Pubblicato il 29/03/21

Il segmento delle maxi naked non lascia spazio a errori: ci sono moto dalla personalità da vendere, prestazioni esagerate e con il massimo della tecnologia. Due, tre, quattro cilindri: a ciascuno la sua. Tranne la MV Agusta Rush 1000: lei, è per pochi. E non mi riferisco alla tiratura limitata (300 esemplari) o al prezzo (34.000 euro) e… nemmeno all’incredibile sound, che potete gustarvi nel nostro SoundBox.

ALL EYES ON ME Se siete egocentrici, vanitosi e volete che tutti gli occhi addosso per strada, con la Rush non avrete problemi. Lo stile – affascinante – della Brutale 1000 RR viene ulteriormente estremizzato dai fari rotondi (sia davanti sia dietro), dal doppio scarico SC Project laterale del Kit Racing e dal copricerchione posteriore: uno dei tantissimi elementi in fibra di carbonio. La coda così snella, il serbatoio muscoloso e le due appendici aerodinamiche laterali sono altri dettagli inconfondibilmente MV. La qualità dei materiali non si discute, è alta, mentre le finiture sono molto buone ma ci sono alcuni che fanno un po’ storcere il naso. Per fare due esempi: il regolatore di tensione dietro l’ala aerodinamica sinistra o alcuni spinotti in “bella vista”

LA LEGGENDA DICE CHE... Nei discorsi “da bar”, le battute sull’elettronica MV Agusta non si sprecano mai… ma è ora di dire basta a questi luoghi comuni. Sulla Rush 1000, così come sulla Superveloce 800 provata l’anno scorso, il pacchetto elettronico funziona molto bene e non ha nulla da invidiare ad altri brand. Il quickshifter è sempre preciso, il traction control è ampiamente personalizzabile (8 livelli), l’antiwheelie “smussa” la potenza senza tagliarla bruscamente e l’ABS non è per nulla invasivo. In più, lo schermo a colori è tutto sommato leggibile anche con il sole a picco: basta un po’ di pratica e navigare tra i vari menù risulta piuttosto facile, anche se un po’ macchinoso. La funzione che ho preferito però è la navigazione Turn by Turn dell’app MV Agusta Ride, molto precisa e utilissima per andare dritti verso la vostra meta.

I PRIMI METRI In sella alla Rush 1000, vi ricorderete di ciascun metro che percorrerete. Letteralmente. Nel senso che dopo un centinaio di chilometri una pausa è d’obbligo, il che corrisponde – quasi – a metà di un pieno: a ritmo sostenuto si viaggia sui 13 km/l. La posizione di guida è caratterizzata da pedane piuttosto arretrate, due cuscini ricoperti d’Alcantara che chiamare “sella” risulterebbe esagerato e due semimanubri piuttosto chiusi e bassi. La città, merito anche l’assetto particolarmente rigido e un raggio di sterzo molto ridotto, non è per nulla il suo habitat, anche se ai bassi il 4 in linea è veramente fluido e docile. In autostrada invece la situazione migliora per via del cruise control e di una posizione di guida aerodinamicamente buona, ma la protezione aerodinamica (in quanto naked) non è pervenuta.

I PRIMI RETTILINEI In una strada ben asfaltata, non troppo stretta e con un “fritto misto” di curve ad ampio-medio raggio, la Rush 1000 vi accompagnerà in una nuova dimensione fatta di eccessi (di velocità). I 212 CV del kit racing – scarico SC Project in titanio e centralina dedicata – iniziano a farsi sentire dagli 8.000 giri/min in su, perché al di sotto di quella soglia il 4 cilindri da 999 cc è un po’ vuoto. Il che è un’arma a doppio taglio: è utile per una guida fluida “a passeggio”, ma non troppo per quanto riguarda la guida sportiva. Anche perché a 11.000 giri/min tutti i 116 Nm di coppia vengono scaricati a terra dallo pneumatico Pirelli Supercorsa SP di sezione 200/55 e il picco di potenza massima a 13.500 giri/min. A quei regimi tutto accade senza un vero ordine: dal nulla cosmico ti ritrovi catapultato al centro di una supernova. Per fortuna che le Brembo Stylema, con dischi da 320 mm e pinze assiali dell’azienda bergamasca, fermano la moto con altrettanta velocità con un mordente immediato.

