiuscola, una moto vera, dedicata non solo ai motociclisti di primo pelo.Completamente rinnovata, la monocilindrica bavarese si è guadagnata la sigla GS. Un riconoscimento mica da ridere, visti la tradizione, la storia, il fascino, le vittorie in Africa e quelle commerciali delle enduro boxer BMW GS. E poi è prodotta negli stabilimenti di Berlino, in modo da zittire i Biemmewuisti della frangia integralista.

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COM’È Lanciata nel 1993, BMW F650 era stata l’arma di BMW per tornare nel combattuto settore delle enduro monocilindriche. Una mossa considerata azzardata, ripagata però da un grande successo commerciale. La monocilindrica è diventata in breve il best seller del listino BMW. Spinta da un prezzo competitivo, dalla facilità dell’approccio al mondo delle due ruote, la F650 si è ben presto conquistata le simpatie di neofiti e dolci donzelle. Ma i duri e puri, i motociclisti col sedere a forma di sella l’hanno sempre snobbata. Questi i commenti registrati all’epoca "E’ una mezza moto. La fanno in Aprilia. È triste. Ha la strumentazione del Garelli VIP3".

EVOLUZIONE DELLA SPECIE

Bene, BMW F650 GS cancella con un colpo di spugna gli affrettati giudizi di questi cattivoni. E potrebbe anche ambire a essere la più bella del Reame. Arriva il becco e cambia tutto il look: le forme morbide si abbinano bene ai tanti richiami ad altri modelli della gamma BMW. La griglia sul serbatoio (finto, per sapere perché pazientate qualche riga) potrebbe essere quella del K1200 RS.
Azzeccato il mini cupolino color argento, aggressivo il faro: non c’è che dire, un bel mix. È proprio carina questa F650 GS. Solo il codino appare un po’ scoordinato, ma le due belle marmittone fanno la loro scena rendendo l’aspetto molto professionale.Brutto come sempre il parafango posteriore aderente alla ruota, ma per liberarsene basta una chiave a brugola.

STRUMENTAZIONE VERA

Tutta nuova anche la strumentazione: per fortuna, perché quella di prima era scandalosa. Questa invece, oltre che essere molto completa, è anche di grande effetto estetico. Ci sono un tachimetro e un contagiri molto leggibili, un orologio digitale e tutte le spie che servono, anche quella della riserva benzina.

TELAIO NUOVO

Ma BMW F650 GS è una moto completamente nuova anche sotto la carrozzeria. Tra le novità più importanti il telaio in acciaio, un doppio trave discendente molto professionale, derivato direttamente dalla RR che corre in Africa. La forcella Showa da 41 mm rimane la stessa, ma è stata irrigidita con un bel ponticello antisvergolo (non è proprio il termine tecnico, ma rende l’idea…), mentre al posteriore c’è un monoammortizzatore che lavora su leveraggi progressivi.

SERBATOIO SOTTO AL SELLA

Nello stravolgimento generale della F650 il serbatoio della benzina è finito sotto la sella, un vecchio trucco per abbassare il baricentro. Non si pensi però ad autonomie ciclomotoristiche: di benzina ce ne sta parecchia, per la precisione 17,5 litri.
Il bocchettone per rifornirsi è posto sulla fiancatina destra, una soluzione originale che fa molto Raid Replica. Sotto il finto serbatoio trovano invece posto l’air box, la batteria e il serbatoio dell’olio motore. Il monocilindrico Rotax è infatti dotato di lubrificazione a carter secco.

ARRIVA L’INIEZIONE

Della precedente moto rimane solo il motore Rotax, un quattro valvole raffreddato a liquido. Anche qui però non si è battuta la fiacca: udite, udite, è arrivata l’iniezione elettronica digitale. Il prezioso dispositivo fa capo a una centralina che gestisce sia l’accensione, sia l’alimentazione del cilindrone. Scontata l’accoppiata iniezione-catalizzatore a tre vie, il doppio scarico è, infatti, catalitico. In questi duri tempi di blocco del traffico potrebbe tornare utile.

