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Benelli 502C: la prova della cruiser di media cilindrata

Benelli 502C: la prova
della cruiser di media cilindrata

Facilità di guida e prezzo competitivo sono i punti forti della nuova Benelli 502 C. Ecco come se l'è cavata

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Autore:
Danilo Chissalé

A MODO SUO… Benelli amplia i suoi orizzonti. Stavolta, però, non si parla di geografia ma di quote di mercato. L’ultimo esperimento della Casa Pesarese (ma di proprietà cinese) è l’approdo nel segmento delle cruiser di media cilindrata con la 502 C. La formula è quella che ha sancito i successi di Leoncino e TRK 502: look e dotazione da moto “grande” ad un prezzo decisamente concorrenziale.

… O QUASI Togliamoci subito il dente dolente. Sì, ricorda una moto che ha fatto storia nel segmento ma, storicamente, anche i grandi pittori del passato hanno avuto maestri da emulare. L’estetica è quella tipica delle cruiser, caratterizzata da linee muscolose nel frontale - merito anche dal voluminoso serbatoio da 21 litri - che si fanno corte e compatte con la coda tronca. Di sicuro impatto è la firma luminosa, composta da una luce DRL e un faro a LED all’anteriore, sono a LED anche il faro posteriore, caratterizzato dalla scritta Benelli retroilluminata, e le frecce.

CONOSCIUTO A spingere la nuova cruiser Benelli c’è una vecchia conoscenza, il bicilindrico parallelo frontemarcia da 500 cc, già montato su Leoncino e TRK 502, capace di 48 cv a 8.500 giri/min (limite massimo consentito per i possessori di patente di guida A2, e 46 Nm di coppia massima a 6.000 giri/min. Rispetto alle sorelle il motore è stato ruotato in avanti di 20° per migliorare il bilanciamento dei pesi che, nello specifico, è di  50-50% tra anteriore e posteriore. Il propulsore è accoppiato a un cambio a 6 rapporti con trasmissione finale a catena.

MODIFICATO Anche lo scheletro della 502 C ha origini condivise. Il telaio, infatti, è stato sviluppando partendo da quello a traliccio con piastre in acciaio della TRK per poi essere modificato secondo i canoni delle cruiser. Guardando la scheda tecnica infatti salta all’occhio la lunghezza dell’interasse di 1.580 mm, misura che va per la maggiore anche nel segmento, anche con cilindrata maggiore.

SOVRADIMENSIONATA Anche la dotazione ciclistica sfoggiata dalla 502 C non sfigurerebbe tra le rivali con motori più generosi. Il reparto sospensioni è composto da una forcella a steli rovesciati da 41 mm con escursione di 135 mm e da un mono ammortizzatore regolabile nel precarico. Di generose dimensioni è anche l’impianto frenante, composto da una coppia di dischi semi-flottante da 240 mm morsi da pinze radiali a 4 pistoncini all’anteriore e da un disco da 240 mm con pinza a doppio pistoncino. Tutto ciò va ad influire sul peso del veicolo che, in ordine di marcia, raggiunge i 220 kg.

SEMPLICE La 502 C non colpisce con frizzi e lazzi, è una moto che bada al sodo. Lo si nota dando un’occhiata alle finiture, di buon livello seppur con qualche pecca (la paratia para calore del terminale di scarico ha bordi affilati). Anche i blocchetti posti sul ponte di comando mantengono questa linea, semplici e ben posizionati ma datati nell’aspetto. La strumentazione TFT con sensore di luminosità è ben fatta, ricca e dai caratteri moderni ma poco visibile quando in condizione di pieno sole.

PREZZO La “baby” power cruiser di Benelli è già disponibile nei concessionari nei colori nero opaco e rosso opaco. Il cartellino recita 5,990 euro, una cifra decisamente concorrenziale visto anche le capacità dinamiche sorprendenti della 502 C. Curiosi di scoprile? Procedete con il come va.

 

COMODA La Benelli 502 C è comoda e accogliente, la seduta rasoterra (solo 750 mm da terra) aiuta ad avere un saldo appoggio quando ci si ferma al semaforo, anche se non si supera il metro e settanta, senza compromettere l’ergonomia. Parte del merito va dato anche alla posizione di pedane e manubrio: le prime avanzate ma non in posizione estrema, il secondo – molto largo - posto alla giusta distanza dal busto del pilota. Insomma, macinare chilometri in sella alla 502 C non sarà faticoso, almeno per chi guida. Il passeggero, invece, è relegato su uno strapuntino senza appigli eccezion fatta per la classica cinghietta. Ma si sa, certe moto sono da gustare in solitaria.

FACILE FACILE Oltre che comoda, la 502 C, come giusto che sia per una moto adatta anche ai neopatentati, è facile fin da subito. Il bilanciamento dei pesi e il baricentro basso danno la sensazione di avere a che fare con una moto ben più leggera di quello che dichiara la scheda tecnica. Intuitivo è anche lo stacco della frizione, leggerissima da azionare.

FLUIDO Anche il motore si schiera dalla parte della facilità di utilizzo. L’erogazione è rotonda e lineare, ideale per passeggiare e ammirare il panorama, anche con una o due marce più del dovuto. Se si insiste con il gas, poi sfoggia un’insospettabile grinta, accompagnata da un suono via via più coinvolgente. In questa situazione bisogna lavorare un po’ con il cambio, preciso negli innesti ma dalla corsa della leva piuttosto lunga.

CHE BELLA! La vera sorpresa arriva quando con la 502 C si decide di alzare leggermente il ritmo di guida. Nonostante le quote ciclistiche, la cruiser pesarese si butta in curva con una precisione inaspettata accompagnata dalla taratura piuttosto rigida delle sospensioni, specialmente quella del monoammortizzatore in difficoltà sulle asperità più accentuate. Meno amanti delle andature sprint sono i freni, per decelerazioni efficaci vanno strizzati a dovere, specialmente quello anteriore.

TIRIAMO LE SOMME La 502 C però nasce per altro, ama sfilare e catturare gli sguardi con il suo look da moto “vera”, la città non le va affatto stretta. Anzi, sgusciare nel traffico non è un problema e se proprio le code si fanno insormontabili nessun problema, il calore del motore è pressoché impercettibile. In definitiva si può dire che la Benelli 502 C convince quasi su tutta la linea, unico neo – al netto della scarsa visibilità della strumentazione e dello spazio risicato per il passeggero – sono le vibrazioni che si avvertono sulla sella attorno ai 6.000 giri, ma è come andare a cercare il pelo nell’uovo. Le concorrenti, poche a dire la verità (Kawasaki Vulcan e Honda Rebel) sono avvisate… Benelli potrebbe aver fatto centro un’altra volta.

 

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