Autore:
Danilo Chissalè

LA PRIMA Nella vita c’è sempre una prima volta per tutto, anche per la prima Harley-Davidson. Io, amante delle supersportive, le ho sempre guardate con ammirazione ma accompagnata da un velo di scetticismo. La Power Cruiser FXDR 114 ha però qualcosa di sportivo nel DNA (è la più sportiva dei Softail) e mi sono lasciato convincere dalle sue linee muscolose e da quell’opera d’arte di motore incastonato nel telaio. Good vibrations venite a me!

TORPEDO Bassa, lunga anzi lunghissima, la FXDR sembra quasi un torpedo pronto a perforare l’aria che trova sul suo cammino. Le linee ricordano da vicino quelle delle moto da Drag racing che tanto piacciono oltreoceano: carrozzeria striminzita, quote ciclistiche estreme (interasse di 1.735 mm e cannotto di sterzo inclinato di 34°) e uno pneumatico posteriore da 240 mm che per dimensioni starebbe bene anche su una Porsche 911.

Harley Davidson FXDR 114: posteriore

HEAVY METAL La FXDR ha le “ossa grosse”, il peso a secco è di 289 kg a secco che diventano 303 in ordine di marcia. Per fortuna il piano di seduta è praticamente rasoterra, solo 720 i millimetri che lo separano dal suolo e le manovre da fermo diventano meno complicate del previsto, a patto di non saltare l’allenamento delle gambe in palestra… Buoni quadricipiti sono graditi.

REGOLABILE La prima impressione una volta salito in sella è controversa: la sella è accogliente ma il manubrio e le pedane risultano difficili da raggiungere se non si supera il 1,80 m. Per fortuna è possibile avanzare la sella di 4 cm ma nonostante ciò avrei preferito delle pedane posizionare in posizione più arretrata. L’ergonomia dei comandi è quella tipica USA: le leve di frizione e freno sono grandi e, purtroppo, non regolabili nella distanza, di sezione importante anche il manubrio.

Harley FXDR 114: vista laterale

ROLLIN’ Niente chiave, la FXDR 114 si accende con un pulsante grazie al sistema Keyless. Un paio di scossoni e il motore da 1.868 cc si avvia in maniera fragorosa facendo radunare una folla di curiosi nel cortile della redazione. Non c’è nulla da fare, il rombo di un motore è qualcosa di unico, con buona pace degli ecologisti. Tiro la frizione e dopo il “clonk” secco della prima esco a tutto gas… è solo l’inizio.

BRUCIA SEMAFORI Il DNA da Drag Racer viene fuori all’ora di punta. Ogni semaforo rosso diventa quello della griglia di partenza di una gara d’accelerazione. La FXDR 114 è una vera brucia semafori: sui primi metri, grazie ai 160 Nm a 3.500 giri (non dichiarata la potenza, come d’usanza Harley-Davidson) è in grado di bagnare il muso alla stragrande maggioranza delle due ruote circolanti. Il teppismo è quasi d’obbligo e qualche partenza a ruota fumante me la concedo. Il sorriso è a 32 denti sotto al casco.

STACCA FORTE Con tanta esuberanza a disposizione è necessario un impianto frenante all’altezza. Quello della FXDR 114 mi convince a pieno, la coppia di dischi all’anteriore è morsa da pinze a quattro pistoncini dal vigoroso mordente, pinza flottante a due pistoncini, invece, per il disco posteriore.

MA… Peccato che il divertimento finisca al primo accenno di coda. La FXDR 114 è lontana dall’aver l’agilità di uno scooter, la lunghezza è quella di un TIR e l’angolo di sterzo è risicato. Intruppato nel traffico mi accorgo dei primi difetti: il motore a V piazza il cilindro posteriore proprio ad altezza gioielli di famiglia e, nonostante il clima gelido, la temperatura si fa rovente dopo poco inoltre la frizione è decisamente pesante da azionare.

MEGLIO FUORI Ma la FXDR non nasce per sostituire la metropolitana nel casa lavoro. Il suo habitat prevede strade ampie dove godere della stabilità offerta dalla forcella a steli rovesciati e dal mono ammortizzatore che è presente ma ben celato tra sella e forcellone. Il comportamento tra le curve della power cruiser va interpretato: non curva in un fazzoletto ma si possono raggiungere angoli di piega che altre Harley-Davidson si sognerebbero.

Harley-Davidson FXDR 114 in piega

A SPASSO Lontano dalla tentazione dei semafori mi lascio condurre dall’elasticità di un motore in grado di riprendere senza sussulti anche con una o due marce in più del previsto. In questa situazione il cambio risulta quasi superfluo. Andando a spasso i consumi del Milwaukee Eight 114 non si discostano di molto dai 5,4 litri/100 km, la strumentazione LCD, minimalista ma completa nel mostrare le informazioni (c’è anche il contamarce), segna 6 litri/100 km.

CARA Trottando per le strade di campagna mi sono concesso una riflessione: la Harley-Davidson FXDR 114 è cara, il listino attacca a 23.500 euro, poco versatile e non è nemmeno in grado di ospitare il passeggero. Cosa spinge un motociclista a spendere questa cifra? Basta l’esclusività? Poi il semaforo è tornato verde, ho spalancato il gas e ho trovato la risposta.

 


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