LE PRIME CURVE Guidare tra le curve la Rush 1000 è stato, all’inizio, molto difficile. Lei, più di qualsiasi altra MV Agusta attualmente in gamma, va conosciuta gradualmente. Anche se scendi da una supersportiva da potenze più elevate, è comunque necessario un primo approccio conoscitivo. Una moto d’altri tempi, che non si concede facilmente al primo appuntamento. Il primo punto critico è l’on-off che si accentua al crescere dei giri/min, ed è “accettabile” solo in modalità Rain: in Sport si avverte solo a regimi più alti, in Race si avverte a qualsiasi apertura del gas. Per i più esigenti c’è anche la più personalizzabile Custom, ma personalmente preferisco la Sport perché offre il giusto compromesso tra fruibilità e prestazioni

MARMOREA Il marmo di Carrara è il materiale che Michelangelo plasmò per dare vita ad alcune delle opere più straordinarie della storia. Le MV Agusta sono delle opere d’arte su due ruote- e la Rush non fa eccezione – ma, con alcune sculture marmoree, questa maxi naked ne condivide anche la rigidità. Il vantaggio di questo set up è che sulla Rush c'è un avantreno granitico e facile da gestire, ma altrettanto sostenuto è il setting delle sospensioni semiattive. Insomma, una moto dura e pura: dura per l’assetto e pura per il coinvolgimento di guida che sa regalare. Il ''gommone'' Pirelli da 200 scarica a terra tutta la potenza, ma vuole che ti impegni per farla scendere in piega. Sembra difficile buttarla giù, ma presa un po’ di velocità ti ritrovi oltre i 40° di piega (segnati dal display) con disinvoltura.

PERCHÈ SCEGLIERLA? Nessuna moto è come una MV Agusta. Nel bene e nel male. Sta di fatto che avere tra le mani un pezzo di arte e meccanica di tale valore e bellezza rende ogni guida un’esperienza indimenticabile. La Rush 1000 è passione pura per le moto, con dei “difetti” da vecchia scuola (come la scomodità e vuoti ai bassi) che ti fanno provare un amore viscerale che nessun’altra moto sa offrirti. Inutile nascondere che molte maxi naked – e supersportive 1000 – offrono più comfort, più prestazioni e migliori contenuti tecnici a un prezzo molto più basso (anche se si parla di cifre attorno ai 20.000 euro). Ma al cuore non si comanda e, se la MV Agusta Rush 1000 vi stuzzica, c’è davvero poco da fare…

MV AGUSTA RUSH 1000: SCHEDA TECNICA

  • Motore: quattro cilindri in linea, 16 valvole, doppio albero a camme in testa, valvole radiali, Euro4
  • Cilindrata: 998 cc
  • Rapporto di compressione: 13,4:1
  • Alesaggio per corsa: 79 x 50,9 mm
  • Potenza massima: 208 CV (153 kW) a 13.000 giri/min
  • Coppia massima: 116,5 Nm (11,9 kgm) a 11.000 giri/min
  • Cambio: sei rapporti con ingranaggi sempre in presa, estraibile, quickshifter MV EAS 2.1 (up & down)
  • Frizione: multidisco a bagno d’olio, antislittamento, pompa radiale Brembo
  • Rapporto finale di trasmissione: 16/41
  • Telaio: tubolare in acciaio al cromo molibdeno
  • Sospensione anteriore: forcella Öhlins Nix EC Ø 43 mm. Regolazione del precarico molla manuale, estensione e compressione gestite elettronicamente. Escursione di 120 mm
  • Sospensione posteriore: monoammortizzatore Öhlins TTX EC. Regolazione del precarico molla manuale, estensione e compressione gestite elettronicamente. Escursione di 120 mm
  • Freno anteriore: doppio disco flottante da 320 mm, pinze Brembo Stylema a 4 pistoncini, pompa radiale Brembo
  • Freno posteriore: disco da 220 mm con pinza Brembo a 2 pistoncini e pompa freno Brembo PS12
  • ABS: Bosch 9 Plus Race Mode con RLM (Rear wheel Lift-up Mitigation)
  • Pneumatici: 120/70 da 17” anteriore, 200/55 da 17” posteriore
  • Lunghezza: 2.080 mm
  • Larghezza: 805 mm
  • Interasse: 1.415 mm
  • Altezza sella: 845 mm
  • Avancorsa: 97 mm
  • Peso a secco: 186 kg
  • Capacità serbatoio: 16 litri

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