Ducati Scrambler Desert Sled: prova, prezzo, pregi e difetti
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Ducati Scrambler Desert Sled: gioia senza limiti. La prova


Avatar di Danilo Chissalé , il 17/04/22

1 mese fa - Attitudine off-road ma senza stress, la prova della Desert Sled

Attitudine off-road ma senza stress, una settimana in sella alla Ducati Scrambler Desert Sled. Le opinioni dopo la prova su strada

Ci ho messo un po’, le ho fatto il filo a lungo, ma finalmente sono riuscito a farmi dare in prova una Ducati Desert Sled. Il suo fascino mi ha sempre colpito e con questa grafica 2021 che mixa blu, rosso, alluminio e cerchi dorati sembra di essere tornati indietro agli anni ’80; io non ero ancora nato, ma per le moto quello è stato un periodo felice, specialmente per quelle che facevano venire la voglia di deserto. Inoltre, mi lega alle Scrambler Ducati un ricordo piacevole. Dopo un brutto infortunio al polso che mi ha quasi fatto smettere di andare in moto sono “risalito a cavallo” proprio su una Scrambler. Come è andato l’incontro tra me e la mia cotta? Ora ve lo racconto.

Ducati Scrambler Desert Sled, la nuova livrea in stile anni '80 Ducati Scrambler Desert Sled, la nuova livrea in stile anni '80

Ducati Scrambler Desert Sled: com’è fatta

Come dice il detto? Altezza, mezza bellezza? Ecco, questo assunto che tanto mi fa andare in bestia dal “basso” del mio metro e settanta scarso calza a pennello alla Scrambler Desert Sled. Anche le altre moto della famiglia sono belle, ben rifinite, con dettagli curati, come la Urban Motard che ho provato di recente, ma nessuna di loro è slanciata e con le gambe lunghe. Quei suoi lunghi foderi neri che finiscono sui cerchi dorati sono come le infinite gambe di una top model. E il risultato lo si nota al semaforo, tutti gli sguardi sono per lei, non ce n’è uno che rimane indifferente al suo look! A dirla tutta, rispetto alle altre della gamma Scrambler ha anche un forcellone più lungo e un telaio rinforzato per resistere anche a del fuoristrada mediamente impegnativo. E poi c’è la protezione metallica del motore a cui deve il nome, la “Slitta da deserto” o Desert Sled, come direbbero gli americani.

SOSPENSIONI LUNGHE Ma la sua non è solo apparenza, le sospensioni oltre che lunghe sono anche finemente regolabili. La forcella a steli rovesciati marchiata Kayaba da 46 mm è completamente regolabile, il mono ammortizzatore (sempre Kayaba) è regolabile nel freno idraulico in estensione e nel precarico, con tanto di serbatoio separato. Il dato rilevante, però, è quello dell’escursione: 200 mm davanti e dietro, non come una moto enduro specialistica ma comunque superiore ai 150 mm delle altre Scrambler. A completare il pacchetto “avventura” ci pensano gli pneumatici Pirelli Scorpion Rally STR calzati su cerchi a raggi con camera d’aria da 19 pollici all’anteriore e 17 pollici al posteriore, questo tipo di gomma è perfetto per l’utilizzo tipico della Scrambler Desert Sled: tanta strada, ma nel caso in cui questa dovesse sparire per magia, niente limite alla gioia… Anzi. L’impianto frenante è marchiato Brembo, con una pinza M4.32B ad attacco radiale all’anteriore a mordere il disco da 320 mm, la potenza frenante non manca e viene tenuta sotto controllo dall’ABS cornering, di serie su tutte le Ducati.

Ducati Scrambler Desert Sled, la forcella è marchiata Kayaba Ducati Scrambler Desert Sled, la forcella è marchiata Kayaba

CUORE DESMO In comune con le altre Scrambler ha ovviamente il motore Desmodue da 803 cc. Recentemente questo pezzo di storia Ducati è stato aggiornato alla normativa Euro 5, ma le sue caratteristiche peculiari non sono affatto cambiate. A disposizione della manetta del gas ci sono 73 CV a 8.250 giri/min e 68 Nm di coppia massima a 5.750 giri/min. Il gas a cavo comanda le operazioni, ha una corsa un po’ lunga, difetto condiviso con il resto della gamma, ciò nonostante è presente comunque un ride mode Enduro, che permette di disinserire l’ABS, oltre al Journey (la cui sola differenza è la presenza dell’ABS).

ELETTRONICA EASY In effetti, la Scrambler è una moto che ha fatto della semplicità e dell’essenzialità una sua caratteristica, ma a livello tecnologico un piccolo step in avanti andrebbe fatto. La strumentazione ad esempio è bella nella forma, ma poco pratica da utilizzare; oggi con gli schermi TFT si fanno miracoli sia a livello grafico, sia in quanto a funzionalità. Quello attuale della Desert Sled non spicca per leggibilità e navigare nei pochi menù è comunque abbastanza complesso. Quando l’ho portata in fuoristrada, su un terreno particolarmente compatto, la situazione è peggiorata con la polvere.

