Autore:
Andrea Rapelli

LONG-TEST Proprio ieri ho preso in consegna dai ragazzi di Yamaha il nuovo Tricity 155, per un long-test che durerà una quindicina di giorni. Oltre alla scritta sul fianco, questo Tricity (fratellone del 125, che abbiamo provato qui) non conquista solo la possibilità di entrare in tangenziali e autostrade ma anche tutta una serie di dettagli tecnici da non sottovalutare.

I'M BLUE Il monocilindrico da 155 cc abbraccia la giovane filosofia Blue Core: una tecnologia sperimentata da Valentino Rossi e Jorge Lorenzo sulla MotoGP, che ha come obiettivi l'aumento dell'efficienza di combustione e raffreddamento riducendo le perdite di potenza. Tradotto in pratica, ciò significa poter contare su prestazioni brillanti senza sacrificare i consumi.

SUPERQUADRO Il motore dello Yamaha Tricity 155 è un quattro tempi superquadro (alesaggio e corsa sono, rispettivamente, di 58 e 58,7 mm) raffreddato a liquido capace di 15,1 cavalli. Raggiunti anche grazie a tutta una serie di accorgimenti: il pistone è forgiato in alluminio mentre il cilindro in lega d'alluminio al 20% di silicio (DiASil) è caratterizzato da una notevole durezza, per evitare l'ovalizzazione del cilindro dopo molti km.  Non mancano poi un rapporto di compressione pari a 10,5:1 e all'attivazione variabile delle 4 valvole.

ALZATA VARIABILE Già visto su NMAX, questo sistema agisce sulle valvole di aspirazione regolandone alzata e fasatura in relazione ai giri del motore. A quota 6.000 giri un solenoide sposta il bilanciere di aspirazione da una camma con profilo molto efficiente ai bassi giri, ad un'altra che dà il meglio agli alti. Il tutto, dicono in Yamaha, senza che si avverta alcuno scalino di potenza durante l'uso. Ciò significa, fra le altre cose, anche un consumo medio dichiarato nel ciclo WMTC pari a 2,52 l/100 km, ovvero 39 km con un litro di benzina. 

SI ALLUNGA Per sopportare l'aumento di verve, il Tricity 155 ha un interasse da 1.350 mm, 40 mm più lungo rispetto al fratellino da 125 cc. Per far fronte alle esigenze di commuting a medio raggio, il serbatoio è stato maggiorato fino a 7,6 litri (sul 125 è 7,2) ma il peso è cresciuto solo di un kg, arrivando a 165 kg in ordine di marcia. Inoltre, la ruota posteriore ha un cerchio da 13", con pneumatico 130/70. Di serie l'ABS, oltre al sistema di frenata combinata.

LED Il faro anteriore non cambia nel design ma conquista - in ottica contenimento consumi - la luce full Led, mentre nel vano retroscudo compare una presa 12V. Completano il quadro un nuovo look della parte posteriore e un vano sottosella che si annuncia più generoso (vedremo se ci sta anche il casco integrale). La seduta, inoltre, è stata risagomata, per evitare il problemino dello scivolamento in avanti della sella del vecchio Tricity 125.

PRIME SENSAZIONI Bene, la carta d'identità del Tricity 155 la conoscete: adesso, resta da capire come va. I primi km, fatti sull'infida pioggerella milanese nei giorni della Merla, parlano di grande sensazione di sicurezza in piega e posizione di guida comoda, almeno per me che sono alto 1,80 m. Un mini-tragitto in due mi ha anche fatto capire che, a meno di fisici abbondanti, la sella è ben dimensionata. Il viaggio continua.

 

 

 

 

 


TAGS: prova long test yamaha tricity 155 caratteristiche tecniche