Autore:
Marco Rocca

ELETTRICHE ALLA (RI)SCOSSA Si chiama Model M ed è nata dalla matita di Jans Slapins, un designer indipendente che si è cimentato in un progetto, per ora sotto forma di render, che ha il suo perchè. Il ventottenne londinese, noto per una serie di bozzetti davvero particolari (se volete date un occhio al sito http://jans-shlapins.blogspot.it/), ha ipotizzato una moto elettrica firmata dal costruttore di auto a emissioni zero più in voga del momento, Tesla.

IL VINCOLO DELLE FORME Quando si parla di veicoli elettrici, spesso la forma segue la funzione, a maggior ragione se parliamo di una moto in cui lo spazio non è mai abbastanza. Ecco perché, per ospitare il motore elettrico capace di 204 cavalli con relativo pacco batterie agli ioni di litio, la parte centrale della Model M è massiccia e imponente come quella di un bisonte americano.

TELAIO IN ALLUMINIO Una scelta, questa, che se da un lato non privilegia la leggerezza delle linee, dall’altro accentra le masse, a tutto vantaggio della maneggevolezza. Quattro le modalità di erogazione della potenza: Race, Cruise, Standard ed Eco, selezionabili tramite il computer di bordo. Nel progetto, fa sapere il designer, sono stati previsti ultraleggeri (e ultra preziosi) cerchi in fibra di carbonio e sospensioni più convenzionali, con forcella a steli rovesciati davanti e mono al posteriore.

C’E’ POSTO PER IL CASCO Visto che il carburante ovviamente non è contemplato, al posto del classico serbatoio è stato ricavato un vano capace di contenere un casco integrale o, all’occorrenza, un PC portatile. Che rimanga solo un disegno o diventi realtà non è dato sapersi al momento; fatto sta però che questa Tesla Model M ha le carte in regola per diventare la nuova fun-bike delle star hollywoodiane impegnate nella lotta all’inquinamento. 


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