RIPROVAMI! Quest’anno è stato un anno ricco di presentazioni stampa, vi ho raccontato di tutto, dalle endurone da viaggio fino alle supersportive, senza dimenticare le classiche e le enduro specialistiche. Me ne sono piaciute tante, ma la KTM 690 SMC R che tanto mi era piaciuta sulle strade dell’Algarve portoghese e all’interno del kartodromo di Portimaõ meritava un secondo test nel mondo reale. Sarà ancora divertente come ricordavo?

CAVALCARE A PELO Monto in sella e il primo ricordo mi torna in mente vivido: la sella della KTM 690 SMC R che trovai un tantino scomoda in presentazione stampa si conferma una bella tavola di legno. Stretta e poco imbottita mi permette di sentire ogni perdita di aderenza del posteriore, ma anche ogni mozzicone di sigaretta presente sull’asfalto. Ma non tutto è negativo, anzi, la posizione in sella è ben studiata e mi permette un’ottima sensazione di controllo grazie al manubrio largo. Mettere i piedi a terra, per chi, come me, non supera i 175 cm è comunque facile, nonostante la sella sia posta a 89 cm dal suolo grazie alla vita rastremata.

AGGRESSIVA Le linee rinnovate piacciono a me e non solo. Sono bastati pochi semafori per attirare l’attenzione di qualche ex possessore di “motardoni” – ora in sella a noiose crossover - e di ragazzotti sognati. Che sia una KTM è chiaro fin da subito: colori sgargianti, linee audaci, e componentistica ricercata presa in prestito dal mondo delle competizioni.

KTM 690 SMCR statica

AGILE COME UNA FARFALLA… Qualche mese fa la KTM si dimostrò agile e svelta nei cambi di direzione, sensazione confermata anche lontano dalle tortuose strade portoghesi. D’altronde cosa c’è di più tortuoso dello slalom nel traffico durante l’ora di punta? La facilità con cui mi divincolo dalle auto è quasi disarmante, tanto divertente che il continuo driblare mi da gusto. Parte del merito va anche al peso contenuto in appena 147 kg a secco, che sale a 160 kg con tutti i liquidi a bordo.

TEPPISTA URBANA La città in sella alla 690 SMC R diventa un parco giochi. Ogni ripartenza dal semaforo diventa una pista di decollo. La tendenza a puntare il cielo della motardona austrica è quasi disarmante: mi basta mollare la frizione e accelerare con un po’ più brio del solito e mi rendo immediatamente conto di quanti piccioni sorvolino il cielo di Milano (uno ha anche cercato di usarmi come bersaglio per l’evacuazione dei suoi bisogni… Cci sua!)

TOP MONO Questa è una conseguenza naturale quando si monta all’interno del telaio – un traliccio in acciaio al cromo-molibdeno – il monocilidrico di serie più potente al mondo. Il cuore pulsante della KTM 690 SMC R è in grado di erogare 74 Cv a 8.000 giri/min, 73,5 Nm di coppia a 6.500 giri/min. L’erogazione, nonostante gli sforzi e un contralbero di bilanciamento in più, non è ancora fluida e fino ai 2.000 giri/min, superata questa soglia però c’è solo divertimento. Le vibrazioni, se ve lo stesse chiedendo, sono diminuite ma infastidiscono ancora… ma questi sono limiti fisico/ingegneristici.

FLOP STRUMENTAZIONE Il meglio di sé lo da ai medi, con una castagna che quasi mi commuove, mentre l’allungo inganna: sembra aver tanta “birra” in più ma poi, come un professore severo, interviene il limitatore. Lo fa senza avvisare chiaramente, nessun accenno dalla strumentazione. Quest’ultima è forse la vera nota dolente della 690 SMC R. Il piccolo display digitale LCD è decisamente scarno d’informazioni: manca il contagiri, così come il livello del carburante e l’indicatore dei consumi. Fa storcere il naso pensando al prezzo d’acquisto di 11.090 euro.

KTM 690 SMCR in azione

PERDONAMI Questa bella austriaca, però, sa bene come farsi perdonare. Basta portarla tra le curve. Qui mi dimentico di spie e indicatori mancanti e inizio a pennellare traiettorie con una precisione degna di un bisturi. Le sospensioni WP Apex completamente regolabili hanno gran parte del merito. L’aspetto più entusiasmante è la facilità con qui questa 690 SMC R scende in piega, gli sforzi sono ridotti al minimo indispensabile. E lo fa sia che la si guidi con stile classico, sia con quello più appariscente col piedino fuori tipico dei motard.

TECNOLOGICA Farsi prendere la mano è più facile del previsto con una ciclistica tanto efficace. A far da angelo custode per fortuna c’è un pacchetto di aiuti elettronici ben studiato che mette a disposizione due mappe motore e il traction control, preciso nell’intervento e mai invadente. Quest’ultimo, come l’ABS, è disinseribile per dedicarsi alle pratiche più teppistiche come derapata e mono ruota.

BEN FRENATA Con un tale livello di prestazioni è fondamentale avere un impianto frenante all’altezza. Quello marchiato Brembo  della SMC R mi ha decisamente convinto. Basta una leggera pressione con due dita per ottenere decelerazioni importanti e, soprattutto non avverte la fatica anche dopo diverse staccate al fulmicotone.

NO AUTOSTRADA L’unico terreno di gioco in cui la KTM 690 SMC R si sente un pesce fuor d’acqua è l’autostrada. Ma chiunque sano di mente capirebbe che le moto adatte a viaggiare sono ben altre. La protezione dall’aria è pressoché inesistente e già superati i 90 Km/h si avverte una forte pressione dell’aria sul busto. Ah non dimenticatevi l’asse da stiro al posto della sella…


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