Ducati Scrambler Desert Sled, la strumentazione digitale meriterebbe un aggiornamento Ducati Scrambler Desert Sled, la strumentazione digitale meriterebbe un aggiornamento

Ducati Scrambler Desert Sled: come va

A proposito di stazza, le sospensioni a lunga escursione cambiano anche l’ergonomia. Rispetto alle altre Scrambler la seduta è più in alto, a 860 mm da terra. Una distanza impegnativa, specialmente se non si supera il metro e settanta; a catalogo c’è la sella ribassata optional di 20 mm, personalmente l’avrei preferita dato che il piano di seduta è piuttosto largo e toccare non mi è stato semplicissimo. Per il resto, invece, devo dire che non avrei cambiato nulla o quasi. Mi piace la forma del manubrio, seppur un po’ distante dal busto, così come la maggior distanza tra le pedane e il piano di seduta, davvero molto confortevole. Starebbe abbastanza comodo anche il passeggero se non fosse per la mancanza totale d’appigli a cui mantenersi.

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ENTRIAMO IN CONFINDENZA La leason tra me e la Scrambler Desert Sled è iniziata subito con il piede giusto, la sua dinamica di guida è intuitiva, e il merito è anche della ruota anteriore da 19 pollici, misura perfetta per le moto che in off-road ci vanno, ma senza troppe pretese. La frizione idraulica è morbida e prevedibile allo stacco, prefetta per destreggiarsi in città. Con la Desert Sled mi sono divertito anche su buche e pavé, in una piccola manches di regolarità… urbana. Le sospensioni filtrano bene le asperità, solo il mono ammortizzatore risulta un po’ rigido nella prima parte di corsa disponibile, la “sellona” però aiuta ad ammortizzare. Bello anche il manubrio rialzato, con gli specchietti che sovrastano quelli delle auto… ma i furgoni restano ostacoli da schivare con maestria.

PIACEVOLE SU STRADA In città ci si diverte, specialmente nei mesi freschi (d’estate il Desmodue fa sentire i suoi bollenti spiriti”), ma la Desert Sled è un po’ come il nero… sta bene con tutto, o quasi. Eccezion fatta per l’autostrada, dove si rimane parecchio esposti all’aria, che sia un bel misto di montagna o una strada bianca non fa troppa differenza. L’agilità è il suo punto forte, nonostante l’interasse da 1.500 mm e il peso in ordine di marcia di 209 kg. Anche nella guida dinamica su strada mi sono piaciute molto le Kayaba: la forcella non affonda in maniera brusca, ma lascia comunque lo spazio necessario alla moto per acquattarsi e inserirsi in curva sfruttando i trasferimenti di carico. Anche il posteriore, piuttosto sostenuto aiuta a mantenere la linea con precisione in accelerazione. Completano il quadro all’insegna del divertimento gli pneumatici Pirelli, ottimi per grip offerto, tanto da non far rimpiangere nemmeno l’assenza del controllo di trazione… Anzi, in questo modo i monoruota escono ancora meglio.

Ducati Scrambler Desert Sled in azione Ducati Scrambler Desert Sled in azione

MEDI FORTI Il motore è al centro dell’esperienza di guida e perfetto per la guida spensierata tipica della gamma Scrambler. L’erogazione della potenza è infatti molto fluida e regolare. Si può scendere fino a 2.000 giri con una marcia alta senza quasi avvertire strappi in città. La spinta del motore si fa sentire bene dai 5.000 giri, da qui in poi la schiena del bicilindrico si fa sentire, accompagnata anche da un discreto allungo. Un po’ ruvido negli innesti il cambio.

FUORISTRADA Detto della sua agilità, nel fuoristrada se la cava anche meglio di altre classiche con vocazione scrambler. Duecento millimetri di escursione, buona ergonomia (solo il serbatoio tende ad allargare le gambe), erogazione docile e buona trazione sono ingredienti che permettono di divertirsi in sella alla Desert Sled anche quando l’asfalto finisce. Nonostante la ruota da 19 pollici la direzionalità rimane buona. Per fare le cose “sul serio” servirebbe la ruota da 21 pollici, ma forse perderebbe quella sua spensieratezza alla guida che è un po’ la sua arma migliore.

Ducati Scrambler Desert Sled 2022 Ducati Scrambler Desert Sled 2022

Ducati Scrambler Desert Sled: prezzo e accessori

Non sorprende scoprire che a livello di prezzo la Ducati Scrambler Desert Sled sia la più costosa della famiglia con i suoi 12.390 euro. Non sono pochi ma la dotazione è ricca e le finiture curatissime. Volendo si può personalizzare in tantissimi dettagli, dotarla di accessori dedicati al turismo come borse laterali morbide o dei bauletti in alluminio ma anche accessori più funzionali come barre para motore o diversi scarichi. Certo, così il prezzo schizza ancora più in alto, ma su questa tipologia la personalizzazione è un regalo che si fa a se stessi. Per i neo patentati c’è una buona notizia, la versione 35 kW parte con un prezzo di listino più basso: 11.190 euro.

Ducati Scrambler Desert Sled: scheda tecnica

Ducati Scrambler Desert Sled
Motore Bicilindrico a L “Desmodue”, Euro 5
Cilindrata 803 cc
Potenza 73 CV a 8.250 giri/min
Coppia 66,2 Nm a 5.750 giri/min
Peso 209 kg o.d.m
Prezzo Da 12.390 euro (11.190 la versione 35 kW)

Pubblicato da Danilo Chissalè, 17/04/2022
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