POLMONI DA M3

Ma nel motore della GS c’è anche un pezzo di BMW M3. Se lo sono dimenticati dentro come fanno i chirurghi col bisturi? No, ma lo studio fluidodinamico della testa è davvero lo stesso delle furibonde berline tedesche. Le quattro valvole sono state disposte in maniera diversa, la farfalla è collocata nel flusso verticale, in prossimità delle valvole di aspirazione. Il risultato parla da solo: rapporto di compressione di 11,5 a 1.

ABS ECONOMICO

L’elettronica dilaga, dunque, e arriva anche l’ABS. È la prima volta su una enduro leggera, per questo in BMW hanno pensato a un nuovo tipo più compatto ed economico. Si chiama ABS II e differisce da quello usato sulle pluricilindriche per il sistema della regolazione, in questo caso analogico. La funzione è affidata a un pistone tuffante che regola il flusso del liquido nei momenti "critici". In questo caso il pilota avverte su pedale e leva del freno una pulsazione tipo Vibrocall dei telefonini. Il vantaggio più evidente di ABS II è che costa "solo" un milione. Potrebbe comprarselo anche il Signor Bonaventura.

I PREZZI

Come sempre in Casa BMW gli optional sono una voce importante: tra i più gettonati segnaliamo manopole riscaldate e borse rigide a capienza variabile. Ce ne sono molti altri, in questo caso però il vostro sogno di poter finalmente comprare una BMW a buon mercato svanirà. La F650 GS in versione base costa infatti 14.500.000 lire, ma lasciandosi tentare da una full optional si sfiorano quotazioni da GS bicilindrica…

PER DAKAR

C’è anche una versione Dakar, più orientata al fuoristrada e dedicata agli amanti dell’avventura. Ha un cupolino più alto, ruota anteriore da 21", sospensioni a lunga escursione, paramani e sella più alta. Il prezzo non è esoso: 15.500.000 lire.

COME VA

 Ci sono moto dove si sale in sella, la F650 GS non è una di queste. La posizione di guida è infatti davvero "seduta". Sulla novella BMW si scende a 780 millimetri da terra. Questo farà piacere a chi monta su una moto per la prima volta, a chi non è un cestista e alle ragazze in genere. Non certo a chi ha già una certa esperienza.

SELLE PER TUTTI

Niente paura, comunque, la GS è disponibile anche con sella più alta (820 mm), mentre se si è proprio piccolini si può ordinare anche la GS formato Puffo, con sella ulteriormente abbassata (750 mm da terra) e sospensioni accorciate. Vivamente consigliata è la configurazione più alta, che rende anche più confortevole la moto sui lunghi percorsi.

COMODA ANCHE PER DUE

In questo caso la posizione di guida è bella aggressiva: il manubrio è largo il giusto, le ginocchia stringono bene il finto serbatoio e si diventa i veri padroni della moto. Anche per il passeggero la situazione è ottima: tra le enduro monocilindriche la F650 è di sicuro la più comoda, non aspettatevi però così tanto spazio come sulle gloriose boxer 2 valvole e le attuali GS bicilindriche.
La protezione del cupolino è discreta, si viaggia in totale relax fino a 140 chilometri orari, poi la pressione dell’aria si fa sempre più forte. Tra gli optional è disponibile un cupolino maggiorato, non proprio bellissimo, ma consigliabile per chi deve fare tanta autostrada.

MONO, QUASI BI

La GS monocilindrica viaggia infatti…come una bicilindrica. Si possono tranquillamente tenere medie sui 150/160 orari senza che il motore sforzi e, volendo allungare, si arriva in un attimo ai 180 di strumento. Spiaccicandosi sul serbatoio si agguantano i 190 e anche qualcosa di più. Non, non dice le bugie questa F650. I 50 cavalli dichiarati ci sono tutti. Certo, le vibrazioni un po’ si sentono, ma non sono mai fastidiose, è normale per un big single, anche se dotato di contralbero come questo. E poi anche i boxer vibrano: in maniera diversa, ma a loro modo si ribellano.

