Autore:
Danilo Chissalè

CRESCITA CONTINUA La crescita di Benelli non si arresta: crescono le vendite e cresce anche la gamma. Tra le ultime arrivate c’è la Benelli TRK 251, un enduro stradale che sogna i grandi viaggi intercontinentali, ma che verosimilmente vi scorterà nel casa ufficio e nelle scampagnate domenicali. Si piazza sotto la best seller TRK 502 e a breve verrà affiancata dalla sorellina 125cc. In medio stat visrtus? Scopriamolo insieme.

ADATTA A TUTTI La Benelli TRK 251 strizza l’occhio a un pubblico variegato, dal neofita al motocilista di ritorno. Lo fa con misure furbe: sembra una moto “da grandi” ma pesa solo 153 kg e l’altezza della sella ridotta, solo 83 cm da terra, unita alla vita snella la rende accessibile a tutti.

 COMODA La posizione di guida è ben studiata. La triangolazione sella/pedane/manubrio premia decisamente il confort. Il manubrio è largo e proteso verso il busto del pilota, offre un’ottima sensazione di controllo e un braccio di leva favorevole, ideale per sgattaiolare nel traffico dell’ora di punta. Le pedane, invece, sono leggermente avanzate e permettono di guidare a lungo senza avvertire la stanchezza. Grazie alla sella ampia la TRK 251 accoglie bene piloti di tutte le taglie, nemmeno il passeggero se la passa male grazie a una porzione di sella dedicata e comodi appigli integrati nel portapacchi.

PICCOLO E GRINTOSO Con un motore di piccola cilindrata le prestazioni non sono certo entusiasmanti, ma il monocilindrico della TRK mi ha colpito per il suo piglio brioso da metà contagiri in su. Merito anche della rapportatura corta delle prime marce del cambio, preciso negli innesti ma dalla corsa troppo lunga per i miei gusti. Sorpresa inattesa è anche il sound: metallico e con molta più personalità di tanti altri monocilindrici della sua taglia. Peccato per le vibrazioni, sempre presenti su pedane e manubrio superati i 3.000 giri/min.  

BEN AMMORTIZZATA Il suo habitat è la città, dove rivaleggia con gli scooter in quanto a facilità di utilizzo e agilità. Rispetto ai rivali automatici la TRK 251 ha il vantaggio di avere un comparto sospensioni davvero a punto in grado di filtrare senza problemi il pavè più rovinato e la miriade di dossi disseminati nelle nostre città. Anche il parcheggio fantasioso non rappresenta un problema grazie alla buona escursione offerta dalle sospensioni: rispettivamente 120 mm per la forcella - a steli rovesciati da 41 mm - e 50 mm per il monoammortizzatore.

BEVE POCO Nell’extraurbano la TRK 251 si difende egregiamente, la vostra gita al lago, perché no anche in coppia, è salva. Il motore è fluido e risponde senza incertezze anche quando si va a passeggio ammirando il panorama con una marcia in più del previsto. A invogliare l’utilizzo a lungo raggio c’è la sensazionale autonomia: con un pieno di verde da 17 litri e un consumo dichiarato di 4,1litri/100 km secondo Benelli si possono percorrere oltre 400 km.  

MEGLIO A PASSEGGIO Nel misto la TRK 251 si comporta bene finché il ritmo è quello turistico. In questa condizione la TRK è nella sua comfort zone: i freni lavorano bene e le curve vengono affrontate senza problemi. Quando il ritmo si fa più sostenuto, però, bisogna adottare le maniere forti per farle chiudere le curve insistendo su pedane (che grattano facilmente) e manubrio, mentre i freni necessitano di essere strizzati a dovere per ottenere buone decelerazioni. Ma bisogna essere onesti, comprereste mai la TRK 251 per arrivare per primi in cima al passo?

AUTOSTRADA STAMMI LONTANA Nemmeno le autostrade le vanno a genio, a velocità codice la TRK 251 è molto vicina al limite massimo delle sue prestazioni con il motore tanto alto di giri e le vibrazioni fastidiose compagne di viaggio e la protezione dall’aria offerta dal cupolino non è sufficiente. Sia chiaro, non sono da evitare assolutamente, ma meglio limitarne l’assunzione (quello che dovrei fare io con i fritti)

BADA AL SODO La 251 riprende le linee della sorellona con un piglio ancora più aggressivo. Rispetto alle 502 le frecce sono ora integrate nei fianchetti e i fari sono a LED. Le finiture, come tutte le Benelli, badano al sodo. I blocchetti elettrici sono spartani e qualche saldatura qua e la è poco curata. Ma con un prezzo di soli 3.490 euro vi sfido a lamentarvi. Al prezzo di uno scooter di piccola cilindrata vi porterete a casa una valida tutto fare.


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