GIRA GIRA TONDO

Ad ogni modo le prestazioni sono eccellenti, con l’iniezione il Rotax riesce ad allungare ben più della versione a carburatore. L’accelerazione è gustosa e giocando con la manetta del gas ci si può esibire in lunghe impennate (su strade chiuse, ovviamente). Le marce si infilano una dietro l’altra andando via di coppia, inutile spingere verso la zona rossa. Il carattere, insomma, è quello dei migliori mono sul mercato, con un vantaggio in più. In quinta si trotta senza sussulti già da 70 orari, con il motore che gira insospettabilmente rotondo. Magia dell’iniezione elettronica. Alla presentazione stampa non abbiamo avuto modo di rilevare i consumi, ma gli eccezionali valori promessi da BMW (20 km/litro a 120 orari) non sembrano una utopia. In tempi di caro benzina si guarda anche questo.

BELLA VOCE

Anche un boxerista potrebbe quindi innamorarsi di questa F650, ci sono tanti validi motivi, e non solo le prestazioni. Perfino il rombo del doppio scarico è appagante, peccato solo che ai bassi regimi il basamento emetta un rumore di...cuscinetti cotti. Tranquilli, niente sfere che ballano, il Rotax ha le bronzine ed è affidabile come i migliori BMW. Qualche concorrente jap però è più silenzioso. Bene invece la distribuzione, assolutamente silenziosa. Ad ogni modo questo Rotax è un gran motore, che permette di fare del turismo anche in coppia senza timori di rimanere a corto di cavalli.

SOSPENSIONI OK

Sulle strade guidate la F650 è infatti in grado di dare grandi soddisfazioni: tira fuori forte dalle curve, frena bene (l’ABS entra solo in caso di emergenza) e può contare su un bel paio di sospensioni. Al contrario dei vecchi boxer, sempre debolucci in fatto di forcella, la F650 non affonda in frenata. Sul veloce, poi, non ondeggia. Il cocktail sospensione anteriore-posteriore è azzeccato.
FACILE E INTUITIVA L’inserimento in piega è molto intuitivo, anche se la ruotina da 19", in combinazione con il peso elevato (quasi 200 kg), tende a far cadere la moto all’interno della curva. Tra l’altro il panciuto pneumatico anteriore, di grande aiuto nei curvoni in appoggio, sul lento accentua questo effetto. Soprattutto nei tornanti bisogna infatti tenere il motore in tiro, ma una volta prese le misure alla nuova ciclistica si può sfruttare questa dote per girare decisi in poco spazio.

ENDURO EASY

Tutto questo vale se si vogliono sfruttare le doti da fun bike che la GS promette e mantiene. Nell’uso turistico la F650 è, infatti, una grande amica, sicura e facile da guidare. Non è certo una enduro pura questa nuova GS, ma anche nel fuoristrada leggero se la cava molto bene. Avendo l’accortezza di disinserire l’ABS, la mono BMW regala grandi soddisfazioni sullo sterrato. Non si tira indietro nemmeno quando la strada si fa più accidentata, dove le sospensioni assorbono anche qualche colpo mancino, a patto di non affrontare gli ostacoli con piglio crossistico.
La posizione di guida in piedi non è da enduro pura e anche il peso non contenuto e la ruotina da 19" impongono una condotta tranquilla. Ma pensando a una vacanza in Grecia o Corsica, dove le tentazioni di off road turistico non mancano, la BMW F650 GS può essere la scelta ideale.
Per i malati dell’avventura, tanto, c’è la versione Dakar. Ma questa è un’altra storia, che vi racconteremo molto presto.
Pubblicato da Spartaco Belloni, 23/02/2000
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